Comunicato del 2 febbraio 2011 sulla commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito

In relazione al comunicato della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, emesso all’esito della seduta del 2 febbraio 2011, è d’obbligo formulare alcune precisazioni concernenti la natura e l’attività dell’Osservatorio Militare. L’Osservatorio Militare è un comitato di studio che persegue esclusivamente il fine di approfondire gli aspetti normativi inerenti problematiche di rilievo che investono il “Mondo dei militari” e che si riflettono sulla Società civile. Trattasi di un’aggregazione spontanea fra civili e militari, sostenuta altrettanto
spontaneamente nelle sue attività da chi gli riconosce un ruolo attivo nel panorama degli interventi volti a risolvere le suddette problematiche. L’Osservatorio Militare da oltre dieci anni si è fatto portavoce delle istanze di un nutrito gruppo di militari che sono stati colpiti da patologie tumorali dopo essere stati inviati in missione in teatri operativi dove è stato fatto uso di munizionamento all’uranio impoverito ed ha promosso iniziative di studio per dimostrare il nesso di causalità fra l’insorgenza di dette patologie tumorali e l’esposizione all’ambiente contaminato da nanoparticelle di metalli pesanti, che si disperdono a seguito dell’esplosione di proiettili all’uranio impoverito. Considerata la rilevanza del fenomeno, sono state istituite Commissioni parlamentari d’inchiesta (che hanno operato nella XIV e nella XV legislatura) per far luce sulle cause che hanno determinato l’insorgenza delle suddette patologie tumorali ed i possibili collegamenti con l’esposizione all’uranio impoverito ed all’ambiente contaminato a seguito dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Ai lavori delle suddette Commissioni parlamentari l’Osservatorio Militare ha
contribuito apportando una notevole mole di dati raccolti direttamente fra i militari colpiti dalle patologie tumorali e, purtroppo, fra i loro eredi. L’incremento dell’impiego dei militari italiani nelle missioni internazionali di pace con contestuale aumento delle patologie tumorali fra i militari reduci da tali missioni ha comportato la decisione del Legislatore (Legge 266/2005, art.
1, commi 563 e 564) di estendere a coloro che hanno contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative i benefici previsti in favore delle cosiddette “Vittime del dovere”.
Con il D.P.R. 243/2006 è stato adottato il Regolamento di attuazione di
quanto previsto dalla Legge 266/2005 con il quale è stato precisato che:
1
– i benefici per le “Vittime del dovere” sono costituiti dalle misure di
sostegno e tutela previste dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990, n. 302,
23 novembre 1998, n. 407, e loro successive modificazioni, e 3 agosto 2004, n. 206 (fra i più importanti: speciale elargizione; assegno vitalizio per
il militare ed i suoi familiari; scatti anticipati di anzianità; defiscalizzazione; assistenza sanitaria; assistenza psicologica);
– per particolari condizioni ambientali od operative, si intendono le condizioni comunque implicanti l’esistenza od anche il sopravvenire di
circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie
condizioni di svolgimento dei compiti di istituto;
– l’accertamento della sussistenza delle particolari condizioni ambientali od operative deve essere effettuato secondo le procedure di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461 a seguito di specifico parere del Comitato di Verifica per le cause di servizio.
Il Legislatore con l’art. 2, commi 78 e 79 della Legge 244/2007 ha riconosciuto la sussistenza di un rapporto eziologico fra l’insorgenza delle patologie tumorali e l’esposizione all’uranio impoverito nonchèl’esposizione ad ambienti contaminati a causa della dispersione di nanoparticelle di metalli pesanti. Tale riconoscimento, ovviamente, non esclude altri possibili fattori causali
o concausali (come ad esempio i vaccini). Per il militare, che ha prestato servizio in luoghi dove è stato fatto uso di proiettili all’uranio impoverito, contaminati da nanoparticelle, è evidente il
maggior rischio cui è stato assoggettato e, nel caso di insorgenza di patologie tumorali è chiaro che le stesse sono da riconoscersi “SI” dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative con contestuale diritto a tutti i benefici previsti per le “Vittime del dovere”. La Dott.ssa Antonietta Gatti responsabile del Laboratorio dei Biomateriali
dell’Università di Modena e Reggio Emilia, ha eseguito ricerche nei tessuti bioptici dei militari affetti da patologie tumorali che hanno consentito di individuare in detti tessuti nanoparticelle di metalli pesanti (analogamente a quanto riscontrato in Florida dagli U.S.A. nel 1978 – Poligono di Eglin – nell’ambiente ove era stato sparato munizionamento a D.U.), così dimostrando il maggior rischio cui sono stati assoggettati TUTTI I MILITARI CHE SONO STATI INVIATI IN MISSIONE IN TEATRI OPERATIVI CONTAMINATI A CAUSA DELL’UTILIZZO DI PROIETTILI ALL’URANIO IMPOVERITO.

Con l’emanazione del DPR 37/2009 si è proceduto con la limitazione dei benefici in favore dei militari colpiti da patologie tumorali a seguito di 2 esposizione all’Uranio impoverito ed alle nanoparticelle alla sola speciale elargizione di cui alla L. 206/2004 (previo riscontro della presenza di nanoparticelle, secondo una metodologia, per stessa ammissione del Direttore Generale del Ministero della Difesa, di difficilissima applicazione). L’attività di studio svolta dall’Osservatorio Militare mediante l’esame degli atti conformati nei confronti dei militare affetti da patologie tumorali ha evidenziato che contestualmente alla limitazione suddetta il Comitato di Verifica per le cause di servizio ha reso spesso pareri relativi al riconoscimento dei benefici previsti per le “Vittime del dovere” senza fare riferimento alla sussistenza di un “maggior rischio” (facendo riferimento, invece, al “maggior disagio”) ai fini del riconoscimento o meno della dipendenza da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali o operative. CON L’ELIMINAZIONE DELL’ESPLICITO RIFERIMENTO ALL’URANIO IMPOVERITO ED ALLE NANOPARTICELLE DI METALLI PESANTI DI CUI ALL’ART. 2, COMMI 78 E 79 DELLA L. 244/2007 VERREBBE MENO IL PRESUPPOSTO PER POTER AFFERMARE CHE I MILITARI ITALIANI IMPIEGATI IN TEATRI OPERATIVI DOVE E’ STATO FATTO UTILIZZO DI PROIETTILI ALL’URANIO IMPOVERITO SONO STATI ESPOSTI AD UN “MAGGIOR RISCHIO” E DUNQUE IL PRESUPPOSTO PER POTER LORO EROGARE I CONSISTENTI BENEFICI PREVISTI IN FAVORE DELLE “VITTIME DEL DOVERE”. CONTESTUALMENTE NON SI RIESCONO AD EROGARE I PUR IMITATI
BENEFICI PREVISTI DAL DPR 37/2009.  IL COMITATO DI VERIFICA, NON AVENDO CHIARI SUPPORTI NORMATIVI SARA’ CHIAMATO AD EMETTERE PARERI ALTAMENTE DISCREZIONALI CON CONSEGUENTE DIFFICILE SINDACABILITA’. IN ALTRE PAROLE VI E’ IL RISCHIO CHE A FRONTE DI SITUAZIONI ANALOGHE I GIUDIZI SIANO DIFFORMI. E’ DA QUESTA CONSIDERAZIONE, SCATURITA ESCLUSIVAMENTE DA ATTIVITA’ DI OSSERVAZIONE E STUDIO, PECULIARE DELLA NATURA DELL’OSSERVATORIO, CHE E’ DERIVATA LA MOBILITAZIONE DI COLORO CHE INTRAVEDONO NEL PROVVEDIMENTO NORMATIVO AUSPICATO DALL’ATTUALE COMMISSIONE PARLAMENTARE DI
INCHIESTA LO STRUMENTO PER DISCONOSCERE IL LORO DIRITTO AD OTTENERE UN’EQUA RIPARAZIONE. NESSUNA VOLONTA’ “DI INTRALCIARE UN’INCHIESTA
PARLAMENTARE CHE TENDE A FARE CHIAREZZA”, NESSUNA VOLONTA’ DI SCREDITARNE IL PRESIDENTE E, SOPRATTUTTO, NESSUNA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA VICENDA PER FINI DI LUCRO DA PARTE DI CHICCHESSIA.

3 Eliminando i riferimenti all’uranio impoverito ed alle nanoparticelle di metalli pesanti, e dunque il presupposto per poter riconoscere i benefici di legge a chi è stato colpito da patologie tumorali dopo essere stato in missione in aree dove è stato fatto uso di proiettili all’uranio impoverito, vi è il serio rischio che non si semplifichino le procedure ma al contrario si incrementi un contenzioso certamente snervante ed oneroso. Ci auguriamo che i buoni propositi inseriti nell’ordine del giorno di interpretare le particolari condizioni ambientali includendo anche
l’uranio impoverito e le nano particelle di minerali pesanti siano trasfusi nel regolamento di attuazione e non rimangano dei meri propositi, come tali privi di valenza giuridica.
Ci auguriamo che i buoni propositi della Commissione di riconoscere il nesso di causalità tra patologie tumorali e missioni estere per una sorta di automatismo si traduca in realtà.
Ci preme però evidenziare dei dubbi: il D.P.R. n. 37/2009 specificava e tipizzava il rischio e l’accertamento della presenza di nano particelle di minerali pesanti era possibile facendo ricorso ai noti esami svolti anche dalla Dott.ssa GATTI. Il nuovo testo normativo reintroduce il generico ed imprecisato rischio derivante dalle particolari condizioni ambientali ed operative già contenuto nel D.P.R. n. 243/2006 sulle vittime equiparate a quelle del dovere. In tale ultimo caso dobbiamo registrare dei pareri non sempre uniformi dell’organo tecnico nel giudicare la dipendenza o meno delle patologie tumorali contratte dai militari in missioni estere dalle imprecisate condizioni ambientali e dagli imprecisati maggiori rischi. Spesso tale nesso viene negato, altre volte (in casi analoghi a quelli in cui viene negato) è riconosciuto facendo riferimento allo stress e ad imprecisate particolari condizioni ambientali. Il ricorso a termini astratti ed imprecisi, quali appunto “particolari condizioni operative” e “maggiori rischi”, rischia non di agevolare i riconoscimenti ma di ampliare e dismisura la discrezionalità tecnica dell’Organo di verifica ma ancor di più, di rendere incerti i riconoscimenti. Se così stanno le cose la nuova legge presta il fianco a censure di costituzionalità per irragionevolezza normativa. Riteniamo che occorre prendere coscienza delle reali cause di un problema che ha assunto proporzioni che non possono essere ignorate. Tali cause sono documentalmente dimostrati dagli studi dell’O.M.S., degli Stati Uniti e della Dott.ssa A.M Gatti, audita dalla Commissione parlamentare d’inchiesta. Nessuno vuole ostacolare l’accertamento della verità, né che si indaghi su eventuali ulteriori fattori di rischio ma non siamo affatto d’accordo con chi ritiene che l’uranio impoverito e le 4 nano particelle non costituiscono rilevantissimi elementi di rischio tali da non meritare di essere menzionati dalla legge.
Riteniamo che lo stress e la massiccia somministrazione di vaccini può aver anche contribuito all’attenuarsi delle difese immunitarie ma che non siano la causa esclusiva di tutte queste patologie riscontrate anche nei civili del posto a cui non sono mai state somministrate vaccinazioni. Dissentiamo con fermezza da chi afferma che la causa delle patologie sarebbe da ascrivere all’alcool, ai telefonini, ai tatuaggi e agli zampironi. Invocare l’attenzione delle massime Autorità dello Stato non è certo attività destabilizzatrice delle Istituzioni, in ogni loro espressione, ma espressione del diritto-dovere di esprimere un motivato dissenso e di contrapporsi al rischio di far cadere nell’oblio più di un decennio di sforzi che hanno consentito di individuare una delle cause che
certamente tanti lutti ha causato e, purtroppo, causerà.

(AGENPARL) – Roma, 02 feb – Nella seduta del 2 febbraio 2011, la Commissione” “parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito ha deliberato, all’unanimità, il seguente” “comunicato: “La Commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito ha preso” “atto di alcuni articoli pubblicati in vari organi di stampa, che sottopongono a critiche, anche” “molto severe, il suo operato. Tali articoli sono stati pubblicati in concomitanza con il sit in” “organizzato martedì 25 gennaio davanti al Ministero della difesa, per protestare contro un” “asserito tentativo della Commissione stessa di insabbiare la questione dell’uranio” “impoverito. Contestualmente, da parte dell’associazione privata “Osservatorio militare”,” “promotrice o co-promotrice della predetta manifestazione, sono state mossi analoghi rilievi” “e sono stati diffusi appelli alle massime autorità dello Stato, con l’invito (non meglio” “5” “definito) a sottoporre a controllo l’attività di inchiesta in corso, fino alla richiesta, rivolta” “all’autorità giudiziaria, di sequestrare (non si comprende su quali basi) gli atti della” “Commissione.” “E’ appena il caso di notare che tali inviti sono del tutto privi di fondamento non solo logico” “ma anche giuridico, poiché prescindono del tutto da elementari princìpi delle stato di” “diritto, come quello della divisione dei poteri, e dal principio costituzionale di leale” “collaborazione tra gli stessi. Entrando nel merito dei rilievi mossi alla Commissione,” “appare evidente che essi derivano da una considerazione parziale, quando non” “volutamente distorsiva, delle attività di inchiesta svolte fino ad oggi.” “Preliminarmente occorre sottolineare che la predetta associazione “Osservatorio militare”,” “nell’ambito della polemica condotta contro la Commissione sin dall’inizio dei suoi lavori, e,” “prima ancora, contro la sua istituzione, ha attribuito al Presidente Costa affermazioni del” “tutto false ed ha distorto alcune sue dichiarazioni rese in Commissione, alle quali,” “estrapolandole dal contesto della discussione in cui sono state pronunciate, è stato dato” “un significato che non hanno né possono in alcun modo avere. Tali affermazioni, che non” “trovano alcun riscontro nelle dichiarazioni rese in Commissione, indicherebbero, tra l’altro,” “”telefonini, tatuaggi, zampironi, alcool e fumo non solo di sigarette”, quali cause delle gravi” “patologie contratte dai reduci dei Balcani. Si tratta di asserzioni false e infondate, che” “mirano solo a discreditare la Commissione, considerato anche che la volontà e le opinioni” “della Presidenza sono esclusivamente quelle che si possono leggere nei resoconti” “stenografici delle sedute.” “Duole peraltro alla Commissione che il presidente dell'”Osservatorio militare”, dott.” “Tartaglia abbia rivolto le sue gravi accuse indirizzandosi agli organi di stampa e alle” “massime autorità dello Stato, senza avere mai chiesto di essere ascoltato dalla” “Commissione, dove i suoi rilievi avrebbero potuto essere resi pubblici in una sede di libero” “ed aperto confronto. Una eventuale richiesta di audizione del dott. Tartaglia verrà” “comunque esaminata, senza alcuna pregiudiziale, nelle forme previste dal Regolamento” “interno.” “Sulla stampa e su alcuni social networks è stato fatto cenno alla questione dei vaccini,” “attribuendo alla Commissione e al suo Presidente l’opinione per cui la composizione e le” “modalità di somministrazione degli stessi sarebbero la causa prevalente delle malattie” “registratesi tra i reduci dei Balcani. Va precisato che la Commissione si è soffermata e si” “soffermerà anche sul tema dei vaccini, non per una scelta soggettiva, ma sulla base di” “quanto previsto dalla Deliberazione istitutiva 16 marzo 2010: l’articolo 1, comma 1, lettere” “d) ed e) prescrivono alla Commissione di inchiesta di indagare, tra l’altro, “sulle” “componenti dei vaccini somministrati al personale militare, indipendentemente al” “successivo impiego” e, “sulle modalità della somministrazione dei vaccini allo stesso” “personale, nonché sul monitoraggio delle condizioni immunitarie per i soggetti osservati”.” “E’ appena il caso di osservare che si tratta di un filone di inchiesta doverosamente” “perseguito accanto agli altri indicati nella citata Deliberazione istitutiva. D’altra parte,” “essendo l’inchiesta iniziata nel mese di ottobre del 2010, essa non è pervenuta ad alcuna” “conclusione definitiva che possa consentire la formulazione di giudizi altrettanto definitivi,” “peraltro sempre legittimi, sul suo operato: come ogni organo collegiale, la Commissione si” “esprime esclusivamente attraverso gli atti che essa produce; attribuire a singole” “valutazioni o affermazioni il significato di “anticipazione” delle sue conclusioni è segno di” “una faziosità interessata a processare le intenzioni, ma non a valutare con obiettività i fatti.” “Le critiche della stampa sono poi coincidenti con i rilievi mossi dal predetto “Osservatorio” “6” “Militare” su un punto di vitale importanza, quella del presunto “insabbiamento” della” “questione dell’uranio impoverito. Questa polemica è nata attorno ad una ipotetica scelta” “della Commissione di inchiesta, di voler negare il nesso di causalità tra l’esposizione” “all’uranio impoverito e l’insorgere di patologie tumorali. In realtà, in questi termini la” “questione è malposta e può dare adito a gravi equivoci. A tale proposito, si deve far” “presente che non solo la comunità scientifica ritiene che, al momento, tale nesso non” “possa essere né comprovato né negato con certezza assoluta, ma che in tal senso si sono” “pronunciate le omologhe Commissioni di inchiesta che hanno operato nella XIV e nella XV” “legislatura. In particolare, la relazione conclusiva della Commissione di inchiesta” “presieduta dalla senatrice Brisca Menapace nella XV legislatura prese atto “che le ricerche” “e i dati disponibili non consentivano di confermare, ma neanche di escludere, un possibile” “legame tra le patologie oggetto dell’inchiesta e l’esposizione all’uranio impoverito o ad altri” “agenti nocivi”. La Commissione propose pertanto di sostituire al nesso di causalità un” “criterio di probabilità che veniva così esplicitato: “Non potendosi affermare – ma neppure” “escludere – la relazione tra l’evento morboso e la causa scatenante, il fatto stesso che” “l’evento si sia verificato costituisce di per sé, a prescindere dalla dimostrazione del nesso” “diretto, motivo sufficiente per il ricorso agli strumenti risarcitori”.” “Ciò ovviamente non significa affatto volere assolvere l’uranio impoverito o ignorare gli” “effetti devastanti prodotti sull’organismo dalle nanoparticelle prodotte dall’impatto dei” “proiettili all’UI sui bersagli. Si tratta piuttosto di individuare un indirizzo di politica legislativa” “idoneo ad estendere la possibilità, per le vittime e i superstiti, di fruire appieno degli istituti” “risarcitori e di integrazione del reddito previsti dalla legge. La Commissione ha aderito” “pienamente alle conclusioni raggiunte nella XV Legislatura, e di qui consegue la” “soddisfazione con cui ha accolto l’approvazione di un emendamento – nell’ambito della” “discussione alla Camera dei deputati del disegno di legge di conversione del decreto” “legge di proroga delle missioni internazionali – che modifica l’articolo 2, commi 78 e 79” “della legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 224). Tale disposizione” “aveva reintrodotto, contro l’intenzione del legislatore dell’epoca, quel nesso di causalità” “diretta tra esposizione all’uranio impoverito e insorgere delle patologie, la cui” “dimostrazione era stata considerata impossibile, allo stato attuale delle ricerche, nelle” “conclusioni delle inchieste svolta nella XIV e XV Legislatura. La modifica prospettata dalla” “Camera dei deputati, lungi dal volere “addebitare il cancro tra i soldati a tatuaggi, fumo,” “alcol e zampironi anti-zanzara e non alle polveri di guerra”, come si legge incredibilmente” “nella Nuova Sardegna del 26 gennaio (“Via libera ai risarcimenti per i militari colpiti dalla” “sindrome dei Balcani, p. 4) intende restaurare nel suo pieno significato il criterio di” “probabilità, nei termini indicati nella XV legislatura. Questa esigenza era emersa in” “relazione ad un preciso dato acquisito nel corso dell’inchiesta: la Commissione,” “nell’audizione del 3 novembre 2010, aveva infatti appreso dal Direttore generale della” “previdenza militare, che, stante la complessità della procedura prevista dal Regolamento” “di attuazione delle predette disposizioni, di cui al DPR n. 37 del 2009, non era stato” “possibile, alla data dell’audizione, esaurire nessuna delle pratiche riguardanti il” “riconoscimento della causa di servizio per il personale contaminato da uranio impoverito.” “Nessun beneficio, quindi, era stato erogato, e ad oggi il tempo medio per l’esaurimento” “delle domande si aggira attorno ai quindici mesi. La Commissione ha pertanto constatato” “che il ritardo più vistoso nella procedura deriva dalla difficoltà di provare, come previsto” “dall’articolo 2, comma 1, del predetto decreto, che “l’esposizione e l’utilizzo di proiettili” “all’uranio impoverito e la dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti” “7” “prodotte da esplosione di materiale bellico” avevano costituito “la causa ovvero la” “concausa efficiente e determinante delle patologie oggetto delle misure risarcitorie”.” “La modifica normativa proposta dalla Camera dei deputati si propone di snellire il” “procedimento attraverso l’esclusione della dimostrazione del nesso di causalità,” “reintrodotto dalle norme attualmente vigenti, ma non dell’obbligo da parte” “dell’Amministrazione della difesa di assumere la presenza di uranio impoverito e di” “nanoparticelle di minerali pesanti come elemento costitutivo delle particolari condizioni” “ambientali ed operative che si pongono a loro volta come il presupposto del” “riconoscimento della dipendenza delle malattie contratte da causa di servizio, e, quindi” “della loro risarcibilità. Nulla impedisce peraltro che un richiamo all’uranio impoverito ed alle” “nanoparticelle venga reintrodotto, senza però modificare il senso di una norma che va a” “favore del personale che ha subito gravi danni alla salute o è deceduto. La Commissione” “infine rende omaggio alle vittime e ai loro congiunti, e chiede loro di considerare con” “fiducia l’attività in essere, intesa a rendere appieno esercitabili i diritti riconosciuti loro dalla” “legge, e non certo a diminuirli e tanto meno a negarli”.”

Se ti è piaciuto condividilo!

Lascia un commento

sei − 4 =