Comunicato 24 ottobre 2004

Permettetemi di iniziare salutando Giovanni Stagni che, ieri sera su “Striscia la Notizia” ha dato il via ad una serie di inchieste televisive che riveleranno altre sconcertanti situazioni che hanno generato il caso uranio impoverito. Sul sito www.osservatoriomilitare.it , sul link dedicato caso UD, troverete anche gli altri servizi sino ad ora trasmessi.
Riprendiamo da dove avevamo lasciato continuando i punti elencati la volta scorsa: R.M. utile e determinante se utilizzata e non usata. Proprio così, proprio con la recente sentenza ottenuta dal legale dell’Osservatorio a favore di un delegato di questo mandato, la Rappresentanza assume un ruolo determinante nella tutela del personale. Il fatto è che in ogni struttura il fattore umano è sempre e comunque determinante allora perché non “utilizzare” la rappresentanza per ottenere giustizia e riconoscimenti per le categorie che si rappresenta e non per meri fini personali che portano ad una “arricchimento” personale ed un conseguente impoverimento in termini di rappresentatività e distacco da parte dei rappresentati. Esaminiamo con obiettività proprio il mandato in corso d’opera che tanto scandalo ha suscito per la richiesta di proroga. Richiedere la proroga è legittimo e naturale, tutti i delegati, in buona o cattiva fede hanno intenzione di continuare o l’opera di rappresentatività o la vacanza romana oppure l’incremento delle risorse finanziarie del proprio nucleo famigliare. Non sono a conoscenza di mandati della rappresentanza che non abbiano chiesto una proroga. La differenza sta nel fatto di essere appoggiati od ostacolati sia dai vertici che dai politici. Quando la Rappresentanza “merita” (non rompe le scatole in concertazione, non scrive contro sui giornali, addirittura fa scudo ai vertici su problemi evidenti e non cura nell’immediatezza e nell’evidenza i problemi della categoria) perché non dovrebbe avere l’appoggio dei politici e dei militari per far proseguire in mandato? D’altronde anche noi, al posto dei Capi di Stato Maggiore, utilizzeremo tutto il potere a disposizione per continuare a collaborare con un organo di rappresentanza che, tutto sommato ha riportato il concetto di COCER come un qualcosa di astratto alla diretta “dipendenza” dei vertici con la conseguente perdita di fiducia da parte dei colleghi. Si può considerare affidabile una struttura di rappresentanza che dovrebbe rappresentare (quindi essere esaltata e tutelata dalla base) che invece si auto esalta in un turbinio di megalomania e menzogne ragionate tendenti a costruire la propria immagine solo attentando a quella degli altri? A mio parere la proroga sarà concessa! Non a caso è stata proposta in un emendamento dal Sottosegretario Saporito che ha condotto la concertazione fantasma di questo contratto. Non importa di quanto sarà la proroga, prima o poi dovrà esaurirsi (non mi meraviglierei se venisse fuori un emendamento della Difesa che riconosce in questo mandato la miglior forma di rappresentatività e quindi la necessità di mantenerlo in carica a vita). la mia unica speranza è che il COCER torni ad essere un reale strumento di rappresentatività, che faccia il suo lavoro h24, che non consenta ai delegati quei vantaggi che con tanta foga sono stati concessi durante questo mandato. C’è tanto da fare, anche per la rappresentanza, quella però con R maiuscola, quella che dovrebbe avere il coraggio di dire che centinaia di colleghi si sono rivolti alla Procura per farsi pagare assegni contrattuali, che rischiamo di perdere la R.I.A se non facciamo ricorso entro il 31 dicembre, quella che dovrebbe dire che per i funerali di Luca Sepe l’Amministrazione ha offerto 1.200 euro (prendere o lasciare) dopo la sceneggiata dei funerali di Stato prima della festa del cambio del comandante, di negare le cause di servizio per i ragazzi malati dei Balcani per i veri motivi, di non chiedere spiegazione sul perché, ad ogni commemorazione, nessuno dei ragazzi morti per uranio viene ricordato, del perché è nata la necessità di riconoscere altri 100.000euro ai Generali a due botte al termine del servizio con la spada di damocle della riforma pensionistica che pende sulla testa dei non direttivi, del perché hanno ostacolato la vendita degli alloggi costringendo gli interessati a muovere in giudizio per danno all’erario impedendo anche a chi non ha mai avuto un alloggio di servizio di godere di una indennità alloggio o di un contributo in conto acquisto alla casa. Potremo continuare fino a domani ma lasciamo le riflessioni ad ogni uno di noi. La risposta, ironica e sarcastica sarà: abbiamo fatto il riallineamento!!!.
Complimenti!
La R.I.A., un aspetto che ha inciso negativamente nelle buste paga dei militari per una somma che oscilla (ad oggi) dai 150 ai 250 euro al mese. Nessuno ha mai affrontato l’argomento se non con ricorsi collettivi che, tanto per cambiare, hanno arricchito avvocati ed impoverito ulteriormente chi ha aderito. Le azioni legali proposte dall’Osservatorio hanno un senso ed il risultato (consultare le sentenze pubblicate sul sito www.osservatoriomilitare.it sul link del legale) è consequenziale non ad un’azione di mero scopo di lucro tra le infinite problematiche dei militari, bensì da un’analisi attenta dei cambiamenti delle Forze Armate, delle nuove esigenze cui si è chiamati, dei nuovi contesti in cui si opera, dei nuovi confronti continui e costanti con altre Forze Armate cui siamo chiamati ormai da dieci anni. Ecco la differenza: la necessità di adeguare la Giurisprudenza consolidata, alla nuova professionalità delle Forze Armate. Questo non può offrirlo né lo Stato Maggiore (anzi è controparte in questo processo) né tanto meno la politica che dovrebbe essere al servizio di questo cambiamento. Ecco la chiave, la politica. Anche la politica, così come la Rappresentanza è fatta di uomini, di uomini veri e di …… Non credo che uomini (o donne) vere si possono trovare solo in questo o quel Partito. L’appartenenza ad un Partito politico e dettata da valori personali che si possono riflettere in ogni lato del Parlamento, credere nelle Istituzioni e seguire i propri ideali combattendo per loro è patrimonio dell’uomo, non del politico. In molti hanno scritto che, una volta vinta la guerra sulla R.I.A. potrebbe non avere il ritorno economico previsto. Non credo che ciò possa accadere e sono certo che, oltre alla R.I.A, il calcolo delle indennità, il riconoscimento della legge 100 al rientro dalle missioni estere e la restituzione del riscatto dei contributi pre-ruolo sono aspetti già consolidati dai quali non si potrà sfuggire per iniziare un nuovo corso ed una nuova dimensione per le nostre Forze Armate.
Arrivederci alla prossima settimana con la continuazione dei punti elencati nella scorsa comunicazione.

Roma 24 ottobre ’04
L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico LEGGIERO

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