Esame testimoniale del Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma col. Ing. Giulio Botto

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
GIAN PIERO SCANU

  La seduta inizia alle 14.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso l’attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso.

  (Così rimane stabilito).

Esame testimoniale del Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma Col. ing. Giulio Botto.

  PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’esame testimoniale del direttore dello stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma, il colonnello ingegner Giulio Botto, che saluto e ringrazio per la sua presenza.
Ricordo che la Commissione, in adempimento dei propri compiti, così come fissati dall’articolo 1 della delibera della Camera dei deputati istitutiva della medesima del 30 giugno 2015, ha deliberato di procedere, ai sensi degli articoli 13, comma 1, e 15, commi 1 e 2, del proprio Regolamento interno, all’audizione del colonnello Botto in qualità di persona informata dei fatti ai fini dello svolgimento dell’inchiesta, nell’ambito degli approfondimenti che la Commissione sta svolgendo per valutare l’esistenza di un rischio lavorativo a carico del personale civile e militare impiegato dal Ministero della difesa.
Al fine di consentire alla Commissione di valutare l’applicabilità delle garanzie che per disposizioni regolamentari e per prassi costante vengono riconosciute ai soggetti indagati chePag. 4compaiono in audizione, la prego cortesemente di voler confermare che non le risulta di essere sottoposto a indagini in procedimenti connessi all’oggetto dell’inchiesta parlamentare.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Lo confermo.

  PRESIDENTE. Prima di rivolgere alcune domande al colonnello Botto, ricordo che, ove dovesse rendersi necessario, i lavori della Commissione potrebbero proseguire in forma segreta.
Colonnello Botto, lei ricopre il ruolo di direttore dello stabilimento dell’esercito di Noceto di Parma da quando?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Dal maggio 2015.

  PRESIDENTE. Quindi, è anche il datore di lavoro di quella struttura?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, da quella data lì.

  PRESIDENTE. Quali sono le attività che vengono svolte nello stabilimento?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Noi essenzialmente presso lo stabilimento di Noceto facciamo la distruzione del munizionamento. Questa è proprio l’attività principale, che più o meno vale il 90 per cento dell’attività che facciamo presso la nostra struttura.Pag. 5
A questa si affiancano anche delle attività di manutenzione che facciamo su due tipologie di missili. Uno è un contraereo, il missile Stinger. Per questo ci avvaliamo anche della concorrenza di tecnici della NATO support and procurement agency (NSPA). Da poco lo facciamo anche sul missile Spike, che è un missile controcarro, per il quale le attività sono iniziate veramente di recente, quindi abbiamo testato o controllato pochissime unità di missili.

  PRESIDENTE. Di quale munizionamento si tratta in generale?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Riguardo al munizionamento che distruggiamo noi, poiché noi mettiamo in atto processi industriali, non abbiamo grandi tipologie di munizionamento. Le tipologie sono abbastanza contenute come gamma, proprio perché mettiamo in atto un processo industriale, quindi lavoriamo con poche linee ma su numeri grossi di munizioni.
Abbiamo distrutto nel recente passato parecchi razzi di tipologia M26, gli MLRS (multiple launch rocket system), sia per conto dell’Italia che per conto di altre nazioni. Sono quei razzi a saturazione d’aria che hanno le submunition. Di questo razzo viene distrutto tutto: il motore e anche le submunizioni. Distruggiamo il cartucciame di piccolo calibro. Essenzialmente queste sono le due tipologie di prodotto. Inoltre, scarichiamo le granate di artiglieria di calibro da 105 fino al 203 millimetri.

  PRESIDENTE. Avete effettuato attività anche sui sistemi di arma Tow, Milan e Panzerfaust?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Per ciòPag. 6che concerne i Milan eravamo incaricati di distruggere i 6.903 (o qualcosa del genere, non ricordo il numero a memoria), missili Milan che erano della forza armata dell’Esercito. Noi l’abbiamo fatto a nome dell’Agenzia industrie difesa, ma abbiamo esternalizzato tutta l’attività all’estero. Tutta l’attività è stata fatta completamente in Germania.

  PRESIDENTE. Dove esattamente?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. È stata fatta presso Berlino, da una società che si chiama Spreewerk. Noi abbiamo dato il contratto a una società privata italiana, un’industria che si chiama Esplodenti Sabino, la quale a sua volta si è avvalsa della società Spreewerk.

  PRESIDENTE. Voi come stabilimento avete…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Avevamo il contratto noi con questa società Sabino e Sabino aveva un contratto con la Spreewerk.

  PRESIDENTE. Quindi, la difesa ha assegnato a voi…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. A Agenzia industrie difesa (AID) il compito di distruggere i Milan, solo che noi non potevamo farlo perché, essendoci il tracciante al torio, non avevamo le competenze o comunque abbiamo ritenuto l’operazione tale che non era di nostra convenienza farlo presso lo stabilimento, per cui abbiamo esternalizzato l’attività alla Sabino. La Sabino a sua volta, credo per questioniPag. 7legate anche alla tempistica di realizzazione, si è avvalsa anche lei di un’ulteriore ditta, che è la Spreewerk tedesca.

  PRESIDENTE. Ha per così dire «subappaltato» il lavoro.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. I traccianti al torio sono stati tutti distrutti presso questa società tedesca, che aveva chiaramente tutte le autorizzazioni del governo tedesco per fare l’attività.

  PRESIDENTE. Ho capito. Altre munizioni che possano aver avuto delle implicanze dal punto di vista della contaminazione chimica…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Altre tipologie di munizioni che io conosco?

  PRESIDENTE. Sì.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, presso di noi non sono giunte altre tipologie che potessero…

  PRESIDENTE. Scusi, colonnello, quindi lei sarebbe in grado di affermare che nello stabilimento non sia mai stato rilevato un rischio di esposizione ad agenti chimici cancerogeni, mutageni o teratogeni?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Io direi con assoluta certezza sì. L’unica attività che se vuole può essere ricondotta a questa tipologia di cose è stata un’attività, assolutamentePag. 8non analoga a quella della distruzione dei missili Milan, che abbiamo fatto presso il nostro stabilimento.
Abbiamo avuto un contratto con la ditta Esplodenti Sabino, che ha proceduto a separare la parte inerte circostante il tracciante al torio presso le nostre strutture durante una giornata di attività non lavorativa, con attività controllata dal loro responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), svolta da personale qualificato e sotto la sorveglianza di un esperto qualificato. Ha proceduto praticamente solo a un’attività di logistica. Ha preso i traccianti al torio e li ha confezionati in dei contenitori idonei al trasporto per il successivo smaltimento. È un’attività che è durata due ore di tempo.

  PRESIDENTE. Quindi, voi avevate comunque già ricevuto i Milan?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. I Milan da noi non sono mai transitati, sono stati prelevati dal deposito e portati direttamente…

  PRESIDENTE. Quindi, prima il trasferimento in appalto e poi il subappalto sono avvenuti senza che fossero mai stati consegnati a voi?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente sì.

  PRESIDENTE. Quindi, materialmente lei non li ha mai presi in carico?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No,Pag. 9quei 6.900 non sono neanche passati da noi, assolutamente. Nel contratto era previsto che la ditta prendesse il materiale presso il deposito e lo trasferisse direttamente presso la società di…

  PRESIDENTE. Quali sono, colonnello, i rischi maggiori ai quali andate incontro come personale?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Nelle attività che facciamo?

  PRESIDENTE. Sì.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Secondo me i rischi maggiori sono… Forse non ho completato, mi scusi, effettivamente mi ero dimenticato. Da non molto abbiamo iniziato a fare anche attività di confezionamento delle cartucce per conto della società Fiocchi. Facciamo questa attività di confezionamento delle cartucce, le nastriamo praticamente. In questo tipo di attività chiaramente il rischio non è il rischio di un’esplosione, perché si parla di cartucce 7.62 e 5.56. In questo caso il rischio associato a questo tipo di lavorazione essenzialmente è quello della movimentazione manuale dei carichi, oppure quello del movimento ripetuto, perché chiaramente c’è una piccola catena di montaggio. In questo tipo di attività il rischio connesso che noi abbiamo valutato è quello della movimentazione manuale dei carichi o comunque del lavoro ripetuto.
Per le altre attività tipiche del nostro stabilimento il rischio più grosso potrebbe essere quello di un’esplosione accidentale durante l’attività di lavorazione. Tuttavia, nella nostra valutazione del rischio chiaramente, laddove vediamo delle operazioni critiche nell’attività di smontaggio di una granata, di sconfezionamentoPag. 10di una granata o di taglio di un motore di un razzo, va da sé che l’attività viene fatta in blinda, quindi in remoto, con l’operatore al sicuro.

  PRESIDENTE. Negli ultimi quattro-cinque anni ci sono stati infortuni o incidenti importanti?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. C’è stato un incidente importante nel gennaio 2015.

  PRESIDENTE. Ci può descrivere cosa è successo?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Nel gennaio 2015 è avvenuto un incidente. C’era una ditta privata, sempre la società Esplodenti Sabino, che faceva delle attività presso il nostro stabilimento. L’attività era regolamentata da un contratto. Noi avevamo esternalizzato a loro questa attività, che era un’attività piuttosto complicata da fare, perché si trattava di rimuovere le munizioni che erano state affondate dentro blocchi di cemento.
In un primo momento il blocco di cemento veniva immerso in una specie di vasca piena d’acqua e un sistema waterjet in remoto apriva questo cubo di cemento armato, ne toglieva la parte superiore. Questo veniva fatto in remoto.
L’attività successiva era quella di estrarre le cassette di munizioni che erano all’interno di questo cubo di cemento. Dopodiché, le munizioni in una fase successiva sarebbero state distrutte una a una secondo le procedure del caso. Se fossero state cartucce, sarebbero state messe dentro un forno che le distrugge. Se fosse stata una granata piena di tritolo, ad esempio, sarebbe stata scaricata e, quindi, poi demilitarizzata secondo le procedure normali.Pag. 11
La fase più rischiosa delle attività era chiaramente quella di estrarre queste cassette di munizioni che erano state affondate dentro questi blocchi di cemento.
Come dicevo prima, la fase più critica avveniva in blinda, tramite waterjet, questa macchina che proiettava l’acqua ad alta pressione mescolata a della sabbia abrasiva. Mediante questo waterjet veniva proprio aperto il sarcofago di cemento armato.
La fase successiva era quella di estrarre le munizioni da questo sarcofago. L’incidente è avvenuto durante questa fase. Due operatori della Sabino hanno avuto un incidente e sono rimasti feriti, con delle lesioni che a oggi definirei non gravi, perché li ho visti di recente e sono tutti e due tornati a lavorare, sono due persone che sono… Tuttavia, sul momento c’è stata un po’ di paura.

  PRESIDENTE. Colonnello, quante persone lavorano nello stabilimento di Noceto di Parma?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Nello stabilimento di Noceto a oggi lavorano 51 dipendenti civili più dieci militari, tra ufficiali, sottufficiali e personale militare. A questi si aggiunge una persona con contratto a tempo determinato e due persone che lavorano presso il deposito di esplosivi di Balconcello, che dista da Noceto 60 chilometri e che è da poco passato sotto le nostre dipendenze. Presso questa sede distaccata del mio stabilimento, di cui comunque sono responsabile, lavoravano un sottufficiale, un luogotenente e un dipendente civile.

  PRESIDENTE. Comunque stabilmente non lavorano da voi dipendenti di aziende private?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. PressoPag. 12di noi lavorano…Questa è la pianta organica dei nostri dipendenti. Dopodiché, noi, per sopperire alla quiescenza del personale che è ormai andato in pensione (non abbiamo più personale per poter fare le attività dirette, quelle propriamente chiamate «da artificiere»), facciamo dei corsi di formazione e, quindi, ricorriamo a personale in somministrazione.
Ci rivolgiamo alle agenzie del lavoro e prendiamo personale in somministrazione, che formiamo noi presso la nostra struttura con dei corsi di formazione. Dopodiché, una volta che li riteniamo pronti e formati e che hanno superato gli esami, gli facciamo fare dei periodi di job training. Con un inserimento graduale li affianchiamo al nostro personale. Praticamente, col passare del tempo, questo personale lavora in maniera autonoma.

  PRESIDENTE. E rimangono in pianta stabile?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, non rimangono in pianta stabile, perché chiaramente dopo i 36 mesi…

  PRESIDENTE. Quindi, noi addestriamo le persone, facciamo fare loro lavori anche pericolosi e, così come succede per i VFP4 (volontari in ferma prefissata quadriennale) eccetera, dopo che hanno servito li mandiamo a casa. È così?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì.

  PRESIDENTE. Quindi, al massimo 36 mesi?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. La legge dello Stato prevede questo.

Pag. 13

  PRESIDENTE. Sì, per carità, la mia era una considerazione.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. È una situazione assurda, perché – lo ripeto – formiamo questo personale, finalmente alla fine dei 36 mesi abbiamo personale che lavora in maniera sicura, in maniera coscienziosa, in maniera preparata, è responsabile; dopodiché, perdiamo queste professionalità e dobbiamo ricominciare il tutto, con i rischi che chiaramente ha il datore di lavoro, perché deve prendere personale di volta in volta nuovo e deve riformarlo.

  PRESIDENTE. Colonnello, la valutazione del rischio chimico-cancerogeno nello stabilimento è stata effettuata?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, noi normalmente ogni volta che svolgiamo delle attività su del munizionamento, riportiamo le schede di sicurezza dei materiali che lavoriamo all’interno del ciclo di lavoro. Se, per esempio, scarichiamo una granata che contiene tritolo, nel nostro ciclo di lavoro dello scaricamento di questa granata alleghiamo la scheda di sicurezza del tritolo.

  PRESIDENTE. Colonnello, la informo che nel DVR (documento di valutazione dei rischi) che voi ci avete fornito non è presente la scheda relativa alla valutazione del rischio chimico e cancerogeno. Come mai?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Perché l’abbiniamo al ciclo di lavoro, non l’abbiamo messo… Abbiamo tutte le schede di sicurezza di tutti i prodotti che lavoriamo…

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  PRESIDENTE. Sì, ma devono costituire parte integrante e sostanziale del DVR, quindi dovrà essere contenuta nel DVR.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. A me l’RSPP, che comunque dopo avrete il piacere di sentire, ha detto che la nostra metodologia di lavoro, che lui mi ha sempre detto che era…

  PRESIDENTE. La creatività è sempre una cosa bella, però quando c’è una previsione legislativa è quella che bisogna rispettare, quindi adesso per quanto concerne lei la informiamo che si deve procedere come le stiamo chiedendo, oltre che suggerendo, di fare. Altrettanto faremo con l’RSPP, però, siccome lei è datore di lavoro, incombe soprattutto sulla sua persona.
Ci può dire a quando è aggiornato il vostro DVR?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Credo che sia stato rivisto più di una volta, anche dal nuovo RSPP. Infatti, il tenente colonnello Piazza è subentrato come RSPP anche lui un anno fa e ha cercato di integrare per quanto fosse nelle sue possibilità questo documento, quindi so che è sempre oggetto di revisione e di continuo aggiornamento, anche perché…

  PRESIDENTE. Noi le chiediamo di fare questa verifica, perché deve essere aggiornato, non soltanto sulla base delle esperienze che quotidianamente vengono fatte e che conducono appunto all’aggiornamento. Ci sono stati recentemente nel 2016 interventi di tipo legislativo che impongono l’aggiornamento secondo delle precise modalità.

Pag. 15

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente.

  PRESIDENTE. Presso lo stabilimento operano imprese appaltatrici – lo abbiamo detto – o anche lavoratori autonomi. Quando operano le imprese appaltatrici, le risulta che venga in ogni occasione elaborato il DUVRI (Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze)?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì.

  PRESIDENTE. Ce lo può assicurare?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, lo produciamo assolutamente sempre.

  PRESIDENTE. Vogliamo parlare della DPI (dotazione prevenzione individuale) per le vie respiratorie, che dovrebbe essere prevista in ragione dell’esposizione a polveri e a gas nelle operazioni di pulizia del forno.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Nelle operazioni di pulizia del forno?

  PRESIDENTE. Sì.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Per ciò che concerne le operazioni di pulizia del forno, le fa una ditta esterna che si occupa della gestione del forno. Noi ci avvaliamoPag. 16anche di una ditta esterna per la gestione e la manutenzione del forno.

  PRESIDENTE. Sono uomini anche loro.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Comunque sì, l’uso dei DPI…Facciamo anche un DUVRI con loro…

  PRESIDENTE. Lei è in grado comunque di assicurarci che questa dotazione è congrua rispetto al rischio?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Mi sento di dire di sì.

  PRESIDENTE. Lo stabilimento ha mai ricevuto visite ispettive?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, certo, da parte di UCOSEVA (Unità di coordinamento dei servizi di vigilanza).

  PRESIDENTE. L’ultima quando è avvenuta?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. L’ultima forse una settimana fa.

  PRESIDENTE. Casualmente.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, non casualmente, perché c’era…

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  PRESIDENTE. Era una battuta molto affettuosa. Hanno fatto rilievi, colonnello?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sono venuti perché – infatti, dicevo «non casualmente» – noi abbiamo una dipendente che ha una causa di servizio e che aveva chiesto l’aggravamento, allora, a seguito di questa richiesta, sono venuti a fare gli accertamenti del caso.

  PRESIDENTE. L’unica attività ispettiva che hanno…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, questa è l’ultima attività ispettiva.

  PRESIDENTE. Sì, ma si sono occupati soltanto della signora oppure hanno verificato, ad esempio, lo stato dell’arte del documento di valutazione dei rischi?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Si sono interfacciati innanzitutto con l’RSPP, che sicuramente potrà darvi informazioni molto più accurate delle mie, ma da quello che mi ha detto l’RSPP hanno chiesto il documento di valutazione del rischio per tutte le attività, in questo caso, che aveva svolto la signora nella fattispecie.

  PRESIDENTE. Colonnello, le è capitato di chiedere consulenze specialistiche al CISAM (Centro interforze studi per le applicazioni militari) o al CETLI (Centro tecnico logistico interforze)?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. AlPag. 18CISAM no, al CETLI sì in maniera assolutamente informale, perché conoscevo il direttore, ma proprio tra colleghi, giusto così.

  PRESIDENTE. Ha fatto ricorso spesso a delle consulenze esterne per avere informazioni relativamente ad aspetti che ha ritenuto di non dover sottoporre al CISAM o al CETLI, oppure non ce n’è mai stato bisogno?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, non ce n’è mai stato bisogno. Ripeto: il CISAM, se l’intende come radiazioni ionizzanti, assolutamente no.

  PRESIDENTE. Demilitarizzazione. Giusto?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì.

  PRESIDENTE. Che differenza c’è fra questa parola che ho anche difficoltà a pronunciare e «distruzione»?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Io direi che la distruzione comporta, come dice la parola, la distruzione di tutti i componenti eventualmente dell’arma, del sistema d’arma o della munizione. La demilitarizzazione per me vuol dire che praticamente la munizione o l’arma alla fine di questo processo non è più reimpiegabile per quello per cui era stata costruita.

  PRESIDENTE. Viene resa innocua?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Viene resa innocua e non più…

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  PRESIDENTE. Dal punto di vista della sua potenziale capacità di offendere?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Non può più essere riutilizzata, cioè perde la sua natura di munizione, non è più una munizione.

  PRESIDENTE. Che se ne fa? Voi che ne fate di ciò che rimane dopo questa procedura?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Dopo una procedura «demil»? Dipende.

  PRESIDENTE. Il materiale dove va a finire?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Se, ad esempio, sono granate piene di tritolo, noi scarichiamo le granate con un impianto di scaricamento e il tritolo viene rimesso sul mercato per uso civile marcato CE.

  PRESIDENTE. E gli altri detriti?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Nel caso delle granate, viene tolta la corona di forzamento, che è un’altra cosa che caratterizza la granata, eventualmente le granate vengono bucate e poi comunque vengono cedute come ferro tramite gara. Credo che poi vadano a finire nelle acciaierie.

  PRESIDENTE. Il materiale che non può essere smaltito con questa forma di riutilizzo – non usiamo la parola «riciclaggio» che è brutta – e non può essere reimpiegato dove va finire?

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  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Normalmente, se si parla di materiale esplosivo, il materiale viene poi…

  PRESIDENTE. No, non esplosivo, perché mi ha già detto che quello esplosivo viene timbrato CE. Giusto?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Il tritolo. Non c’è solo il tritolo.

  PRESIDENTE. Diciamo non quello esplosivo.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Normalmente tutta la parte esplosiva viene portata ai forni. Noi abbiamo degli impianti di termodistruzione, dove vengono bruciate…

  PRESIDENTE. Le ceneri dove vengono…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Le ceneri vengono conferite. La lavorazione viene omologata e viene caratterizzato il rifiuto, viene attribuito un CER e viene smaltito tramite delle ditte specializzate con cui noi facciamo i contratti.

  PRESIDENTE. Quindi voi avete dei contratti con ditte esterne che caricano queste ceneri e le smaltiscono. Immagino che voi siate in grado di sapere dove smaltiscono queste ceneri.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, certo, riceviamo la quarta copia dei formulari, assolutamente.

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  PRESIDENTE. Noi vorremmo acquisire le copie e vorremmo avere contezza dei luoghi in cui vengono distrutte o comunque depositate queste ceneri di lavorazione.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente.

  PRESIDENTE. Do la parola ai colleghi che intendano intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  DIEGO ZARDINI. Per questa specifica richiesta del presidente, chiedo se magari c’è anche il modello unico di dichiarazione (MUD), che può aiutarci a comprendere tutti i flussi di quei rifiuti.
Ho una domanda sulla causa di servizio della dipendente a cui si faceva cenno prima. Che tipologia di danno o malattia professionale…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Lei aveva accusato dolori alla schiena. Comunque erano legati alla movimentazione manuale dei carichi.

  DIEGO ZARDINI. Problemi osteoarticolari?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, adesso nello specifico… Comunque, diciamo ernia. Più nel dettaglio non glielo so dire.

  DIEGO ZARDINI. Ok, era per comprendere la famiglia della malattia.

Pag. 22

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente sì. È legata alla movimentazione manuale dei carichi.

  MARIA CHIARA CARROZZA. Io forse non ho capito bene, però prima lei parlava di persone che sono reclutate appositamente…Come diceva lei? Somministrazione?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Somministrazione.

  MARIA CHIARA CARROZZA. Io non sono un’esperta di normativa del lavoro. Sono in somministrazione per effettuare compiti che dovrebbe svolgere un artificiere qualificato?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, diciamo che sono tipiche attività che si fanno nei reparti di lavorazione, che nel nostro caso vengono svolte da assistente tecnico artificiere, da addetto chimico-fisico (perché poi la qualifica è quella di addetto chimico-fisico) o da artificiere. Sì, comunque…

  MARIA CHIARA CARROZZA. Scusi se la interrompo. Sono attività pericolose, perché si tratta di… L’artificiere, nella mia ottica…Io non sono un’esperta di sistemi d’arma, però…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Certo. Sono pericolose tra virgolette, perché effettivamente noi, prima di fare un processo di «demil», studiamo il processo, facciamo l’analisi dei rischi, facciamo la valutazione dei rischi.Pag. 23
Come dicevo prima, ogni qual volta viene individuata un’attività che possa avere connessi dei rischi di esplosione, di deflagrazione o comunque rischi connessi al fatto che si manipolano manufatti contenenti esplosivi, l’attività viene fatta in remoto. Noi, quindi, annulliamo il rischio facendo attività in remoto, dentro questi locali, che si chiamano «blinde», con l’operatore che è fuori da questo locale e che utilizza chiaramente delle macchine che sono automatizzate, il cui movimento viene comandato dall’operatore dall’esterno di queste strutture blindate.
Praticamente l’operatore fa una manipolazione dall’esterno di questo locale. Tramite monitor vede tutte le operazioni che vengono fatte.

  MARIA CHIARA CARROZZA. Teleopera.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, vengono fatte in remote control.

  MARIA CHIARA CARROZZA. Ci sono, quindi, degli apparati che permettono di fare la manipolazione diretta con dei bracci meccanici.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente sì. A volte sono anche operazioni più semplici. Per esempio, se dobbiamo tagliare una granata, ci sono delle macchine di taglio normalissime…

  MARIA CHIARA CARROZZA. Quindi uno imposta la cella…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Esatto,Pag. 24imposta la cella, esce, poi fa partire la macchina. Ci sono tutta una serie di switch che danno il consenso solo qualora la porta è chiusa. Insomma, ci sono tutta una serie di misure di sicurezza che prendiamo noi, per cui siamo sicuri che…

  MARIA CHIARA CARROZZA. Porta il materiale nella cella…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, porta il materiale nella cella e poi praticamente parte la sega. Chiaramente anche lì ci sono delle accortezze e degli accorgimenti, per esempio buttiamo dell’acqua in continuo. Là dove la sega va a tagliare la granata, irroriamo di acqua, in maniera tale che non si generino attriti o non si generino delle temperature elevate per cui ci possa essere un rischio di esplosione, per evitare di raggiungere una temperatura…

  MARIA CHIARA CARROZZA. Il tipo di training che viene fatto…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Come dicevo prima, noi facciamo dei corsi nostri, organizzati insieme a queste agenzie del lavoro. Sono dei training a cui partecipa personale esperto, che noi abbiamo comunque qualificato. Molti degli insegnanti sono comunque interni allo stabilimento. Chiaramente ci avvaliamo anche di personale di ditte esterne che ci vengono a fare la formazione.

  MARIA CHIARA CARROZZA. Alla fine di questo percorso escono con una qualifica?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì,Pag. 25escono con una qualifica. Noi li prendiamo per farli diventare addetti chimico-fisici, che è la qualifica per poter lavorare su questa…

  MARIA CHIARA CARROZZA. Ho un’ultima domanda: sono italiani o sono di nazionalità straniera?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Tutti italiani DOC.

  PRESIDENTE. Torniamo a questi signori. Lei diceva alla collega che acquisiscono quale titolo professionale?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Quello di addetto chimico-fisico.

  PRESIDENTE. Le rivolgo una domanda alla quale può anche non rispondere, perché non è tenuto a conoscere la risposta. Normalmente dopo i 36 mesi queste persone riescono a trovare un’occupazione, magari presso le aziende private, oppure cosa succede? Magari a seguito di un periodo di attesa possono essere riassunte? Che succede normalmente?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Succede che purtroppo, ma fortunatamente per loro, facciamo dei corsi molto buoni – non lo dico per vantarmi – per cui gli diamo la preparazione sull’alto rischio, gli facciamo fare il corso per le patenti dei carrelli, l’autorizzazione per i carrelli, per il carroponte. Gli facciamo fare tutta una serie di training e di preparazione che poi loro chiaramente possono rivendere e che, ahimè, riescono a rivendere.Pag. 26
Ci è capitato spesso che questo personale poi trova impiego presso altre ditte.

  PRESIDENTE. Quindi praticamente l’amministrazione istruisce, prepara i lavoratori e, una volta che sono pronti, se ne priva.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, però noi facciamo i corsi…

  PRESIDENTE. Scusi. È così?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, è così. Può capitare che i più validi chiaramente sono presi, per il background che hanno avuto da noi. La formazione che hanno avuto poi purtroppo viene utilizzata dal privato.

  PRESIDENTE. Certo. Infatti, maggiore è la preparazione e più clamorosa è la contraddizione.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente sì.

  PRESIDENTE. Ho un’altra domanda. Abbiamo parlato di 6.800 Milan.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Erano 6.903. Vado a memoria.

  PRESIDENTE. Va bene, non ci formalizziamo. Diciamo 6.903. Nelle bollette di conferimento… Voi siete stati in qualchePag. 27modo destinatari dall’azione di… Si chiama «demilitarizzazione dei traccianti al torio» oppure qual è l’espressione che si usa in questi casi?

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Il missile doveva essere completamente distrutto. Il caso poi voleva che la particolare attenzione fosse su questo tracciante al torio, però diciamo che il processo di «demil», a parte questo piccolo particolare che non è chiaramente rilevante…

  PRESIDENTE. «Demil» è l’abbreviativo. Dico anch’io «demil», così non mi impappino.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì.

  PRESIDENTE. Voi avete ricevuto dal Ministero della difesa l’incombenza di attuare la «demil» per 6.903. È giusto? Immagino che ci saranno stati, perché la procedura lo pretende, anche i luoghi di provenienza di questi Milan.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente.

  PRESIDENTE. Noi li acquisiamo.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente.

  PRESIDENTE. Colonnello, noi intendiamo acquisire per tutti i 6.903 la documentazione relativa alla provenienza.

Pag. 28

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì. Le posso già anticipare, perché ho la memoria abbastanza buona, che il comando logistico ci aveva detto 6.903, ma se non sbaglio una decina alla fine non erano stati dati, perché erano stati sparati, erano stati…Comunque, non sono stati distrutti.

  PRESIDENTE. Non ci formalizzeremo per dieci.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Credo che ne mancheranno una decina.

  PRESIDENTE. L’importante è che lei, cortesemente, con urgenza ci faccia avere la documentazione dalla quale si evinca in maniera inoppugnabile la provenienza di questi…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. I depositi di provenienza, assolutamente.

  PRESIDENTE. I depositi oppure…

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Erano tutti depositi di forza armata, assolutamente.

  PRESIDENTE. Noi la ringraziamo molto e le auguriamo buon lavoro e buona Pasqua.

  GIULIO BOTTO, Direttore dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Altrettanto.

Esame testimoniale dell’RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma Ten. Col. ing. Massimo Piazza.

Pag. 29

  PRESIDENTE. Il secondo punto all’ordine del giorno reca l’esame testimoniale del responsabile del servizio di protezione e prevenzione dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma, il tenente colonnello ingegner Massimo Piazza, che saluto e ringrazio per la sua presenza.
Ricordo che la Commissione, in adempimento dei propri compiti, così come fissati dall’articolo 1 della delibera della Camera dei deputati istitutiva della medesima del 30 giugno 2015, ha deliberato di procedere, ai sensi degli articoli 13, comma 1, e 15, commi 1 e 2, del proprio Regolamento interno all’audizione del tenente colonnello Piazza in qualità di persona informata dei fatti ai fini dello svolgimento dell’inchiesta nell’ambito degli approfondimenti che la Commissione sta svolgendo per valutare l’esistenza di un rischio lavorativo a carico del personale civile e militare impiegato dal Ministero della difesa.
Al fine di consentire alla Commissione di valutare l’applicabilità delle garanzie che, per disposizioni regolamentari e per prassi costante, vengono riconosciute ai soggetti indagati che compaiono in audizione, la prego cortesemente di voler confermare che non le risulta di essere sottoposto a indagini in procedimenti connessi all’oggetto dell’inchiesta parlamentare.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Lo confermo.

  PRESIDENTE. Bene. Prima di rivolgerle alcune domande, ricordo che, ove necessario, la Commissione può proseguire i propri lavori anche in forma segreta.Pag. 30
Ha mai sentito parlare di 6.903 missili Milan dati allo stabilimento di Noceto di Parma e successivamente, con un provvedimento di appalto – diciamo – trasferiti a una ditta privata e da questa, con subappalto, a una ditta tedesca?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, in maniera molto sommaria, perché è un’attività che risale a un periodo antecedente il mio trasferimento a Noceto di Parma.

  PRESIDENTE. Lei da quando c’è?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Da poco meno di un anno. Sono responsabile del servizio di prevenzione.

  PRESIDENTE. Che cosa sa di questo trasferimento di missili – anche se soltanto sulla carta, ci pare di aver capito – allo stabilimento di Noceto di Parma?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, di questo non so nulla. Non so che tipo di percorso abbiano avuto. So che in passato c’è stata questa attività di cui mi parlava lei. Mi sono interessato… mi sono chiesto se questo tipo di problematica potesse riguardare del nostro personale. Avendolo escluso da parte del datore di lavoro, non ho proceduto a ulteriori approfondimenti.

  PRESIDENTE. Com’è organizzato il suo servizio di prevenzione, ingegnere?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. A partePag. 31la mia figura di responsabile del servizio, in questo momento ho due addetti, con un terzo addetto che è arrivato da qualche mese ed è in fase di formazione. Quindi, siamo in quattro, un responsabile e tre addetti.

  PRESIDENTE. Con un abbreviativo si parla di «demil», come attività che fate, vero?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, nello stabilimento militare si procede alla demilitarizzazione di…

  PRESIDENTE. Avete effettuato queste attività anche sui sistemi d’arma Tow, Milan e Panzerfaust?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Che io sappia, no. Come demilitarizzazione no.

  PRESIDENTE. Quindi, lo esclude.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì.

  PRESIDENTE. Ci può dire che tipo di attività prevalente viene svolta nello stabilimento? Ce la può spiegare dal suo osservatorio di RSPP?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, lo stabilimento si occupa di demilitarizzare del munizionamento che non è più servibile, o di cui comunque si è deciso di disfarsi, attraverso la termodistruzione in un sistema di termodistruzione fatto di due linee, in questo momento. In realtà, ci sonoPag. 32tre linee. Una è ferma e, da quando sono arrivato, non ha mai funzionato.

  PRESIDENTE. Perché?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Perché non è stato necessario utilizzarla. Per la tipologia di munizionamento da distruggere vanno bene le altre due, un cosiddetto forno statico e un forno rotativo. I munizionamenti vengono termodistrutti per abbatterne la potenzialità distruttiva.

  PRESIDENTE. Questo non è in contraddizione con l’esternalizzazione di determinate attività che lo stabilimento svolge?
Mi spiego meglio. Abbiamo scoperto che lo stabilimento esternalizza e, quindi, dà in outsourcing delle attività ricevute dall’amministrazione della Difesa. Adesso scopriamo che c’è una linea ferma. La domanda è questa: esiste contraddizione fra l’esistenza di una linea ferma e, quindi, non attiva, non in produzione, e l’esternalizzazione del lavoro?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, dal mio punto di vista no, nel senso che le attività, se possono essere fatte all’interno, nel rispetto di tutti i canoni necessari, vengono effettuate all’interno. Laddove vengono esternalizzate, è perché non abbiamo la capacità di farlo.

  PRESIDENTE. Lei è mai stato coinvolto nell’assunzione di decisioni relative all’esternalizzazione?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, nel mio ruolo no.

Pag. 33

  PRESIDENTE. Per esempio, per ciò che riguarda il trattamento – uso questa espressione del tutto impropria – dei traccianti al torio contenuti nei missili MILAN, se lei dovesse esprimere un parere oggi, lo esprimerebbe di apertura e di disponibilità perché possano essere lavorati nell’ambito dello stabilimento, oppure si uniformerebbe alle decisioni che sono state prese in precedenza, nell’occasione che citavamo in apertura?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Direi che mi uniformerei alle decisioni dello stabilimento.

  PRESIDENTE. Lei saprebbe dirci se i rifiuti di lavorazione conseguenti alla demilitarizzazione dei traccianti al torio rimangono nel Paese in cui quest’attività viene svolta, oppure se vengono portati altrove?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Non glielo so dire.

  PRESIDENTE. Lei ha concorso, naturalmente, alla predisposizione del DVR.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì.

  PRESIDENTE. A quale data è aggiornato il DVR?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sul momento non riesco a dirglielo. Diciamo che lo aggiorniamo ogniqualvolta è necessario farlo.Pag. 34
Mi spiego meglio. Nel momento in cui dovesse cominciare una nuova lavorazione, noi provvediamo a redigere un documento di valutazione del rischio specifico per la nuova attività, per cui poniamo la data recente. Pertanto, ci sono delle parti magari più datate e delle parti aggiornate alla data di inizio, o meglio preventivamente all’inizio delle nuove lavorazioni.

  PRESIDENTE. Sì, però non basta questo, perché sono intervenute delle novelle di tipo giuridico-legislativo che comportano ope legis un aggiornamento. Quindi, voi dovreste farlo.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, lo aggiorniamo. Il documento attualmente…

  PRESIDENTE. Lei ci dice che è aggiornato al 2016?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, sicuramente è stato…

  PRESIDENTE. All’ultimo decreto legislativo? Se ne è occupato lei? Scusi, abbia pazienza, tanto stiamo parlando molto serenamente, ma è importante… Non succede niente se lei, come noi pensiamo che sia, riconosce di non poter affermare con certezza che il DVR non sia del tutto aggiornato.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Il documento di valutazione del rischio, per come è strutturato, è stato da me firmato nelle pagine iniziali da quando sono arrivato. Ho visto tutto il documento di valutazione del rischio e ne ho aggiornato quantomeno la presa visione.

Pag. 35

  PRESIDENTE. Allora, facciamo una cosa. Noi la invitiamo a controllare che sia aggiornato rispetto a tutte le nuove norme che nel frattempo sono intervenute. D’accordo?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. D’accordo.

  PRESIDENTE. Nello stabilimento è stato individuato e valutato un rischio di esplosione?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì. Per ciascuna lavorazione che viene effettuata viene valutato il rischio legato all’esplosione.

  PRESIDENTE. Anche i rischi collegati all’esposizione ad agenti chimici cancerogeni, mutageni e teratogeni?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Il rischio chimico sì, viene valutato.

  PRESIDENTE. Quali misure di prevenzione sono state adottate?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Generalmente, per quanto riguarda l’esposizione, cerchiamo di limitarla utilizzando dei sistemi chiusi. Per esempio, la linea di termodistruzione di cui le parlavo prima è dotata di un sistema di aspirazione dei fumi, di filtraggio e di pulizia di questi fumi. Laddove l’abbiamo ritenuto necessario, sono stati forniti i necessari DPI ai lavoratori, ossia delle maschere filtranti con caratteristiche idonee.

Pag. 36

  PRESIDENTE. La valutazione del rischio chimico cancerogeno nello stabilimento è stata effettuata?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Viene effettuata, sì.

  PRESIDENTE. Come mai, però, non ce n’è traccia all’interno del DVR che è stato fornito alla Commissione? Lo integri, perché non ce n’è traccia, e ci faccia pervenire, per favore, il DVR completo.
Ingegnere, sì, è così. Non ce n’è traccia. Noi abbiamo esaminato il DVR. Nel DVR non sono contenute le schede relative alla valutazione del rischio chimico cancerogeno, che lei, viceversa, ricorda di aver predisposto. Quindi, le predisponga insieme agli altri attori preposti e, nel frattempo, per favore, ci faccia pervenire il DVR completo.
La dotazione dei DPI (dispositivi di protezione individuale) per le vie respiratorie prevista per l’esposizione a polveri e gas nelle operazioni di pulizia del forno è compatibile, colonnello, a suo giudizio, rispetto a un rischio basso?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Le operazioni di pulizia del forno… Posso chiederle a quali operazioni si riferisce?

  PRESIDENTE. A quelle che fanno gli addetti alla pulizia del forno. Gli addetti alla pulizia del forno dovrebbero essere considerati esposti a problemi alle vie respiratorie per le inalazioni, per il semplice fatto di utilizzare polveri che vengono inalate.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. ÈPag. 37un’attività che non viene effettuata dal nostro personale. Viene esternalizzata.

  PRESIDENTE. Ecco. Rispetto a queste persone, che comunque sono persone che lavorano nello stabilimento, il DUVRI viene predisposto?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì.

  PRESIDENTE. Lei ha contezza del fatto che deve occuparsi anche della salute degli altri che lavorano?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sicuramente sì.

  PRESIDENTE. Allora ci può rassicurare riguardo il fatto che per tutte le operazioni effettuate il DUVRI?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sì, con certezza.

  PRESIDENTE. Ho capito.
Quali e quanti infortuni sul lavoro si sono verificati negli ultimi cinque anni, se lei ne ha memoria?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Sicuramente ho memoria dell’ultimo anno, perché nella riunione annuale se ne è discusso. Se ne sono verificati, se non ricordo male, tre, legati ad attività generalmente di spostamento: una persona che è inciampata e qualcuna che è scivolata. DaPag. 38quando ci sono io sicuramente c’è stato questo tipo di infortunistica.

  PRESIDENTE. Sono in corso di svolgimento, che lei sappia, procedimenti penali in rapporto a infortuni o malattie professionali intervenuti nello stabilimento?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Probabilmente qualcosa di legato al passato. Adesso non le posso rispondere con certezza. Non ho contezza con certezza.

  PRESIDENTE. Le è mai capitato, colonnello, di chiedere consulenze specialistiche al CISAM o al CETLI?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Da quando sono allo stabilimento no. Da quando faccio l’RSPP allo stabilimento no.

  PRESIDENTE. Non ce n’è mai stato bisogno.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Consulenza specialistica posso chiederle in che materia? Lei si riferisce a…?

  PRESIDENTE. A quelle che riguardano le radiazioni, di cui si occupa il CETLI… il CISAM.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. No, nel senso che, escludendo a priori la possibilità di lavorare o di esporre il nostro personale a questo tipo di tematica, nonPag. 39abbiamo ritenuto necessario approfondire questo tipo di tematica.

  PRESIDENTE. Ho capito. Non avete mai curato la lavorazione di munizionamento sottoposto in qualche modo a controlli? Mi spiego meglio. È routinaria l’attività dello stabilimento, oppure vi capita qualche volta di ricevere degli incarichi di lavoro o delle commesse particolarmente delicati?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Di solito è routinaria, nel senso che le attività che vengono fatte sono molto standard. Adesso non so a quale attività delicata si riferisce, se mi posso permettere.

  PRESIDENTE. Eventualmente, me l’avrebbe dovuto dire lei questo. Quindi, è tutto routinario. Non le viene mai detto: «Ingegnere, dobbiamo curare la demilitarizzazione o il trattamento di un munizionamento particolare, che può comportare rischi alla salute dei lavoratori?»

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Se riguarda i nostri lavoratori, certamente. Questo senza dubbio. Lo stabilimento è dotato di un sistema di certificazione integrato qualità, ambiente e sicurezza, per cui, quando intraprendiamo una nuova lavorazione, generalmente c’è l’ufficio che si occupa di predisporre le procedure di lavoro. Ovviamente, mi vengono comunicati i dati che riguardano questa lavorazione e poi io valuto il rischio e propongo al direttore la valutazione del rischio.

  PRESIDENTE. Quindi, si è sempre svolto tutto in maniera ordinaria, diciamo. Non c’è mai stato bisogno di un supplementoPag. 40di prudenza, di attenzione, di controllo. Voglio dire, lei non ha mai avuto difficoltà? Ha sempre potuto operare nella più totale tranquillità?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Direi di sì.

  PRESIDENTE. Ha mai chiesto che venissero integrati i sistemi di protezione delle dotazioni di protezione individuale, avendo ricevuto poi magari una risposta negativa per problemi di carattere finanziario?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Assolutamente no. Lo escludo.

  PRESIDENTE. Il medico competente ha avuto occasione di esprimere giudizi di inidoneità parziale o permanente per i lavoratori?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Non le so rispondere d’impatto. Probabilmente qualche idoneità parziale o qualche limitazione, per esempio sulla possibilità di sollevare dei pesi o di fare determinate cose, viene fatta, perché il personale viene assoggettato a questo tipo di controlli. Sul momento non le so rispondere con certezza.

  PRESIDENTE. Lo stabilimento dove lei lavora sorge in zona sismica, per caso?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Non che io sappia. Non le so rispondere con certezza.

Pag. 41

  PRESIDENTE. Allora gliela do io l’informazione. Sorge in zona sismica 3, ma il DVR non contiene alcuna valutazione della vulnerabilità sismica dei fabbricati e degli impianti. Questa è una grave carenza. Quindi, noi la preghiamo di annotare con scrupolo questa informazione che le stiamo fornendo, in maniera tale da adottare i conseguenti provvedimenti.
È stato valutato il rischio di esposizione a radiazioni ionizzanti?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. È stato valutato, nel senso che non ci sono esposizioni a radiazioni ionizzanti.

  PRESIDENTE. Empiricamente.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Non avendo modo di ritenere l’esposizione da parte dei lavoratori, almeno io personalmente non ho ritenuto di avere elementi per poterlo approfondire.

  PRESIDENTE. Non pensa che questo argomento, per quanto è delicato, avrebbe dovuto comportare una richiesta al CISAM, per esempio, perché potesse effettuare questo tipo di accertamento?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. La valutazione che abbiamo fatto riguarda, in particolare, il radon. Non avendo materiale che, almeno a mia conoscenza, possa presentare questo tipo di problematica, non abbiamo chiesto approfondimenti. Per quanto riguarda il radon, abbiamo valutato se abbiamo dei locali che possono rientrare in quelli perPag. 42cui è necessario farlo, e non abbiamo quel tipo di locali, in sotterraneo piuttosto che…

  PRESIDENTE. Sì, però, per tornare alle radiazioni ionizzanti, ingegnere, non va bene, perché non è che uno possa affidarsi a naso – ripeto – empiricamente. Ci dovrebbero essere o comunque ci sono gli organismi preposti a fare questo tipo di valutazione. Quindi, la invitiamo a inoltrare una precisa richiesta al CISAM, in maniera tale da poter acquisire certezze riguardo a questo aspetto.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Mi spiego meglio su quello che intendevo dire prima. Per inoltrare una richiesta al CISAM, devo indicare la tipologia di misura di cui ho bisogno e su quali elementi effettuare questo tipo di misura. Nel momento in cui, per tipo di munizionamento o per tipo di attività effettuata, escludo a priori che possa esserci, almeno a livello di notorietà, qualcosa…

  PRESIDENTE. Lei ha mai sentito parlare, colonnello, del fatto che tardivamente a danno dei lavoratori siano state scoperte cose estremamente gravi su materiali che prima venivano considerati innocui? Che problema le crea, scusi, fare una richiesta al CISAM per poter essere sicuro che lei, per la responsabilità che ha, ha fatto tutto ciò che era nella sua possibilità?

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Nessun problema, anche perché questo tipo di operazione, la valutazione che effettuiamo, cerchiamo di farla nella maniera più precauzionale possibile. Siamo proprio mossi da questo spirito.

Pag. 43

  PRESIDENTE. Bravi. Ne sono convinto, ma, proprio in relazione a questo, sarebbe opportuno che lei coinvolgesse il CISAM, anche perché potrebbe capitare che l’UCoSeVA magari un giorno si svegli con il dovuto rigore e la dovuta sensibilità e vi chieda di dare risposte e di fornire la necessaria documentazione.
Esistono gli organi di vigilanza che possono chiedervelo. Adesso ve lo stiamo chiedendo noi, ma ve lo possono chiedere anche gli organi di vigilanza che dovrebbero vigilare, magari assumendo decisioni di tipo prescrittivo meno dolci e meno delicate di queste semplicemente dialettiche che stiamo sviluppando noi.
Ci sono domande per il colonnello ingegnere? Niente. Abbiamo finito, colonnello.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Grazie.

  PRESIDENTE. Grazie a lei. Buon lavoro e buona Pasqua.

  MASSIMO PIAZZA, RSPP dello Stabilimento militare ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto di Parma. Grazie, altrettanto.

  PRESIDENTE. Dichiaro conclusa l’audizione.

  La seduta termina alle 15.40.

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