AUDIZIONE DEL PROFESSOR SERGIO AMADORI, PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO DEL PROGETTO SIGNUM (STUDIO DELL’IMPATTO GENOTOSSICO NELLE UNITA` MILITARI)

AMADORI. Credo che queste informazioni possano essere fornite dalla Sanita` militare, che ha effettivamente istruito il progetto. Ricordo infatti che il progetto SIGNUM e` stato elaborato dalla Sanita` militare, inizialmente con la Commissione Mandelli, e che al principio prevedeva l’indagine sulla presenza di uranio impoverito solo nelle urine dei militari. Successivamente e` stato ampliato il ventaglio, inserendo altri xenoelementi che potessero essere presenti nell’ambiente a seguito dell’impiego di munizioni particolari. Da quello che mi hanno spiegato i militari, infatti, queste munizioni, soprattutto quando sono dirette contro corazze di carro armato o contro edifici, dalla distruzione dei materiali possono liberare nell’ambiente altri elementi, come lo zirconio, il wolframio, il cadmio, il piombo, il molibdeno. Le informazioni sulla valenza di questi elementi nell’eventuale insorgenza di neoplasie non sono molto precise, ma l’intento era verificare se fossero presenti e in che quantita` prima della partenza per fare un confronto con le analisi effettuate al momento del rientro. Non posso darvi spiegazioni precise sulla mancata campionatura dei capelli. Mi e` stato detto che, soprattutto nella componente maschile del personale coinvolto, vi era la tendenza a presentarsi al colloquio per l’illustrazione del progetto e per l’adesione con i capelli gia` rasati, per cui diventava difficile fare il prelievo. Alle stesse persone, rimaste sul teatro iracheno per tre mesi, non si poteva fare un prelievo al momento del rientro, una volta che i capelli erano ricresciuti, perche´ l’idea non era avere un campione una tantum, ma un campione alla partenza e uno al rientro per verificare l’eventuale differenza nella presenza di certi elementi. Perche´ e` stata aggiunta l’analisi dei capelli? Considerando la durata della missione – tre mesi, un tempo cosiddetto acuto, breve, di esposizione – ai fini dell’indagine per la dimostrazione dell’esposizione a xenoelementi noi riteniamo piu` utili sangue e urine, che sono indicatori di un’esposizione acuta, rispetto al capello, che e` un tessuto di accumulo nel tempo degli elementi ricercati. Ripeto, dal punto di vista tecnico, saranno sicuramente piu` importanti i dati che emergeranno dall’osservazione del sangue e delle urine prima e dopo la missione. I capelli rappresentano un indicatore in piu`, avrebbero potuto darci un’idea piu` precisa sull’esposizione precedente alla partenza, perche´ nulla vieta che qualcuno dei militari osservati avesse gia` accumulato sui suoi capelli certi livelli di xenoelementi, magari perche´ esposto nel suo ambiente di vita o di lavoro. Questo dato purtroppo e` venuto meno, pero`, ai fini delle indagini, credo che i dati che emergeranno dalle analisi su sangue e urine di oltre 800 soggetti, prima e dopo l’impiego in Iraq, possano essere sufficienti per avere le idee chiare sull’esposizione acuta a questi xenoelementi, tenendo poi presente che abbiamo i marcatori biologici che rappresentano un altro parametro importante.

PRESIDENTE. Sarebbe stato interessante sapere quanti, al momento del rientro, avevano continuato a tenere i capelli rasati a zero e quanti invece se li erano fatti ricrescere.

DE ZULUETA (Verdi-Un). Signor Presidente, anch’io ringrazio il dottor Amadori per la sua presentazione. A tale riguardo, vorrei sapere se possiamo acquisire le schede, che possono rappresentare un promemoria molto utile. AMADORI. Ho gia` consegnato la documentazione alla segreteria della Commissione.

DE ZULUETA (Verdi-Un). Lei ha parlato delle unita` operative partecipanti al Comitato scientifico, che hanno accesso a tutti i lavori. I prelievi sono stati fatti prima e dopo, ma ce ne sono stati anche in situ, in Iraq?

AMADORI. I prelievi sono stati fatti al termine della missione, ma sul posto.

DE ZULUETA (Verdi-Un). Per quale motivo?

AMADORI. Per evitare che, tornando in Italia, i soggetti si disperdessero. Uno o due giorni prima di tornare in Italia – pensate allo sforzo organizzativo che e` stato necessario – abbiamo effettuato i prelievi perche´ sapevamo che, altrimenti, una volta sbarcati in Italia, sarebbero scappati a casa e sarebbe stato molto poco probabile riuscire a tenerli in caserma il tempo necessario affinche´ il team operativo potesse procedere al campionamento.

resoconto stenografico

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