Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n° 80

Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n° 80

NOTE

Il D.Lgs. n. 80 del 1998, è stato emanato per diversi motivi: a) completare l’integrazione della disciplina del lavoro pubblico con quella del lavoro privato e la conseguente estensione al lavoro pubblico delle disposizioni del codice civile e delle leggi sui rapporti di lavoro privato nell’impresa; b) estendere il regime di diritto privato del rapporto di lavoro anche ai dirigenti generali ed equiparati delle amministrazioni pubbliche; c) devolvere al giudice ordinario, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ancorché concernenti in via incidentale atti amministrativi presupposti, ai fini della disapplicazione, prevedendo: misure organizzative e processuali anche di carattere generale atte a prevenire disfunzioni dovute al sovraccarico del contenzioso; procedure stragiudiziali di conciliazione e arbitrato; d) estendere la giurisdizione del giudice amministrativo alle controversie aventi ad oggetto diritti patrimoniali consequenziali, ivi comprese quelle relative al risarcimento del danno, in materia edilizia, urbanistica e di servizi pubblici, prevedendo altresì un regime processuale transitorio per i procedimenti pendenti.

PROVVEDIMENTO

D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 80 (suppl. ord. G.U. 8 aprile 1998, n. 82). Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione dell’articolo 11, comma 4, della L. 15 marzo 1997, n. 591.

1 Tutti i riferimenti alle disposizioni abrogate del presente decreto contenuti in altri provvedimenti legislativi si intendono effettuati alle corrispondenti disposizioni di cui al D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

1. – 32. […]1.

1 Articoli abrogati dall’art. 72, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

33. 1. Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie in materia di pubblici servizi, ivi compresi quelli afferenti alla vigilanza sul credito, sulle assicurazioni e sul mercato mobiliare, al servizio farmaceutico, ai trasporti, alle telecomunicazioni e ai servizi di cui alla legge 14 novembre 1995, n. 4811.
2. Tali controversie sono, in particolare, quelle:
a) concernenti la istituzione, modificazione o estinzione di soggetti gestori di pubblici servizi, ivi comprese le aziende speciali, le istituzioni o le società di capitali anche di trasformazione urbana;
b) tra le amministrazioni pubbliche e i gestori comunque denominati di pubblici servizi;
c) in materia di vigilanza e di controllo nei confronti di gestori dei pubblici servizi;
d) aventi ad oggetto le procedure di affidamento di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, svolte da soggetti comunque tenuti alla applicazione delle norme comunitarie o della normativa nazionale o regionale;
e) riguardanti le attività e le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell’espletamento di pubblici servizi, ivi comprese quelle rese nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e della pubblica istruzione, con esclusione dei rapporti individuali di utenza con soggetti privati, delle controversie meramente risarcitorie che riguardano il danno alla persona o a cose e delle controversie in materia di invalidità2.
3. […]3 4.

1 La Corte costituzionale, con sentenza 6 luglio 2004, n. 204, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui prevede che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo «tutte le controversie in materia di pubblici servizi, ivi comprese quelle» anziché «le controversie in materia di pubblici servizi relative a concessioni di pubblici servizi, escluse quelle concernenti indennità, canoni o altri corrispettivi, ovvero relative a provvedimenti adottati dalla pubblica amministrazione o dal gestore di un pubblico servizio in un provvedimento amministrativo disciplinato dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero ancora relative all’affidamento di un pubblico servizio, ed alla vigilanza e controllo nei confronti del gestore, nonché».
2 La Corte costituzionale, con sentenza 6 luglio 2004, n. 204, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma.
3 Modifica il comma 1 dell’art. 5, L. 6 dicembre 1971, n. 1034.
4 Articolo così sostituito dall’art. 7, L. 21 luglio 2000, n. 205.

34. 1. Sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto gli atti, i provvedimenti e i comportamenti delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti alle stesse equiparati in materia urbanistica ed edilizia1 2.
2. Agli effetti del presente decreto, la materia urbanistica concerne tutti gli aspetti dell’uso del territorio2.
3. Nulla è innovato in ordine:
a) alla giurisdizione del tribunale superiore delle acque;
b) alla giurisdizione del giudice ordinario per le controversie riguardanti la determinazione e la corresponsione delle indennità in conseguenza dell’adozione di atti di natura espropriativa o ablativa3.

1 La Corte costituzionale, con sentenza 6 luglio 2004, n. 204, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui prevede che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie aventi per oggetto «gli atti, i provvedimenti e i comportamenti», anziché «gli atti e i provvedimenti» delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti alle stesse equiparati, in materia urbanistica ed edilizia.
2 La Corte costituzionale, con sentenza 28 luglio 2004, n. 281, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui istituisce una giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di edilizia e urbanistica. Anziché limitarsi ad estendere in tale materia la giurisdizione del giudice amministrativo alle controversie aventi ad oggetto diritti patrimoniali consequenziali, ivi comprese quelle relative al risarcimento del danno.
3 Articolo così sostituito dall’art. 7, L. 21 luglio 2000, n. 205.

35. 1. Il giudice amministrativo, nelle controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva, dispone, anche attraverso la reintegrazione in forma specifica, il risarcimento del danno ingiusto.
2. Nei casi previsti dal comma 1, il giudice amministrativo può stabilire i criteri in base ai quali l’amministrazione pubblica o il gestore del pubblico servizio devono proporre a favore dell’avente titolo il pagamento di una somma entro un congruo termine. Se le parti non giungono ad un accordo, con il ricorso previsto dall’articolo 27, primo comma, numero 4), del testo unico approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, può essere chiesta la determinazione della somma dovuta.
3. Il giudice amministrativo, nelle controversie di cui al comma 1, può disporre l’assunzione dei mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile, nonché della consulenza tecnica d’ufficio, esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento. L’assunzione dei mezzi di prova e l’espletamento della consulenza tecnica d’ufficio sono disciplinati, ove occorra, nel regolamento di cui al regio decreto 17 agosto 1907, n. 642, tenendo conto della specificità del processo amministrativo in relazione alle esigenze di celerità e concentrazione del giudizio.
4. […]1.
5. Sono abrogati l’articolo 13 della legge 19 febbraio 1992, n. 142, e ogni altra disposizione che prevede la devoluzione al giudice ordinario delle controversie sul risarcimento del danno conseguente all’annullamento di atti amministrativi2.

1 Modifica il comma 3 dell’art. 7, L. 6 dicembre 1971, n. 1034.
2 Articolo così sostituito dall’art. 7, L. 21 luglio 2000, n. 205.

36. 1. […]1.

1 Sostituisce la rubrica ed il primo comma dell’art. 410 del c.p.c.

37. 1. […]1.

1 Aggiunge l’art. 410-bis al c.p.c.

38. 1. […]1.

1 Sostituisce l’art. 412, c.p.c.

39. 1. […]1.

1 Aggiunge gli artt. 412-bis, 412-ter e 412-quater al c.p.c.

40. 1. […]1.

1 Aggiunge due commi, dopo il quarto, all’art. 413, c.p.c.

41. 1. […]1.

1 Aggiunge un comma all’art. 415, c.p.c.

42. 1. […]1.

1 Aggiunge l’art. 417-bis, c.p.c.

43. […]1.

1 Articolo abrogato dall’art. 72, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

44. […]1.

1 Articolo abrogato dall’art. 72, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

45. 1. […]1.
2. […]1.
3. […]1.
4. […]1.
5. […]1.
6. […]1.
7. […]1.
8. […]1.
9. […]1.
10. […]1.
11. […]1.
12. […]1.
13. […]1.
14. […]1.
15. […]1.
16. […]1.
17. […]1.
18. Le controversie di cui agli articoli 33 e 34 del presente decreto sono devolute al giudice amministrativo a partire dal 1° luglio 1998. Resta ferma la giurisdizione prevista dalle norme attualmente in vigore per i giudizi pendenti alla data del 30 giugno 1998.
19. […]1.
20. […]1.
21. […]1.
22. […]1.
23. […]1.
24. […]1.
25. […]1.

1 Comma abrogato dall’art. 72, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.

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