Chiusa la Commissione d’Inchiesta: avevamo ragione!

Una pietra miliare è stata posta con il termine della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito: le conclusioni del documento finale, rappresentano la perfetta
sintesi delle linee accusatorie esposte dal legale dell’Osservatorio nei procedimenti penali avviati. Entro questa settimana, sul sito www.osservatoriomilitare.it potrete prendere visione
del documento integrale prodotto dalla Commissione d’inchiesta. In sintesi, se per “esigenza politica” non si è potuto accusare in modo diretto l’uranio
impoverito, sono stati individuati una serie di fattori determinanti ai fini delle patologie dei militari deceduti e/o ammalati. L’origine di tutti questi fattori è, senza alcun dubbio, l’effetto dell’esplosione di ordigni all’uranio impoverito. Solo un passaggio, a mio modesto parere, può tendere a sminuire il grande lavoro tecnico, scientifico ed inquirente della Commissione, quando si tenta di far passare l’uranio impoverito quasi come l’accusato senza le prove dei delitti imputatogli. In effetti, su questo aspetto esiste una legislazione le cui origini si trovano addirittura
in Regio Decreti per cui, la pericolosità intrinseca del metallo non era (e non è ) mai messa in discussione anche perché, per assurdo, l’Italia potrebbe essere l’unico Paese al mondo in cui l’uranio non fa male. Sono tentato da commentare ogni passaggio che ha portato all’approvazione del documento, ma voglio resistere perché ritengo giusto farlo solo dopo che tutti hanno avuto la possibilità di leggere la relazione finale, farsi un’idea e capire poi le dirette conseguenze di questa relazione. Una cosa però devo dire subito: né la Commissione Parlamentare, né il Comitato scientifico del Ministero della Salute, sono riusciti ad ottenere cifre e dati dalla Difesa. Questo è un aspetto che dovrà essere esaminato attentamente e rivisto in ogni sua sfaccettatura se non si vuole mettere in discussione lo stesso ordinamento democratico della Repubblica. Durante i lavori, in perfetta buona fede ed al solo scopo di collaborazione, ho interpellato i Comandanti dei Distretti per avere una serie di dati determinanti per un indagine efficace e realistica. Tanti di questi comandanti hanno risposto con toni arroganti, a volte scostumati ma sempre dall’alto di un’autorità intoccabile anche se mai gli fu riconosciuta. Con queste risposte che, dopo valutazione da parte del legale, potrete leggere sull’area riservata del sito, ho trasmesso tutto al Presidente della Commissione ed agli organi giudiziari preposti. Con immensa soddisfazione, abbiamo avuto conferma che è stata aperta un’inchiesta nei confronti di alcuni comandanti di Distretti militari, alla fine vedremo chi ha sbagliato. Lasciamo per ora la commissione e torniamo ad alcune situazioni importanti che hanno visto coinvolto l’Osservatorio. Come ogni periodo pre elettorale tanti e molteplici (dopo le elezioni faremo nomi, cognomi e Partiti), sono stati gli inviti per esponenti e/o rappresentanti dell’Osservatorio a candidarsi. Tanti sono stati gli incontri condotti con il Direttivo dell’Osservatorio al gran completo e la risposta data è sempre stata la stessa: l’Osservatorio, per questa tornata elettorale, non condividendo le modalità del voto, ha deciso di non esporsi in modo diretto ed indiretto con Partiti e/o movimenti, optando per l’appoggio diretto di candidati (a prescindere dall’appartenenza politica) che più si sono dimostrati ricettivi
alle problematiche esposte dal Centro Studi e più hanno contribuito al raggiungimento di traguardi importantissimi per le categorie rappresentate dall’Osservatorio.
In compenso lo stesso Osservatorio si adopererà nel dare le maggiori informazioni possibili ai corpi elettorali che vedono candidati personaggi (a prescindere dall’appartenenza politica) che più hanno ostacolato e rese difficili le battaglie di giustizia condotte in questi ultimi 5 anni. Nonostante ciò, risulterebbe che, alcuni appartenenti e/o semplici iscritti del Centro Studi, hanno vantato presunti mandati a trattare candidature in Partiti più o meno esistenti e/o movimenti lontani dall’essere rappresentativi di una idea come quella portata avanti dall’Osservatorio Militare.
Nei confronti di alcuni di questi personaggi sono già state prese decisioni in seno al Direttivo nazionale ed altri provvedimenti (tra questi l’espulsione dal centro Studi) saranno presi il prima possibile. In ogni caso, le decisioni adottate saranno rese pubbliche così come sarà resa pubblica la composizione del nuovo direttivo nazionale del centro Studi Osservatorio militare. Corre il dovere precisare anche che, dopo la pubblicazione delle sentenze sulle maggiorazioni della indennità operativa, sono arrivate numerose mail all’Osservatorio in cui si faceva riferimento a presunti sentenze favorevoli in più TAR e numerose sentenze di cassazione che bocciavano quelle dei TAR. Ritengo utile precisare che i TAR in questione non sono tanti ma solo 3, le
bocciature della Cassazione si riferiscono a ricorsi di massa fatti in modo errato nei confronti del problema, il rigetto del ricorso comunicato alle centinaia di colleghi che
avevano depositato ricorsi gerarchici è una decisione naturale e consequenziale proprio al tipo di ricorso presentato. Un’altra domanda che ci è stata posta è riferita alla richiesta dei costi del ricorso: per quanto ci risulta il ricorso gerarchico è totalmente gratuito e l’eventuale “compenso” potrebbe costituire il costo del “disturbo” per alcuni soggetti nel raccogliere le
richieste. Ovviamente le osservazioni fatte sono destinate a coloro che, in perfetta buona fede, hanno posto delle precise domande al centro studi, riteniamo invece che maggiori
chiarimenti possano essere ottenuti da coloro che a suo tempo raccolsero le istanze per poi verificare le risposte ricevute presso un qualsiasi ufficio preposto alle
pubbliche relazioni del dicastero di competenza. Altre richieste sullo stesso argomento riguardavano la possibilità di procedere comunque a ricorrere al TAR perché si è sparsa la voce che non ci sarebbero più i termini per presentare ricorso Non credo che questa versione corrisponda al vero, in ogni caso, per gli aderenti all’Osservatorio (facendo riferimento al numero di tessera) si può inviare una mail ad osservatoriomilitare@libero.it con la propria situazione ed avere la risposta affermativa o negativa alla possibilità di presentare ancora ricorso. Nel ringraziare per l’attenzione e rimandando la discussione della relazione finale della commissione ed il commento ad altre due sentenze positive per il nostro settore, vi saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana.

Roma, 05 marzo ’06
L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero

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