Comunicato 2 ottobre 2004

· Può essere l’invio in missione un aspetto che riguarda anche il benessere del personale?

· Il delegato della Rappresentanza svolge anche attività sindacale?
· Al militare è riconosciuto il diritto alla critica?
· I trasferimenti sono sindacabili?

LA RISPOSTA A TUTTI QUESTI QUESITI E’: SI!

Proprio così, avete letto bene. Questo è quanto stabilito da una sentenza del Tribunale Militare di Padova ad un processo che vedeva accusato un collega difeso dal legale dell’Osservatorio.
Già la scorsa settimana vi avevamo anticipato che per un po’ di tempo commenteremo alcune delle sentenze “storiche” ottenute ed andremo ad esaminare, oltre che gli effetti, anche le reazioni sia dell’ambiente militare, sia di altri soggetti.
Queste sentenze le troverete dalla fine del mese sul sito www.osservatoriomilitare.it che, proprio in coincidenza con la pubblicazione delle sentenze più significative dal punto di vista strategico e dirompenti dal punto di vista del cambio generazionale di vedute ed obiettivi delle nostre Forze Armate, sarà riservato nelle pagine interne solo agli aderenti. Questi riceveranno una chiave d’accesso per la visione sia degli atti e documenti e sia delle informazioni su eventuali azioni giudiziarie promosse. E’ inutile dire che la sentenza ottenuta giovedì scorso dall’Avvocato Tartaglia è sicuramente storica. Dopo la sentenza sono stati chiari anche gli atteggiamenti tenuti da alcuni che, oltre a scoraggiare il ricorrente dal procedere in giudizio e quindi patteggiare, avevano addirittura paura del contenuto di una eventuale sentenza positiva poi puntualmente arrivata. In effetti, come avete letto all’inizio delle comunicazioni, la sentenza fa riferimento anche all’attività di delegato della Rappresentanza ai quali, adesso, non è più preclusa o esclusa un’attività di tipo sindacale.
Questo è il concetto più delicato perché presuppone tre aspetti importanti:
1. non vi è più la necessità di un sindacato;
2. i rappresentanti non possono più nascondersi dietro al paravento del RIRM o del RARM e dovranno affrontare a viso aperto tutte le questioni prospettate dalla base senza se e senza ma.
3. visto che non s’intende intervenire nella riforma della rappresentanza perché la politica non ha avuto la forza di intervenire sul “potere” militare, sia il RIRM, sia il RARM vanno rivisti alla luce di questa sentenza (il Centro Studio Osservatorio è a disposizione per eventuali consulenze).
Capite da soli che la portata della sentenza è storica e segna il giro di boa verso quella reale professionalizzazione di cui l’Osservatorio ha sempre parlato.
Come potete ben notare non servono ricorsi collettivi per ottenere riconoscimenti.
D’altra parte però, non è sufficiente solo la sentenza per poter “organizzare” ricorsi e/o affari sulla pelle dei militari.
Attenzione a chi pubblicizza sentenze di cui può conoscerne solo la conclusione ma non sa niente della discussione e del percorso giuridico che bisogna seguire per ottenerle.
Ad ogni buon conto la prima e più importante pietra è stata posta.
Attenzione però, questi obiettivi raggiunti e questi riconoscimenti, nello stile Osservatorio, vanno usati per migliorarci e migliorare il nostro ambiente di lavoro, la contestazione, la rivalsa, la vendetta o quant’altro possa costituire non un mezzo di giustizia, ma una forma di puro ostruzionismo al regolare andamento dell’Istituzione Forza Armata, non sono cose che ci riguardano.
Per questa settimana ci fermiamo qui, vogliamo ricordarvi che dal 1° gennaio 2005 entreranno in vigore le nuove norme sulla privacy, a debito momento troverete le nuove disposizioni sul sito www.osservatoriomilitare.it. Proprio in preparazione dell’attuazione delle nuove norme chi è interessato a continuare a ricevere via mail le comunicazioni settimanali: deve inviare una mail d’accettazione con relativo impegno a non divulgare e/o inoltrare (a nome proprio o per conto) le mail ricevute ad altri soggetti non espressamente indicati.
Grazie per l’attenzione.

Roma 02 ottobre ’04

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico LEGGIERO

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