Audizione della responsabile del Laboratorio dei biomateriali presso il Dipartimento di neuroscienze dell’Universita` degli studi di Modena e Reggio Emilia e del direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori di Aviano

 

resoconto

Dott.ssa GATTI : “Nel caso seguente potete osservare un linfonodo ammalato: al suo interno potete vedere alcune cellule malate di Reed-Sternberg, che sono molto grandi e che servono al medico per definire di che tipo di linfoma si tratta e anche per indicare la prognosi. Ebbene, tutti quei corpi estranei molto bianchi, sempre rotondeggianti, sono posizionati proprio nelle cellule malate. Affrontero` alla fine del mio intervento l’aspetto relativo al meccanismo. Ora invece vorrei illustrare le particolarita` di queste particelle che, a mio avviso, si presentano strane. E` stata rinvenuta nel tratto digestivo, nello stomaco, una particella di zirconio rotondeggiante, anzi tondissima, di 50 micron, quindi abbastanza grande. Di sicuro lo zircone, che e` una pietra sintetica, e` ossido di zirconio, e` piu` comune dello zirconio il quale, al contrario, allo stato puro e` meno diffuso. Trovare nell’ambiente una particella di zirconio cosı` tonda e` tecnicamente difficile. Lo zirconio, infatti, ha un’altissima temperatura di fusione e la rotondita` della particella relativa al caso che sto illustrando e` necessariamente dovuta ad una temperatura superiore almeno ai 2.000 gradi. Ho avuto modo di leggere il rapporto annuale del 1977 della base militare di Eglin, in Florida, nel quale sono stati valutati gli effetti sull’ambiente dell’esplosione di una bomba all’uranio impoverito. Gli americani fecero esplodere simili bombe nel deserto del Nevada per raccogliere poi elementi di uranio impoverito che, in realta`, non furono trovati. Vennero invece raccolti i prodotti della combustione determinata dall’uranio impoverito. Quando esplodono, bombe di questo tipo creano temperature superiori ai 3.000 gradi che fondono tutto cio` che si trova nel crogiuolo. Il rapporto della base statunitense ha dimostrato che le particelle rinvenute da quelle esplosioni avevano una forma perfettamente rotondeggiante, mentre la loro composizione chimica era determinata ovviamente dai materiali fusi presenti nel crogiuolo. Nel deserto del Nevada c’era solo sabbia, ma in una zona di guerra le esplosioni fanno fondere i materiali presenti (ad esempio, parti di un carro armato), creando quindi un inquinamento ambientale in cui si rilevano tutti gli elementi soggetti alla combustione avvenuta. Se si bombarda una raffineria o una fabbrica di armi, dall’esame dei residui della combustione che segue le esplosioni si possono individuare tutti i composti chimici presenti al momento del bombardamento. Ad ogni modo, lascero` alla Commissione il rapporto della base di Eglin il quale gia` nel 1977 poneva l’accento sulle polveri create da questo tipo di esplosioni, le cui dimensioni erano di un range respirabile, quindi al di sotto del micron. Faccio presente che il sito governativo dal quale era possibile reperire il rapporto e` stato da poco oscurato.”

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