È ancora previsto il reato di rifiuto del servizio militare? (Cassazione penale, Sez. I, 13 luglio 2006, n° 24270)

È ancora previsto il reato di rifiuto del servizio militare? – (Cassazione penale, Sez. I, 13 luglio 2006, n° 24270)

NOTE

La sentenza, nell’affrontare le problematiche concernenti la perdurante configurabilità del reato previsto dall’art. 14, comma secondo, della legge 8 luglio 1998 n. 230, osserva che l’art. 7 del D.Lgs. n. 215 del 2001 continua a prevedere il servizio militare obbligatorio sia pure con riguardo a specifiche situazioni e a determinati casi eccezionali riferiti anche al tempo di pace (art. 2 della legge n. 331 del 2000). La nuova disciplina, costituente una norma extrapenale che integra il precetto penale, investe, quindi, solo le disposizioni in tema di modalità di prestazione del servizio militare e non la stessa esistenza del servizio militare obbligatorio. Il rapporto tra nuova e previgente disciplina in tema di servizio militare obbligatorio deve essere, quindi, inquadrato nell’ambito del quarto e non del secondo comma dell’art. 2 c.p. per la ragione che il contenuto del precetto penale è stato sì modificato, ma non integralmente abrogato. L’applicazione del quarto comma e non del secondo comma dell’art. 2 c.p. in presenza di successione di leggi con effetto parzialmente abrogativo in relazione a quei fatti, commessi prima dell’entrata in vigore del citato decreto legislativo, che non siano riconducibili alle nuove fattispecie criminose, ha comportato, nel caso in esame, la pronuncia di annullamento senza rinvio della sentenza di condanna pronunziata nei confronti del ricorrente, chiamato ad espletare il servizio militare obbligatorio il 3 novembre 1998, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. In maniera conforme si sono espresse Cass. pen. Sez. I, 18 ottobre 2006, n. 7852; Cass. pen. Sez. I, 17 ottobre 2006, n. 19168.

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