AUDIZIONE DI RAPPRESENTANTI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’

Sono presenti la dottoressa Alessandra Care`, dirigente di ricerca, Dipartimento Ematologia, oncologia e medicina molecolare; il dottor Pietro Comba, dirigente di ricerca, Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria; il dottor Giovanni De Angelis, ricercatore, Centro nazionale epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute; la dottoressa Cristina Nuccetelli, primo ricercatore, Dipartimento tecnologie e salute; il dottor Arduino Verdecchia, dirigente di ricerca, Centro nazionale epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute.

CARRA’:  Signor Presidente, faccio parte del Dipartimento ematologia, oncologia e medicina molecolare, che finora non e` stato coinvolto in questo tipo di studi. Quindi, i dati a mia disposizione sono quelli che ho letto, basati sui risultati della cosiddetta Commissione Mandelli, istruita allo scopo di valutare se vi sia stato un aumento reale di incidenza di tumori nei militari impegnati in Kosovo e, eventualmente, se tale aumento sia realmente correlabile al contatto con l’uranio impoverito. Da quanto ho rilevato, per i tumori solidi non e` stato osservato in generale un aumento di incidenza, ma addirittura si parla di una riduzione. Soltanto per linfomi di Hodgkin e` stato osservato un aumento di 1,5 volte rispetto alla popolazione di riferimento e di controllo. Considerato l’aumento non enorme, credo si debba anzitutto valutare rigidamente – per quanto possibile – il campione di riferimento, verificando che quello utilizzato sia effettivamente rappresentativo. In secondo luogo, si deve considerare la tempistica, vale a dire il tempo di esposizione e quello trascorso dal momento dell’esposizione. Come e` ormai noto nel campo dell’oncologia, l’insorgenza di un tumore deriva da una serie di numerosi eventi che si sommano all’interno della cellula; non e` mai derivata da un singolo evento anomalo all’interno della cellula. Quindi, ad un certo punto, al di sopra di una determinata soglia, la cellula non e` piu` in grado di mettere in atto i suoi meccanismi di correzione delle anomalie (ad esempio, la riparazione del DNA o l’induzione di morte cellulare programmata) e comincia a proliferare in modo incontrollato. Per alcuni tipi di tumori, la serie di eventi richiesti per arrivare al tumore vero e proprio e` ormai nota. Ad esempio, nel caso del carcinoma del colon sono state perfettamente individuate le alterazioni genetiche richieste per passare da una cellula normale alla poliposi del colon (che ancora non e` una neoplasia maligna), fino ad arrivare ad un carcinoma vero e proprio. Anche per quanto riguarda il linfoma di Hodgkin, che finora sembra essere l’unico a far registrare un aumento di incidenza nella situazione studiata, si e` visto come non dipenda da una singola aberrazione all’interno della cellula ma da una serie di eventi. Esso e` caratterizzato infatti da instabilita` genomica che porta a traslocazioni cromosomiche, a delezioni o duplicazioni di frammenti di cromosomi, nonche` a mutazioni all’interno dei geni fondamentali in quanto induttore di apoptosi, cioe` di morte cellulare programmata. Appare difficile, quindi, pensare che una breve esposizione possa indurre tutta questa serie di eventi. Puo` eventualmente indurre l’ultimo evento di una serie gia` contenuta all’interno della cellula? Forse solo il tempo potra` dirlo; nel breve periodo e` difficile una valutazione di questo tipo. Le metodiche sulle quali possiamo contare stanno sviluppandosi sempre piu`, per cui adesso, utilizzando l’analisi dei profili di espressione genica, possiamo vedere la modulazione di singoli geni nella cellula tumorale rispetto alla cellula normale; e` difficile pero` correlare queste modulazioni al singolo evento esterno come induttore. In prospettiva, quindi, penso che sia necessario avere un campione di riferimento piu` che valido, un follow up a lungo termine, per stabilire con la migliore approssimazione possibile se effettivamente esista un aumento di un qualche tipo di tumore e se tale aumento, nel caso in cui ci fosse, sia in relazione di causa-effetto con la presenza dell’uranio impoverito. Ovviamente, il nostro Dipartimento si rendera` disponibile per eventuali analisi che venissero ritenute necessarie dalla Commissione nel futuro.

resoconto

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