26 anni, è la vittima 168 dell’uranio impoverito

Andrea aveva solo 26, nell’Esercito sperava di trovare un futuro ed una vita ricca di soddisfazioni, ha trovato la morte in solitudine, solo la madre al suo capezzale. Ragazzo tranquillo ma determinato, intelligente e consapevole del compito a lui affidato: portare la pace là, dove la guerra ha lasciato polvere di morte. Aveva sentito dell’uranio e della morte di alcuni suoi commilitoni ma la consapevolezza di dover tacere e rischiare in silenzio era il prezzo da pagare per non avere “problemi” alla rafferma, al futuro. Andrea è morto oggi, in un ospedale di Udine, dove nulla hanno potuto medici meravigliosi che, con le cure, hanno saputo dare ad Andrea anche quella considerazione che lo Stato non gli ha mai dato, neanche sul letto di morte. Nel corpo di Andrea una presenza di metalli pesanti che non lascia dubbi: l’assassino è l’uranio impoverito. La madre distrutta da anni di sofferenza è stata lasciata sola nella più assoluta disperazione. Non può essere solo l’Osservatorio Militare a seguire e denunciare. Speriamo in un sussulto di dignità istituzionale, in un anelito di civiltà che dia la forza a chi Governa, di ammettere gli errori e dare assistenza ai suoi figli. L’appello al Ministro è diretto, chiediamo un immediato confronto con il Ministro LA RUSSA per trovare forme e sistemi per assistere chi è stato colpito 2538 i casi e fare prevenzione per chi, ancora oggi, sui teatri operativi, deve difendersi da un nemico invisibile che porta alla morte.

Roma 22 settembre ’08
Il Responsabile del Comparto Difesa
Domenico Leggiero

Se ti è piaciuto condividilo!

Lascia un commento

12 − 11 =