Comunicato 24 dicembre 2004

Abbiamo voluto aspettare fino alla vigilia di Natale per “osservare” e capire se, nel 2004, ci fosse stato davvero un qualcosa di speciale sotto l’albero.
Niente!
Dannatamente niente, sempre le stesse cose: bugie, ipocrisia e false promesse.
Eppure ci saremmo accontentati di un solo pacco dono, un qualcosa che pur essendo sempre stata nostra, da molto tempo qualcuno ci ha tolto ed ancora non ha avuto il coraggio di renderci: la dignità e l’orgoglio dell’uniforme che vestiamo.
Ma è di nuovo Natale e non c’è voglia di litigare, di attaccare ed offendere, queste cose le lasciamo fare a chi è capace di fare solo questo, a chi, nonostante la disponibilità di crescere culturalmente si ostina a rimanere piccolo e miseramente solo.
All’ombra di se stesso e delle sue frustrazioni.
Non c’è voglia di commentare le banalità di frasi sconnesse scopiazzate a destra e a manca senza logica e giudizio, vogliamo pubblicarla così com’è, nella sua interezza lasciando a voi il penoso compito di valutare, sul sito www.osservatoriomilitare.it troverete una mail inviata dal delegato cocer l’aeronautica militare Rollo Salvatore.
Non preoccupatevi, oltre al momento folcloristico (c’è ne siamo concessi pochi quest’anno) ci sono anche le cose serie, molto più serie di una banale mail di un pover’uomo represso.
Sempre sul sito troverete alcune considerazioni tecniche del legale dell’Osservatorio Avvocato Angelo Fiore Tartaglia.
Partendo dalla ventilata riforma del codice militare, tocca vari problemi del nostro comparto che rappresentano la scommessa per il futuro, affrontare e risolvere alcuni di questi problemi rappresenta il vero obiettivo dell’Osservatorio, il resto è aria fritta.
Le beche del cocer, l’incapacità di alcuni rappresentanti di difendere un Reparto glorioso come la Folgore consentendo che onesti ed orgogliosi militari, facciano da capro espiatorio per “distrarre” l’attenzione da cose ben più importanti.
Non possiamo consentire che ciò accada, difenderemo chi vuole attaccare la Folgore e la grande professionalità dei suoi paracadutisti, è vero in tutti i Reparti possono esserci soldati (a prescindere dal grado) che non sentono l’attaccamento al Reparto oppure, peggio ancora, hanno venduto l’orgoglio d’appartenenza per una più “tranquilla” permanenza nei palazzi romani.
Mai dare giudizi prima di conoscere realmente i fatti, come avete notato, seppure il legale dell’Osservatorio è direttamente interessato alla vicenda, non abbiamo rilasciato dichiarazioni se non con una intervista all’Avvocato Tartaglia che potrete trovare sempre sul sito dell’Osservatorio.
Il 2004 si chiude con varie questioni affrontate, qualcuna risolta (riallineamento) dopo anni di discussione, e molte irrisolte (riordino e Riforma della rappresentanza) solo per citarne alcune.
Queste ultime, a mio parere non saranno risolte neanche nel 2005 (ecco uno dei motivi della proroga).
Per il prossimo anno, una delle poche cose che andrà sicuramente in porto, sarà proprio la riforma del codice militare che, stando ai fatti, non potrà non vedere il diretto coinvolgimento della rappresentanza centrale, chiamata a “pagare” il prezzo della proroga rendendosi (suo malgrado) complice di uno tra i peggiori scempi giuridici e tecnici che si possono compiere contro i militari.
Il 2004 non ha visto però solo cose brutte e squallide, come la direttiva emessa nel marzo scorso con la quale si tenta di far calare il silenzio sul caso uranio ma che poi si rivela un goffo tentativo di falsare l’informazione ed un boomerang dirompente per la Forza Armata esercito che, a distanza di 9 mesi dalla direttiva non è ancora in condizione (a suo dire) di rendere noto il vero numero dei soldati malati di tumore provenienti da missioni internazionali.
Il 2004 è stato anche l’anno della istituzione della commissione d’inchiesta per capire, finalmente, chi quando e perché sono state nascoste le informazioni ed il personale è stato mandato allo sbaraglio senza tutela e senza equipaggiamento previsto.
Si avvicina l’ora della verità, si avvicina il momento in cui l’Osservatorio avrà la possibilità di rendere pubblici numerosi documenti scritti e filmati, ufficiali ed ufficiosi da cui emergeranno delle responsabilità.
Qualche giorno fa, un Senatore definitosi favorevole alla riforma del codice militare, sosteneva che “la gerarchia va tutelata e difesa, con il modello professionale si deve impedire che un domani i militari possano scioperare per difendere i propri diritti”.
Dopo averlo ascoltato attentamente, mi sono chiesto quando si provvederà a fare dei corsi di formazione professionale per i nostri Senatori.
Pensate, ancora non ha capito che proprio controllando l’onestà degli uomini che animano la gerarchia, si eleva la professionalità del personale ed il livello di sicurezza e garanzia per tutta la democrazia del Paese.
Ho provato a spiegarglielo, mi ha guardato perplesso, dopo averci pensato un po’, si è ricordato che sono Maresciallo, ha scosso la testa ed ha detto “forse hai ragione, ma devo fare quello che mi dicono i Generali”.
Nulla di male, pensai tra me, vorrà dire che dovrai fare una riforma che moltiplica i Generali in modo esponenziale e tanto da farli diventare più dei soldati perché, tra poco più di un anno, saranno loro che ti voteranno.
La bramosia del potere, specialmente per chi non è abituato a gestirlo, fa dimenticare che se lo stesso è arrivato perché qualcuno ti ha votato ed ha avuto fiducia in te, se sarai capace di corrispondere sarai di nuovo premiato, altrimenti, grazie al cielo, tornerai a casina tua con una legislatura sulle spalle che ti peserà come un macigno fino alla fine dei tuoi giorni.
Ma lasciamo stare, è Natale!
Il prossimo anno, e questa è una speranza, tanti Vertici saranno andati a casa, dal più alto in grado a qualcuno poco più in basso.
Certo, per sopraggiunti limiti d’età oppure per altri motivi sicuramente tecnici e non di valutazione, sarà un momento importante, sarà il momento in cui si dovrà decidere se favorire questa o quella cordata oppure scegliere per meriti.
La volta scorsa, visti i troppi con alti meriti, si è scelto per cordata, i risultati si sono visti.
Nel 2005 si spera anche che la classe politica torni ad abbassare un po’ lo sguardo verso il basso e vedere che dietro le fanfare e le cordate c’è del personale che, con grande professionalità, tenta di attirare l’attenzione per far capire che c’è qualcosa che non va, che dietro ai convegni ed ai dibattiti formali, c’è del personale che sta soffrendo ed ha bisogno del minimo indispensabile per poter continuare ad assolvere i propri doveri.
L’anno che sta per finire ha visto anche la reazione dei soldati americani che, con un pizzico d’invidia da parte nostra, con dignità e professionalità hanno detto le cose come stanno al Ministro della Difesa che, con tono cinico, ha ricordato che la guerra si fa con le armi che si hanno e non con quelle che si vorrebbero.
Sicuramente è la verità ma gli americani fanno la guerra noi, almeno sulla carta, no, pertanto la Pace la portiamo con i mezzi previsti.
Ma lasciamo le polemiche e permettetemi di ricordare con affetto chi, al contrario di noi, è stato costretto a prendersi gli auguri formali 4 giorni prima e si prepara a trascorrere il Natale lontano da casa, dai figli, dalla moglie, dalla ragazza o dal ragazzo, dal padre o dai fratelli.
Sono loro che devono darci la forza e l’esempio, è per loro che dobbiamo continuare a credere che anche per noi, oltre ai doveri, ci sono dei diritti che vanno rispettati.
Da Tirana a Sarajevo, da Kabul a Baghdad buon Natale e felice anno ragazzi, l’augurio è che possiate avere ciò che meritate e godervi quanto prima il frutto dei Vostri sacrifici.
Arrivederci al prossimo anno!…… magari tutti in Italia.

Roma 24 dicembre ’04

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico LEGGIERO

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