Comunicato 17 gennaio 2004

L’argomento della scorsa settimana ha avuto un’ampia risonanza tra il personale e, nonostante le immediate reazioni da parte di chi deve “contenere” le informazioni esterne, centinaia sono state le richieste di chiarimento a riguardo.
Molte osservazioni e domande che, a nostro parere sono state giudicate costruttive e chiarificatrici, saranno pubblicate sul sito www.osservatoriomilitare.it sul link “forum”.
E’ in sostanza impossibile pensare di rispondere singolarmente per vari e molteplici motivi, uno di questi è l’aderenza allo statuto dell’Osservatorio che, in quanto tale, analizza ed affronta tematiche generali.
Sull’argomento della scorsa settimana, il legale dell’Osservatorio, l’Avv. Angelo Fiore Tartaglia, ci ha segnalato che già da qualche tempo vari colleghi hanno già dato corso all’azione prevista per il riconoscimento dell’ex legge 100 al rientro delle missioni dei Balcani.
I tempi previsti per la conclusione dell’iter giuridico, presso il TAR Lazio, sono in media 4-5 anni, nel caso specifico, però essendo l’argomento già chiarito con giurisprudenza acquisita, i tempi dovrebbero dimezzarsi o, almeno ridursi notevolmente.
Altro argomento di particolare interesse, come annunciato la scorsa settimana, è il riconoscimento del premio di rafferma.
Su questo aspetto, non ci sono più equivoci: a tutti i militari che dopo un servizio in ferma breve o altre tipologie di servizio passano in servizio permanente effettivo spetta il premio di rafferma.
Se è vero che l’aspetto è molto interessante per la categoria dei Volontari e Sergenti, la cosa non è da sottovalutare per le altre categorie (Ufficiali di complemento raffermati, ad esempio).
Giurisprudenza in tal senso è tanta e già ormai consolidata e le informazioni in merito possono essere richieste direttamente alla sezione legale, attraverso il sito, oppure ai referenti di zona.
A proposito dei referenti di zona, a breve riavremo il quadro chiaro e definito su tutto il territorio nazionale con relativi recapiti.
Tra le tante mail pervenute, molte indicano i circa 850€ lordi che troveremo nella busta paga di gennaio, come la somma spettante per il riallineamento oppure, nei casi più “gravi” per il riordino.
Niente di tutto questo, gli aspetti economici enunciati nelle scorse comunicazioni, riguardano gli stanziamenti previsti in finanziaria per il riallineamento ed il riordino.
E’ ovvio che senza soldi non si può procedere così, com’è ovvio che bozze in tal senso esistono ma, ovviamente, ancora non sono state approvate.
Entro breve il riallineamento dovrebbe passare in fase esecutiva, subito dopo l’argomento principe sarà il riordino, intanto, per la riparametrazione stipendiale, iniziamo ad incassare i primi 850€ lordi a gennaio e poi, dal prossimo mese 350€ lordi mensili.
Come avrete notato ancora non è stato pubblicato il bilancio dell’Osservatorio, la cosa avverrà quanto prima scusandoci per il ritardo dovuto ai numerosi impegni ed alla revisione dei quadri locali che sarà deliberata a breve.
Alle segnalazioni pervenute in merito alla situazione dei colleghi in Iraq ed Afghanistan, cui è stato possibile rispondere in modo privato e riservato, è stato già fatto, per le segnalazioni, richieste e domande pervenute senza la possibilità di una risposta mirata all’interessato, non abbiamo risposto e, tanto meno, lo faremo attraverso il sito in considerazione dei contenuti delle missive.
In tal senso, in considerazione della ormai imminente convocazione dell’Osservatorio in Commissione Difesa Camera il Direttivo si riserva di elaborare un documento riservato da consegnare alle preposte autorità per i provvedimenti che il caso richiede.
Altre preoccupanti richieste d’informazioni si riferiscono alla possibilità di non partecipare alle missioni internazionali (Iraq e Afghanistan in particolare) a tal proposito è opportuno ricordare che l’invio in missione è un ordine e come tale va considerato, certo i motivi particolari ed estremi che ne impediscono l’invio esistono ma sono pochi e, grazie a Dio, rari.
Il fatto però non deve indurre l’organizzazione d’impiego a non rispettare alcune norme e sottovalutare misure di garanzie minime d’impiego in condizione di missioni di pace e non di guerra.
Argomento spinoso che, al momento, non è possibile affrontare su queste pagine.
Il responsabile Esercito sta raccogliendo tutte le segnalazioni degne di nota ed i rilievi mossi (dai tempi d’impiego differenti tra le varie Forze Armate, l’organizzazione logistica, tecnica ed operativa) saranno raccolti in un dossier che sarà consegnato ai membri della Commissione Difesa della Camera.
La prossima settimana passeremo ad analizzare il terzo punto lasciato in sospeso dalla scorsa settimana: gli indennizzi previsti a seguito dei ritardi della giustizia italiana.
Grazie per l’attenzione.

Roma 17 gennaio 2004

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dott. Domenico Leggiero

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