Fermiamo il riordino e la legge delga

Sconcerto, delusione ed incredulità. Sono questi i sentimenti e le sensazioni che animano le migliaia di mail arrivate all’Osservatorio in merito al presunto riordino che il Governo sta per approvare. Il bilancio (disastroso per la Difesa) di questa legislatura lo faremo solo alla fine, per ora, limitiamoci a commentare un provvedimento che i non direttivi aspettavano da anni e che, ad un passo dall’approvazione, per come è stato elaborato, fa urlare allo scandalo e ci fa dire in coro: “almeno lasciate le cose come stanno”!

Si aspettava un provvedimento che introduceva gli automatismi stipendiali anche per i Sottufficiali, una progressione di carriera ben chiara sin dall’arruolamento, un riconoscimento di dignità lavorativa persa da anni e dei criteri che potessero esulare da valutazioni soggettive ma che si andavano ad ancorare all’esperienza ed alla professionalità di ogni singolo Sottufficiale.

Niente di tutto questo!

Addirittura, in un provvedimento che avrebbe dovuto trattare solo l’argomento dei non direttivi, s’inserisce una revisione dei Dirigenti che porta la forbice delle disparità di trattamento, ad un’ampiezza che diventa inaccettabile.

E’ solo ipocrisia quando si parla di volontà ad approvare solo la legge delega per poi lavorare sul riordino, il livello d’intelligenza dei Sottufficiali è tale da poter capire che ogni delega ha dei limiti e delle possibilità di movimento limitate e fissate proprio dalla delega e questa, così com’è stata fatta, evidenzia dei vincoli che fanno presagire solo un peggioramento della situazione e non certo la rottura di quei limiti che condizionano la carriera di un Sottufficiale. Probabilmente non si vuol capire che il termine Sottufficiale non è più scomponibile in sotto ufficiale ma è stato trasformato, nell’ottica di un Esercito professionale, in “non direttivo” che è cosa ben diversa. La presunzione di prendere in giro la così detta colonna vertebrale delle Forze Armate e denigrare le categorie che più stanno portando onore e gloria alle stesse (i Volontari ed i Sergenti) deve finire e questa è l’occasione giusta per dimostrarlo: “RITIRATE LA LEGGE DELEGA SUL RIORDINO”!

E’ un invito, una preghiera rivolta a chi, inconsapevolmente si sta rendendo complice di uno sporco complotto tra Vertici Militari in servizio ed ex Militari che ora si divertono a giocare a Risiko dai banchi di Montecitorio o scrivere fandonie su quotidiani spacciandosi per giornalisti. Durante questa legislatura il comparto Difesa è stato il più penalizzato ed ora è il più deluso.

Eravamo carichi di aspettative, ci ritroviamo delusi, mortificati ed umiliati.

Siamo certi che l’attuale Governo, alla vigilia della fine della legislatura, saprà ascoltare la parte sociale del personale, siamo certi che ancora c’è spazio affinché questo Governo non diventi il primo dal dopoguerra a sfrattare i militari, il primo del dopoguerra a non far rispettare le leggi dal Ministero della Difesa (cartolarizzazione), siamo certi che c’è ancora uno spiraglio nel quale rifugiarsi affinché questo provvedimento dissennato di riordino venga ritirato e discusso con la base.

Certo sarà impossibile dimenticare le dichiarazioni del Sottosegretario Bosi (27/12/05 “La Nazione”) quando, in merito agli sfratti dei militari commentava: “i nostri soldati sono i più pagati e se la famiglia avrà lo sfratto mentre il congiunto è impiegato in Iraq è solo più sfortunato”.

Caro Sottosegretario, queste parole suonano come macigni tra il personale che, ne sia certo, tuoneranno con echi infinti tra tutti i colleghi specie in Toscana.

E’ proprio vero, per costruire ci vuole dieci volte il tempo che occorre per distruggere!

In questo scorcio di legislatura, osservando anche da chi arrivano certi atteggiamenti, si sta avendo la sensazione che il tutto sia riconducibile ad un unico disegno: vecchio, passato,…..da prima Repubblica, quella dei Vecchi Democristiani e non certo dei nuovi moderati.

Siamo certi che l’anima sociale che ancora resiste in questo Governo saprà reagire e, con l’aiuto di tutti noi, possa prendere il sopravvento in un contesto che, tra delusione e rancore, sta definitivamente tradendo le aspettative dei militari.

Io, a malincuore, faccio ammenda dei tanti errori guardando con immensa preoccupazione quella spada di Damocle ferma lì, sulle teste di tutti noi, rappresentata da un possibile e terrificante futuro con un certo Minniti al posto di Martino. Proprio così, sarebbe catastrofico anche perché, senza alcun dubbio, si completerebbe la maledizione delle tre “M”: Mattarella, Martino, Minniti che alla fine sicuramente rappresenterà, gli anni più bui delle nostre Forze Armate.

Roma 22 gennaio ’06

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero

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