GLI ALLEVATORI CHE LAVORANO E VIVONO NELLE VICINANZE DEL POLIGONO INTERFORZE DEL SALTO DI QUIRRA HA VISTO IL PROPRIO CORPO ATTACCATO DA LEUCEMIA E LINFOMI NEGLI ULTIMI DIECI ANNI.

È stata Antonietta Gatti, professoressa al Policlinico universitario di Modena e consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito a scoprire, tramite sofisticate analisi, la presenza di nanoparticelle nei tessuti di alcuni degli animali nati deformi. La presenza di queste sostanze è stata riscontrata anche nei tessuti dei militari che si sono ammalati di tumore nei Balcani.

Il problema non è tanto smantellare le basi militari, quanto piuttosto smettere di usare certe armi. Se si conoscono le vittime civili di queste sperimentazioni, infatti, poco si sa sul numero dei militari che si sono ammalati di leucemia e di tutte le malattie dovute alla presenza di uranio impoverito nelle armi testate nella base. È vero, come dicono i membri del Pd, che la Sardegna paga un grosso tributo all’Italia. «Non è accettabile che ancora oggi, a 20 anni dalla caduta del muro di Berlino – afferma in una nota congiunta il partito democratico – il 60% delle servitù militari e l’80% delle bombe esplose ricadano sul territorio della Sardegna». Ma questa che si trova ad affrontare il Sarrabus è anche un’occasione unica di analisi di un sistema militare statale che deve rivedere se stesso. È assurdo, infatti, che si muoia di una guerra silenziosa a casa propria e sotto i colpi del fuoco amico.

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