Evento dannoso e riduzione dell’equo indennizzo – (TAR Abruzzo Pescara, 4 dicembre 2007, n° 921)

Evento dannoso e riduzione dell’equo indennizzo – (T.A.R. Abruzzo Pescara, 4 dicembre 2007, n° 921)

NOTE

Ai sensi dell’art. 2 della L. 23 dicembre 1970, n. 1094 l’equo indennizzo è ridotto del 25% o del 50% se il militare al momento dell’evento dannoso abbia superato rispettivamente i cinquanta o i sessanta anni di età.
L’evento dannoso è un fatto che ha arrecato danno e cioè un pregiudizio od una menomazione all’integrità fisica, per cui – ancorché faccia sorgere il diritto all’equo indennizzo e in relazione al quale deve essere considerata l’età del militare – non va identificato con il momento della contrazione dell’infermità per causa di servizio, ma piuttosto con quello in cui si verifica la menomazione.
In ogni caso, allorquando il momento di insorgenza dell’evento dannoso non possa essere accertato in base alla documentazione sanitaria, deve farsi riferimento alla data in cui l’autorità medica competente accerti la dipendenza dell’infermità da causa di servizio ovvero (come nella specie) l’interdipendenza, riconoscendo la conseguente intervenuta menomazione.

SENTENZA

T.A.R. Abruzzo, Pescara, sez. I, 4 dicembre 2007 n. 921.

M. Eliantonio – Presidente, L. Rasola – Estensore
ha pronunciato la presente

SENTENZA
Sul ricorso numero di registro generale 416 del 1999, proposto da:
C. V. O. M. A. P., rappresentato e difeso dall’avv. Salvatore Acerbo, con domicilio eletto presso Salvatore Acerbo in Pescara, via Parco Nazionale D’Abruzzo, N.5;

CONTRO
MINISTERO DIFESA, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distr.le L’Aquila, domiciliata per legge in L’Aquila, via Portici S.Berardino;
nei confronti di
DIRETTORE 13^ DIVISIONE 4^ REPARTO;
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,
ANNULL. DECRETO 200025/C DEL 22.10.98 CONCESSIONE DELL’EQUO INDENNIZZO AL 50%.
Visto il ricorso con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero Difesa;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22/11/2007 il dott. Luciano Rasola e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue:

FATTO

Il ricorrente, già Capitano dell’Esercito, in godimento di pensione privilegiata ordinaria di 5^ categoria per l’intervenuto riconoscimento da causa di servizio di alcune infermità, in data 12.10.1996 inoltrava richiesta di interdipendenza di altra patologia (carcinoma epatocellulare mediamente differenziato su cirrosi da epatite cronica) con quelle già riconosciute, sostenendo che la situazione patologica successivamente intervenuta sarebbe dipesa dalle trasfusioni di sangue subite nel 1970.
Mentre tale interdipendenza non è stata riconosciuta dal CPPO, in senso favorevole si è invece espresso il Collegio Medico Legale del Ministero della Difesa, per cui l’Amministrazione ha conferito all’istante un equo indennizzo ridotto del 50% per aver maturato il 60° anno di età all’atto dell’evento dannoso.
Avverso detto provvedimento si rileva il difetto di motivazione in quanto non si spiega cosa si intende per evento dannoso, mentre il Collegio medico legale ha chiaramente collegato la patologia manifestatasi solo successivamente alle trasfusioni del 1970 e che la epatite C non presenta da subito segni e sintomi evidenti.
Viene quindi dedotta la violazione dell’art. 2 della L. 1094/1990, rilevando che l’evento dannoso, che secondo la giurisprudenza di verifica non nel momento della contrazione della malattia ma quando si verifica la menomazione, nella specie si è verificato in occasione delle trasfusioni cui il ricorrente è stato sottoposto nel 1970.
Essendo il ricorrente deceduto in data 29.12.2005, si è costituita in giudizio la consorte con atto del 20.3.2007.
Si è costituita in giudizio l’Amministrazione che ha depositato solo documenti.
La causa è stata trattenuta in decisione nell’udienza pubblica del 22 novembre 2007.

DIRITTO
Il ricorso è infondato e va pertanto respinto.
L’art.2 della L. 23.1.2.1970, n. 1094 dispone che l’equo indennizzo è ridotto del 25% o del 50% se il militare al momento dell’evento dannoso abbia superato rispettivamente i cinquanta o i sessanta anni di età.
Per evento dannoso deve intendersi un evento che abbia arrecato danno e cioè pregiudizio o menomazione all’integrità fisica, per cui l’evento che fa sorgere il diritto all’equo indennizzo e in relazione al quale deve essere considerata l’età del militare non va identificato con il momento della contrazione dell’infermità per causa di servizio, ma con quello in cui si verifica la menomazione (C.S., sez. IV, 8.10.1985, n. 425).
Secondo un orientamento giurisprudenziale meno rigoroso, detto momento sarebbe quello dell’ingravescenza dell’infermità, per cui occorre tener conto, ai fini delle riduzioni di cui alla norma citata, dell’età raggiunta dall’interessato allorquando ha denunciato detto aggravamento o abbia comunque chiesto, come nella specie, l’interdipendenza dell’infermità “carcinoma epatocellulare mediamente differenziato su cirrosi da epatite cronica” con le infermità già riconosciute come dipendenti da causa di servizio, quali “esiti di gastroresezione” e “note nevrotiche ansiose in atto, sindrome depressiva con tratti psicoastenici marcati” (C.S., sez. IV, n. 425/1985, già citata).
Il ricorrente, nato il 29.7.1929, ha chiesto in data 12.10.1996 il riconoscimento dell’interdipendenza delle infermità intervenute successivamente, quando aveva già maturato anni 67, per cui deve ritenersi che l’amministrazione abbia fatto corretta applicazione dell’art. 2 sopra menzionato, così come interpretato dalla giurisprudenza.
Nel caso in cui, peraltro, il momento di insorgenza dell’evento dannoso non possa essere accertato in base alla documentazione sanitaria, deve farsi riferimento, secondo un indirizzo giurisprudenziale più rigoroso, alla data in cui l’autorità medica competente accerti la dipendenza dell’infermità da causa di servizio o, come nella specie, l’interdipendenza, riconoscendo la conseguente intervenuta menomazione. Detto riconoscimento, nel caso in esame, è intervenuto ad opera del Collegio medico legale in data 13.5.1998, allorché l’ex militare aveva compiuto 68 anni di età ( C.S., sez. IV, 17.2.1983, n. 91).
La tesi del ricorrente che vorrebbe far risalire la contrazione della epatite C al 1970 in cui ebbe ad essere sottoposto a diverse trasfusioni di sangue che sarebbero stata la causa di detta patologia non appare condivisibile.
Se anche infatti si può convenire con alcuni passi della relazione peritale del Collegio medico legale
in cui si afferma che negli anni ‘70 alto era il rischio di essere contagiati dal virus dell’epatite C, malattia che non presenta segni e sintomi evidenti, anche se reca “evidenze sierologiche e biochimiche” già dopo solo 2-26 settimane dalla trasfusione, deve tuttavia ammettersi che la manifestazione dell’evento menomativo dell’integrità fisica, che è il dato rilevante, si è verificato
molto tempo dopo, quando l’interessato, in data 12.10.1996, ha chiesto il riconoscimento dell’interdipendenza.
Nessun difetto di motivazione può pertanto rinvenirsi nel provvedimento impugnato che ha operato la riduzione del 50% dell’equo indennizzo, in conformità della norma e dell’indirizzo giurisprudenziale, avendo il richiedente superato all’atto dell’evento dannoso il 60° anno di età.
Detta motivazione deve ritenersi, ragionevolmente e oggettivamente, più che sufficiente ed esaustiva.
Per le ragioni che precedono il ricorso va respinto, con equitativa compensazione delle spese.

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo, sezione staccata di Pescara, respinge il ricorso in epigrafe.
Spese compensate.

Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 22/11/2007 con l’intervento dei signori:
Michele Eliantonio, Presidente FF
Dino Nazzaro, Consigliere
Luciano Rasola, Consigliere, Estensore

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 04/12/2007

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