Comitato Famiglie Militari per la Casa – Comunicato 13-12-2008

Che senso ha difendere ostinatamente un parco abitativo ormai in rovina per il quale non si riesce  più nemmeno a fare una ordinaria manutenzione, con tutti i rischi che questo comporta?
Eppure si continua da decenni a perseguire una politica della casa miope e improduttiva, limitandosi a scaricare sulle spalle del personale in quiescenza i problemi del personale in servizio: la formula del togliere a qualcuno. che oltre tutto versa un canone maggiorato, per dare ad altri ha prodotto solo scontenti e non ha reso un servizio a chi, prendendo possesso di un alloggio a tempo, si è trovato, al momento di lasciarlo, ad affrontare la crisi profonda legata al cambio dell’abitazione in cui ha messo radici lui e la sua famiglia, un trasloco che costituisce di per sé un trauma, un mercato immobiliare lievitato, nel frattempo, con costi inaccessibili.

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