CORTE D’APPELLO RESPINTA SOSPENSIONE RICHIESTA DAL MINISTERO DIFESA

COMUNICATO STAMPA
CORTE D’APPELLO RESPINTA SOSPENSIONE RICHIESTA DAL MINISTERO DIFESA
“Non appaiono evidenti e palesi motivi che giustificherebbero la sospensione dell’esecutività della sentenza”. Con queste poche ma chiare parole, la Corte d’Appello di Roma respinge la richiesta di sospensione dell’esecutività di una sentenza, l’ennesima ottenuta dall’Avv. Tartaglia dell’Osservatorio Militare, posta in esecuzione il novembre scorso che condanna il Ministero della Difesa al pagamento di una ingente somma a titolo di risarcimento per una famiglia che ha perso il figlio militare a causa di un cancro causato dall’uranio impoverito.
Altro aspetto inquietante della “resistenza ad oltranza seppur vana” dell’Amministrazione della Difesa è che atteggiamenti di questo tipo hanno un costo elevatissimo per la collettività.
L’arroganza del Ministero della Difesa e la presunzione che questi possa evitare di attenersi a sentenze esecutive di condanna per aver causato la morte di centinaia di ragazzi inviati in territori contaminati da uranio impoverito senza adeguate protezioni, produce un costo alla collettività che rende indispensabile un’azione presso la Corte dei Conti al fine di valutare il danno che quest’atteggiamento causa all’intera collettività.
Oltre 40 sentenze di condanna, 328 morti, 3764 malati e tantissime famiglie coinvolte a ridosso dei poligoni internazionali, sembrano non scalfire l’indifferenza del Ministero della Difesa e delle Istituzioni.
Il Governo da qualche giorno urla e chiede giusta chiarezza ad Egitto e Libia per la morte di nostri concittadini ma evita accuratamente di far chiarezza sulla morte dei 328 soldati italiani mandati allo sbaraglio su terre inquinate da uranio e sconvolte da conflitti di ogni tipo.
Porrò all’attenzione della Commissione Parlamentare questo problema lasciando alla sensibilità del Presidente Scanu e dei Commissari tutti la scelta d’intervenire nella questione nell’interesse dei famigliari e della collettività.
La prossima settimana sarà mia cura produrre alla Corte dei Conti l’elenco dei costi aggiuntivi che il Ministero della Difesa produce con l’atteggiamento di arrogante indifferenza verso le sentenze della Magistratura.
Tra la questione uranio impoverito e gestione del patrimonio dismesso dal Ministero della Difesa sono stati prodotti costi che incidono in modo considerevole sul bilancio dello Stato e se è vero che bisogna tagliare i costi inutili dovrebbe essere altrettanto vero non produrne altri evitabili dando semplicemente un senso maggiore alla responsabilità istituzionale di alcuni vertici militari.
ROMA 10 marzo 2016

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