Comunicato 6 dicembre 2004

Come promesso la scorsa settimana, le comunicazioni settimanali saranno interamente dedicate alla vendita del patrimonio abitativo della Difesa.
La cartolarizzazione dei beni dello Stato, si può dire che nasce proprio dall’esigenza di vendere gli alloggi della Difesa. Dopo circa 10 anni dalla prima bozza di legge, tutti gli Enti hanno proceduto alla vendita eccetto la Difesa.
Non c’è nulla di cui meravigliarsi ed ora vediamo il perché.
Esigenza abitativa della Difesa 40.000 alloggi circa;
patrimonio attuale 17.800 alloggi circa di questo ben il 30% è occupato da personale che non ha titolo (nella migliore delle ipotesi in servizio ed in alloggio da oltre 7 anni), ci sono tantissimi casi di pensionati da oltre 10 anni, vedove di Generali che occupano ville da mille e una notte nonostante pensioni pesantissime.
Oltre il 50% del patrimonio abitativo della Difesa ha una vetustà di 20 anni con relativi costi di manutenzione nettamente superiori alle quote affittuarie versate dai conduttori. Altro aspetto da non sottovalutare è il fatto che in tanti che continuano ad occupare gli alloggi, hanno pagato affitti irrisori fino al 1994, da quella data la Difesa aumentò gli affitti portandoli poco sotto l’ex equo canone con la scusa di istituire il fondo casa (mai istituito) per poter soddisfare alle esigenze abitative.
Questo lo scarno resoconto numerico, in effetti le ragioni della mancata vendita sono anche altre e vanno ricercate in vari motivi, tra questi il grande potere che hanno i comandanti locali nel destinare le assegnazioni e/o promettere alloggi in virtù del comportamento del militare; i numerosi scandali che hanno coinvolto i gestori degli alloggi (quasi sempre chiusi con un nulla di fatto); le assegnazioni dei lavori di mantenimento degli alloggi stessi ed altro ancora.
A tutto questo si aggiunge un aspetto importantissimo di cui in pochi parlano, una domanda alla quale, volutamente, non si da una risposta per creare confusione e pseudo comitati che raccolgono firme contro la vendita: e tutto il personale che nella propria carriera non ha mai usufruito dell’alloggio di servizio?
Le Forze Armate cambiano, la necessità della mobilità del personale, il continuo cambio di organico e distribuzione delle Forze sul territorio, la professionalizzazione del personale militare, impongono una nuova gestione del patrimonio, una flessibilità nuova rispondente alle reali esigenze.
Per questo motivo la Difesa deve trovare forme alternative per garantire il diritto alla casa al personale in servizio e garantirsi la possibilità di attuare la mobilità senza penalizzazione per il personale che dovrà avere il diritto all’alloggio riconosciuto.
Lo strumento Difesa che va ad insediarsi nelle città, e quindi nel sistema economico locale, non porta solo problemi ma anche tanta ricchezza per le realtà locali.
Proprio una sinergia con gli enti locali potrebbe far fare alla Difesa quel salto di qualità gestionale che gli consentirebbe di assicurare l’alloggio al personale.
Ancora un altro vantaggio, questa volta per la collettività, è quello che la Difesa si avvii pian piano a “gestire” solo questioni di difesa e non di genio civile: minori sprechi per la manutenzione, recupero di personale attualmente impegnato non nel servizio militare ma nella gestione immobiliare, gestione diretta del pagamento affitti (attraverso la busta paga) che, in presenza di un trasferimento, s’interromperebbe avviando l’immediato sfratto forzato del personale che andrebbe immediatamente in mora per mancato pagamento.
Il punto sostanziale è che i vertici non vogliono rinunciare ad una grande fetta di potere che gli consente di gestire meglio il personale e farsi, perché no, qualche bel favore da poter porre in scadenza a tempo debito.
La Difesa è talmente forte che, nonostante il necessario bisogno di danaro fresco per la finanziaria, ha avuto il potere di “distrarre” l’attenzione da quelle decine di milioni di euro che avrebbero potuto affluire nelle casse dello Stato in brevissimo tempo ed avrebbero reso felici migliaia di militari che vedevano nella vendita degli alloggi l’unica opportunità per acquistare casa.
L’altra faccia della medaglia vede quel personale che con tantissimi sacrifici è riuscito comunque ad acquistare casa e mai ha avuto la possibilità di ottenere l’alloggio demaniale.
Sarebbe stato logico e legittimo, valutare la possibilità di riconoscere un indennizzo finanziato proprio da una parte degli utili ricavati dalla vendita.
Attenzione anche qui andrebbero fatti dei distinguo, chi ha avuto la fortuna di essere stato sempre impiegato nella città natale, chi non ha mai accettato trasferimenti proprio per aver acquistato casa ecc, tanti aspetti da esaminare, valutare ed affrontare nell’interesse di tutti.
Il problema casa è particolarmente spinoso, l’unica cosa certa è che da quando si è iniziato a parlare seriamente di vendita, la Difesa ha messo in campo l’artiglieria pesante per impedirne la realizzazione: ha addirittura costituito comitati che, mascherandosi dietro un diritto alla casa, hanno fatto solo gli interessi dei vertici e dei politici che mai hanno voluto vendere gli alloggi. Non facciamoci neanche illudere dalle sirene incantatrici di politicanti che dicono una cosa e ne fanno immediatamente un’altra per non inimicarsi i vertici militari, sono dei miseri incantatori che saranno smascherati dalla storia e dai fatti.
Entro il 30 novembre i tecnici dell’agenzia del territorio di Firenze hanno consegnato i rilievi fatti negli alloggi demaniali inseriti in elenco per la vendita della Direzione Genio Militare di Firenze. Tanti sono stati i rilievi ma tanti sono stati anche gli alloggi che non sono stati inseriti in elenco.
Per questi vi è la possibilità di ricorrere senza mettere in pericolo chi ha visto il proprio alloggio in lista e senza temere reazioni punitive dei militari.
Intanto la disinformazione raggiunge livelli impressionanti, dalla Difesa si sentono le peggio storie e sono stati mobilitati tutti affinché venga smentita ogni voce di vendita e venga scoraggiato il personale a pretendere i propri diritti.
· Un esposto alla Corte dei Conti ha aperto un fascicolo che presto darà i primi risultati, impedire l’attuazione di una legge dello Stato e provocare un ingente danno economico al Paese è un reato anche se commesso dai militari.
· Una cattiva gestione di un bene pubblico è reato anche se commesso dai militari.
· I militari non sono proprietari degli alloggi ma li gestiscono per conto del Tesoro.
· Se può sembrare ingiusto riconoscere il diritto ad acquistare l’alloggio a personale in pensione da anni è, al momento, l’unica soluzione per cambiare tutto e ripartire con professionalità anche sul diritto alla casa.
· E’ compito della magistratura intervenire e verificare se, quali e quanti illeciti sono stati fatti con la gestione degli alloggi demaniali.
Con l’attuale applicazione della legge per la vendita degli alloggi, vengono penalizzati proprio i Volontari ed i giovani Sottufficiali che occupano da poco l’alloggio, questi potrebbero vedersi sfuggire l’unica occasione per acquistarne uno. Segnalateci ogni “anomalia” di cui siete a conoscenza e non meravigliatevi di niente, a Firenze, addirittura, un militare ha saputo che il suo alloggio è stato già venduto (non si sa da chi e per conto di chi), accadono delle stranezze che poco alla volta vengono denunciate e portate all’attenzione pubblica.
Il compito dell’Osservatorio è anche questo, sin da domenica 5 dicembre, sul tg5 sarete informati sulla continua violazione dei diritti più elementari che l’Amministrazione non è più in condizione di garantire: pensioni non pagate, cause di servizio dimenticate, riconoscimenti economici mai assegnati, situazioni sugli ospedali militari, abusi delle CMO e “convenzioni” con specialisti esterni, documentazione richiesta e mai concessa ecc.
E’ interesse dell’Osservatorio avere delle Forze Armate degne di questo Paese e se per ottenere questo è necessario indicare qualche potente mascalzone, l’Osservatorio lo farà senza se e senza ma, lo abbiamo fatto per tante questioni importantissime e lo faremo anche per la vendita degli alloggi.
Potete inviare le segnalazioni anche anonime agli indirizzi che trovate sul sito www.osservatoriomilitare.it , oppure inviare una mail a oss.militare@virgilio.it oppure, se necessitate di ricorrere per un mancato inserimento del vostro alloggio in lista vendita oppure altre notizie di carattere legali, potete inviare una mail alla sezione legale oppure direttamente a tartaglia.fiore@inwind.it . vi terremo costantemente informati su quanto accadrà e sull’evolversi della situazione.
Vorrei precisare un ultimo concetto: nella maggioranza dei casi chi lotta per la giustizia nell’ambiente militare viene indicato come eversivo o delinquente, viene perseguitato e puntato con ogni mezzo per rendergli la vita quanto più difficile possibile. Molto spesso però chi porta all’attenzione certi problemi lo fa perché ha trovato un muro interno e l’unica garanzia è l’opinione pubblica che, pian piano capisce che, probabilmente i veri problemi delle Forze Armate, stanno in una categoria di persone che hanno approfittato del loro potere e sono rimasti prigionieri della loro mentalità. Le Forze Armate sono oggi composte da uomini e donne di bassa e media forza con un range d’intelligenza decisamente superiore ed una professionalità maturata sin dalla società civile che le ha formate per il mondo del lavoro. Insomma ragazzi sani per un Paese che cresce ed ha voglia di far bene iniziando, perché no, proprio dalle forze Armate.
Arrivederci alla prossima settimana.

Roma 06 dicembre ’04

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico LEGGIERO

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