Finanziaria e COCER: critiche incomprensibili

Con l’approvazione della finanziaria abbiamo assistito ad una reazione dei COCER sotto certi aspetti incomprensibile.

Un attacco incondizionato al Governo, considerazione che lungi dall’essere vicino agli interessi della base, tendono a supportare un modo di gestire le Forze Armate che da sempre non condividiamo ed avversiamo. Esistono due modi per migliorare le condizioni del personale delle Forze Armate: aumentare gli stanziamenti oppure ottimizzare le risorse esistenti cambiando l’approccio ed il sistema gestionale. E’ ovvio che, in un momento di crisi internazionale, in un momento in cui il Paese (e non solo) ha la necessità di rispondere alle esigenze per non restare indietro (ma deve far fronte anche ad un maggiore impegno economico per partecipare ad un sistema integrato di difesa e pacificazione internazionale), bisogna individuare il sistema per capitalizzare al massimo le risorse e migliorare le condizioni del personale. In teoria questo compito spettava al COCER, ma cosa ha fatto questo organismo negli ultimi 3 anni e quindi per le ultime 3 finanziarie?

Assolutamente niente!

Oggi, all’indomani dell’approvazione, ma soprattutto, alla vigilia della rielezione della rappresentanza militare in cui, guarda caso, per la prima volta vi è la possibilità della rielezione, insieme a qualche finto “libero” giornalista si ergono a Savonarola della giustizia attaccando il Governo per una presunta diminuzione degli stanziamenti. Come sarebbe bello pensare ad una rappresentanza che punta il dito sui doppi incarichi dei Generali in pensione, oppure sulle spese della logistica, oppure sul recupero del 3% di tutti gli stanziamenti della Difesa “assorbiti” dagli alloggi che la stessa rappresentanza non fa vendere. Oppure perché non verificare la regolare applicazione del nuovo sistema di pagamento dei fogli di viaggio analizzando proprio le “lunghe percorrenze” dei delegati della stessa rappresentanza. Troppo semplice per voler fare dell’ottimo sindacato, troppo difficile per chi dovrebbe mettere in discussione la gerarchia che gli ha permesso di ottenere 4 anni di mandato con un reddito pari al collega che rischia la vita in Iraq. Smascheriamo i finti paladini, da anni pseudo servitori del Governo ora presunti Davide contro il “Golia” Governo.

Probabilmente le persone più leali, corrette e coerenti del COCER e dei COIR sono state sopraffatte da un sistema retto da ipocrisie, falsità e mezze bugie che per reggere hanno una sola alternativa: essere al servizio di questa o quella cordata dello Stato Maggiore. Anche il COCER, nel cui interno ci sono elementi che si sono autodefiniti referenti inamovibili di potenti politici di Governo, rientra nella ipocrita schiera di coloro che, per giustificare la loro inadeguatezza urlano sempre “Governo ladro” a prescindere se piove oppure no!

Questo mandato è stato il peggior mandato degli ultimi 15 anni e non perché il Governo non ha stanziato i fondi in finanziaria ma, molto più semplicemente, tra difendere e tutelare i colleghi oppure rimettersi al volere dei vertici per chiedere soldi senza chiedersi perché quelli che ci sono non si riesce a farli bastare, hanno scelto la prima, e senza dubbio la più semplice delle soluzioni: ripetere a mente la lezioncina imparata in qualche ufficio dello SME da qualche grande Ufficiale che svolge alla grande il suo ruolo. Ancora non riesce il COCER a chiedere conto agli stati maggiori del motivo per cui le Forze Armate italiane, sono le uniche tra le Forze Armate occidentali ad avere più Generali che Sergenti (categoria che avrebbe bisogno del massimo sostegno e della massima attenzione per le notevoli disparità di trattamento create dal D.Lgs. 196/1995), del perché le continue riforme proposte dai vertici al Governo, sono in funzione del numero dei Generali da sistemare e non delle esigenze da affrontare. Non c’è la forza, anzi la volontà, di chiedere quanti soldi spende la Difesa per pagare incarichi a Generali in pensione e richiamati a suon di milioni di vecchie lire in Forza Armata, nonostante le circolari lo vietino da oltre 9 anni. Nessun delegato ha mai provato a distribuire in busta paga i milioni di euro che si potrebbero risparmiare se lo Stato Maggiore della Difesa non avesse ostacolato la vendita del patrimonio abitativo ed iniziato un ciclo di facilitazioni all’acquisto casa per il personale in servizio?

No, troppo complicato, si dovrebbe restare a Roma ogni giorno, si dovrebbe lavorare troppo e non si potrebbe rientrare a casa nonostante il foglio di viaggio forfetario, meglio ripetere la cantilena del Generale, meglio urlare “Governo ladro” anche se non piove, salviamo la faccia, con i colleghi, il Generale è contento, torno a casa la sera, guadagno 100 euro al giorno e non rischio una pallottola.

Si, decisamente meglio!

D’altronde, se qualcuno poi “osservando” si accorge di quel che combino, c’è sempre un Colonnello che, da finto giornalista, mi spalleggia e farà il possibile affinché, tra qualche mese, potrò tornare a Roma, gridare “Governo Ladro”, fare il ruffiano con il politico di turno ed inginocchiarmi, a testa china, sul ventre del Generale di turno.

Nonostante tutto, cari delegati: Buon Natale,…….ah, dimenticavo, se eliminate le spese che abbiamo detto, e dedicate il 50% ai militari con grado inferiore a quello di Maggiore, potremmo raddoppiare lo stipendio.

Non lamentatevi, già per il fatto che vi permette di star lì, questo Governo, ha già fatto tanto!

Roma 19 dicembre 05

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero

Se ti è piaciuto condividilo!

Lascia un commento

5 × 1 =