ESAME TESTIMONIALE DEL CAPO DELLA DIREZIONE DI SANITÀ DELL’ARMA DEI CARABINIERI, GEN. DIV. VITO FERRARA

seduta pomeridiana

PRESIDENTE. Scusi, lei ci ha appena ricordato che il Servizio logistico è preposto allo svolgimento delle azioni di controllo e di vigilanza. Chi controlla l’ufficio logistico relativamente all’efficace azione…?

  VITO FERRARA, Capo della Direzione di sanità dell’Arma dei Carabinieri. Il IV Reparto dell’Arma dei Carabinieri che, con la Terza sezione dove sta il maggiore Ruocco, è il reparto che si interessa della logistica. Quindi ogni ufficio logistico viene coordinato dal IV Reparto della Direzione di sanità.

  PRESIDENTE. Lei voleva aggiungere qualcosa sulla domanda che le ho posto prima?

 

  VITO FERRARA, Capo della Direzione di sanità dell’Arma dei Carabinieri. Sì, noi abbiamo fatto fare tutte quelle visite che sono importanti con i nostri medici soprattutto per quanto riguarda il Nucleo elicotteri e li abbiamo coordinati tramite un altro medico responsabile per regioni (nord, centro e sud), che coordina a sua volta i vari medici come una specie di ulteriore sorveglianza sanitaria, e abbiamo fatto fare tutti gli accertamenti previsti per legge ma tutti, a tappeto, quindi la spirometria, la radiografia, tutte le analisi che sono previste.
Siccome per quanto riguarda i mesoteliomi e l’amianto il problema risale anche a quarant’anni prima, abbiamo provato a intercettare anche coloro che sono andati in pensione. È un lavoro immane, perché bisogna andare a vedere tramite schede ISTAT anche i carabinieri che sono morti trenta o quaranta anni fa…

  PRESIDENTE. Scusi, generale, noi abbiamo il piacere di conferire con lei che, come accade sempre in queste circostanze, rappresenta una parte nobile delle nostre istituzioni, ma per voi che svolgete attività di carattere estremamente delicato in Italia e all’estero sarebbe così difficile stabilire la storia clinica, la biografia medica di un vostro ex collaboratore?

  VITO FERRARA, Capo della Direzione di sanità dell’Arma dei Carabinieri. No, perché anche di tutti coloro che sono andati in pensione trent’anni fa abbiamo le schede.

  PRESIDENTE. Perché lei allora dice che è difficile?

  VITO FERRARA, Capo della Direzione di sanità dell’Arma dei Carabinieri. Spesso nella scheda ISTAT di morte non viene trascritta la patologia iniziale e quella intermedia, si parla sempre di arresto cardiocircolatorio, allora dobbiamo andare a vedere tutte le malattie dipendenti da cause di servizio e non sempre nei nostri archivi…perché quello che è nei nostri archivi l’abbiamo reperito tranquillamente, ma per le persone degli anni ’60 diventa un problema.

resoconto

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