Caso Uranio Impoverito: ancora un risarcimento milionario

Iniziano a susseguirsi le sentenze di risarcimento per le vittime dell’uranio impoverito. Anche questa del Tribunale di Roma, riconosce colpevole il
ministero della Difesa per la patologia e la morte di un vent’enne sardo. La sentenza ottenuta dall’Avv. Angelo Fiore TARTAGLIA conferma, senza attenuanti, la colpa dell’uranio impoverito per la sviluppo del linfoma di Hodgkin che ha ucciso il militare sardo impiegato nei Balcani subito dopo i bombardamenti con ordigni all’uranio. Un’altra sentenza storica che conferma la precedente (militare di Lecce deceduto nel 2005) e riconosce il danno subito da ogni singolo famigliare/erede. La Magistratura Italiana sta contribuendo ad una grande verità storica, sostiene l’Avvocato Tartaglia, in tempi accettabili ma con approfondimenti che non lasciano dubbi o scampo a chi ha delle responsabilità ben precise nella questione. Altre numerose sentenze sono in arrivo in vari tribunali italiani. A questo punto la verità sul caso uranio è inarrestabile ed i famigliari che hanno visto morire figli, genitori, fratelli ed altri parenti avranno giustizia. L’Osservatorio, cha per primo lanciò il grido d’allarme, ricorda che, ad oggi sono 2538 i casi riscontrati di cui 178 decessi. Il lavoro che ci aspetta è ancora tanto ma i risultati che stanno arrivando ci spingono a guardare il futuro con grande ottimismo. Il caso uranio ha ispirato anche un film che sarà nelle sale italiane il 7 maggio prossimo “Le ultime 56 ore”, prodotto da Heles Film di Carlo Bernabei, con la regia di Claudio Fragasso e la sceneggiatura di Rossella Drudi, distribuito da Medusa. Al film, oltre alla consulenza tecnica dell’Osservatorio Militare, hanno preso parte anche alcuni Ufficiali realmente colpiti dalla patologia legata all’uranio impoverito.
ROMA 20 GENNAIO 2010 DOMENICO LEGGIERO

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