Anche i militari italiani querelano il Times

Le accuse infamanti del quotidiano “TIMES” non possono essere ignorate dai veri  protagonisti della vicenda: i militari impiegati in Afghanistan.
Per questo motivo l’Osservatorio Militare, oltre ad associarsi alla denuncia del Ministro della Difesa, raccoglierà le numerose richieste giunte da molti militari
provenienti da missioni in Afghanistan e, soprattutto, da alcuni famigliari di vittime che, dall’Afghanistan, non sono mai rientrate. Hanno offeso la memoria, l’etica e la professionalità di uomini che hanno saputo, in punta di piedi, trasformare in realtà tutta l’umanità e la sensibilità che gli italiani avrebbero voluto esportare in quelle zone. Se il sacrificio in termini di vite umane è alto per l’Italia, è anche importante evidenziare che il numero di vittime è in proporzione inferiore a quello delle altre compagini impegnate proprio per la professionalità con cui i nostri uomini hanno
saputo cucire un difficile dialogo con la gente del posto. Il sacrificio pagato dai colleghi francesi si pone sullo stesso piano dei nostri morti dall’Iraq all’Afghanistan, passando dalla Bosnia o dal Kosovo o dalla Somalia. Hanno ucciso i nostri colleghi un’altra volta e non siamo disposti ad accettare una cosa simile. L’Osservatorio si fa carico ed affiancherà il Ministero nella denuncia in corso
costituendosi parte civile nell’eventuale procedimento a nome e per conto dei famigliari delle vittime (a costo zero) che già lo hanno chiesto. Davanti a queste offese verso i nostri militari non si può rimanere insensibili ed a prescindere da quelli che possono essere i numerosi problemi interni, ci sentiamo in dovere di agire a difesa di quella moralità, professionalità ed etica patrimonio dei nostri uomini in divisa ed orgoglio dell’intera Nazione.
Roma 16 ottobre ’09
Il Responsabile del Comparto Difesa
Domenico LEGGIERO

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