Da circa un anno il Tesoro non paga i risarcimenti alle vittime del dovere!

E’ incredibile ma da circa un anno il Ministero dell’Economia e delle Finanze Direzione Centrale dei Servizi del Tesoro, non paga i risarcimenti riconosciuti con decreto ai militari malati da uranio impoverito o riconosciute vittime del dovere.
Già da dicembre 2010 l’ufficio aveva chiesto le coordinate bancarie ai soggetti interessati creando l’illusione di una risposta delle istituzioni alle gravissime situazioni in cui versano i militari malati o i loro famigliari, ma da allora nessuna notizia.
Quattro militari sono ormai deceduti ed a loro è stata negata anche la magra soddisfazione di non sapere la propria famiglia privata di tutti i suoi averi per curare il congiunto. Numerose telefonate all’ufficio di via Casilina 3 a Roma ma nessuna risposta, mai il Direttore Generale si è degnato di rispondere ad alcuno, neanche all’avvocato dei famigliari che si vede costretto a mettere in mora l’amministrazione con ulteriore prolungamento dei tempi e costi per l’intera comunità. La risposta della segretaria è sempre la stessa a centinaia di malati “inviate una mail”.
E’ vergognoso se solo si pensa che, ogni risarcimento di un ragazzo morto equivale a due soli stipendi mensili di un dirigente dello Stato che non risponde neanche a chi lo chiama dal letto di morte. Una situazione indegna di un Paese civile e della quale interesseremo ogni politico di qualsiasi appartenenza politica che sappia e possa dare una mano a questi ragazzi.
Il governo ha stanziato da anni i fondi necessari e quando questi venivano soddisfatti direttamente dal Ministero della Difesa trascorrevano massimo una decina di giorni tra l’emissione del Decreto ed il pagamento previsto. Da gennaio le competenze sono passate al Ministero dell’Economia, agli uffici di via Casilina 3 e, da qual momento, tutto si è fermato.
Dove sono finiti i soldi, è solo incuria ed inefficienza degli uffici oppure i fondi sono stati “distratti” per altre emergenze? L’Osservatorio Militare provvederà ad avvisare tutti gli organi istituzionali interessati con un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti con la speranza di avere risposte anche in questo momento storico che vede i malati da uranio impoverito vivere il momento più buio da quando, nel 2000, venne scoperta la strage.

Roma 01 ottobre 2011
Domenico Leggiero

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