Bilancio di fine legislatura!

11 febbraio 2006, il Presidente Ciampi scioglie le Camere, termina la XIV legislatura.  Per tutto il comparto della Difesa, è il momento di fare un bilancio di un periodo
storico nel quale, senza false ipocrisie, avevamo riposto tante speranze e tanta fiducia. Con altrettanta onestà dobbiamo confermare una sostanziale delusione e, sotto certi
aspetti, un peggioramento della situazione. Andiamo con ordine e cerchiamo di ricordare quali erano le nostre esigenze espresse
prima della campagna elettorale e se anche il “contratto” con i militari è stato rispettato.
Fatto salvo le code contrattuali, la riparametrazione (già avviate dal precedente Governo) ed il sistema professionale, gli impegni più importanti dei quali avevamo
avuto garanzia prima delle elezioni erano: Riordino, vendita dell’intero patrimonio abitativo della Difesa con cambiamento radicale del sistema di assistenza alla casa
per Ufficiali, Marescialli, Sergenti e Volontari in servizio permanente, riforma della rappresentanza militare.
Mi fermerei qui perché, come avete già intuito, delle cose che ci stavano a cuore nessuna è stata fatta. Non è nello stile Osservatorio però contestare senza proporre o contestare senza
capire, le proposte sui temi giacciono da anni nelle stanze della Commissione Difesa, il perché le cose non sono state fatte è, a mio parere semplice: i politici che avrebbero
dovuto provvedere a far rispettare il “contratto” con i militari hanno tradito il personale militare e lo stesso Governo stipulando “un’alleanza” di comodo con i
vertici della Difesa ponendo in secondo piano le reali esigenze del personale. Ritengo anche che questo sterile comportamento non è mai arrivato alle orecchie del
Premier che, preso atto del silenzio provocato dal muro di gomma creatogli intorno, sarà ancora convinto di aver rispettato tutti gli impegni assunti.
In effetti la conduzione del dicastero della Difesa, in questi ultimi 5 anni, si contende la palma del peggior Governo per i militari insieme al suo predecessore Mattarella.
Mai, come in questa legislatura, il Ministro si è visto solo in cerimonie e grandi discorsi, pochi i fatti, totalmente assente nel rapporto con la base e questo, per un
Ministro, vuol dire non avere quell’interfaccia indispensabile per confrontare la realtà “ufficiale” dei vertici ed il reale stato di salute della truppa.
Discorsi arroganti ed offensivi sono stati pronunciati nell’aula di Montecitorio in occasione del riordino (per fortuna naufragato) dagli attuali delegati alla Difesa del
Governo, scene che non avremmo mai immaginato nell’assistere agli sfratti forzati eseguiti dalle Forze dell’Ordine (per la prima volta nel dopoguerra) con il sostegno
del Sottosegretario con delega agli alloggi. Sembra incredibile, ma il primo Governo che sfratta i militari è proprio quello in cui più avevamo creduto!
Eravamo certi che, con questo governo, si poteva scardinare quel sistema di potere che, nella logica del dopoguerra, la Difesa aveva creato (giustamente) ma che, nel
corso del cambiamento del quadro strategico mondiale, anziché adeguarsi, si è trasformato in un sistema perverso di potere riservato a pochi Generali (diviso in due
o tre cordate) e vecchi politici che, provenienti e/o legati al mondo militare, tendono a conservare e rafforzare la propria cordata interna dagli scranni di Montecitorio.
E’ consequenziale lo scoraggiamento di una buona parte del personale ed il pericolo che questi non esprimano più neanche l’unico diritto che gli è rimasto : il voto.
Già altra nota dolente, ricordate tutti gli slogan proferiti prima della scorsa scadenza elettorale dove si chiedeva il voto per i militari all’estero?
Oggi tutti zitti sull’argomento! Gli italiani restano gli unici soldati al mondo che, impegnati in missioni di alta valenza internazionale, gli viene privato il diritto di voto.
Votano gli immigrati, votano gli italiani all’estero, in alcune province e regioni votano anche gli stranieri per l’elezione degli Enti locali.
Tante ipocrite battaglie per i diritti e, coloro che dovrebbero essere garanti del diritto di pace e democrazia, anche questa volta, non potranno votare.
13.000 uomini, cittadini italiani, a cui è negato il diritto di voto (sono certo che saranno degnamente sostituiti dagli immigrati che invece voteranno!).
Peccato, abbiamo perso un’altra occasione! Non è importante chi Governa, è però determinante capire se, chi Governa, ha la
forza e la volontà di rompere i vecchi sistemi di potere e portare davvero le Forze Armate al cambiamento, guidare quest’Esercito di uomini che credono in quel che
fanno, ad una struttura professionale, ad una linea di comando professionale si, perché, anche se fanno finta di non accorgersene, i militari italiani, nelle funzioni
giornaliere del loro mestiere, sono sempre stati professionali. Quante parole e quante ipocrisie verso le famiglie dei martiri di Nassyria o dei
famigliari dell’equipaggio caduto in Iraq. Quanta ipocrisia se solo si pensa che, quel Sottosegretario alla difesa che, con le lacrime agli occhi si faceva inquadrare dietro i feretri dei militari uccisi, definisce “sfortunate” quelle famiglie che ricevono gli sfratti mentre i loro congiunti sono all’estero a rischiare la vita e, quando dimentica di aver ridotto la missione definendo
le indennità degli italiani maggiori di altri colleghi esteri, gli metterei sotto il naso non le bare che ha visto al Vittoriano o negli hangar di Viterbo, ma le foto di quei
corpi straziati impossibili da presentare anche ai loro cari. Vergogna! Non si trattano così i nostri uomini, i nostri connazionali, i nostri soldati.
Da quest’analisi, è naturale che l’unica cosa che possiamo fare per reagire è quella di “distrarci” dal colore politico cercando di colpire gli uomini che ci hanno tradito ed
allora, l’unico modo per farlo, è quello di non votare la lista che vede protagonista tutti quegli uomini, da destra a sinistra che negli ultimi 10 anni ci hanno distrutto,
illusi ed alla fine ingannati. Non importa sotto quale bandiera può essere schierato, l’importante è che, anche se quest’uomo è sotto la “nostra” bandiera (di qualsiasi colore), dobbiamo avere il
coraggio di non votarlo. Ho avuto il piacere, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, di ascoltare il Ministro Martino ed il Dott. Marco Minniti (in caso di vittoria del Centro Sinistra indicato
come prossimo Ministro della Difesa), ho avuto il piacere di leggere l’arringa difensiva presentata dal ministro Martino in commissione d’inchiesta uranio a favore
del suo predecessore Mattarella (per un attimo ho avuto la conferma che la vecchia e cara DC non è mai finita);
ho ascoltato il programma di Governo dell’aspirante Minniti che ha chiesto più soldi per la Difesa e non si è neanche posto il problema che, eliminare tutti gli incarichi per
i Generali pensionati, ripristinare la logica degli approvvigionamenti, vendere il patrimonio abitativo, recuperare le aree di gestione delle FFAA, produrrebbe uno
stanziamento quasi doppio all’attuale senza intaccare la finanza pubblica. Forza ragazzi, non ci scoraggiamo, restiamo uniti e prendiamo le distanze da chi,
ancora una volta, si ricorda di noi solo prima delle elezioni. Facciamo in modo, questa volta, di ricordare prima noi e, insieme, cercare di
scardinare un sistema che, se non lo rompiamo noi, sarà lui a distruggere la nostra professione.

Roma, 12 febbraio ’06
L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero

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