LA CORTE DEI CONTI ACCERTA L’EVENTUALE NEGLIGENZA NELL’ESAME DELLE CARTE CHE INGENERA CONSEGUENTI ESBORSI A CARICO DELL’ERARIO PER ONERI PROCESSUALI E MAGGIORI SOMME PER INTERESSI.

I giudici del Tar Toscana contro il ministero della Difesa. Una presa di posizione precisa da parte dei magistrati fiorentini che hanno trasmesso gli atti dell’ennesimo “fascicolo” sul riconoscimento dei danni da uranio impoverito, alla Corte dei Conti presso la  Procura regionale toscana, per verificare l’eventuale “negligenza nell’esame delle carte che “ingenera – si legge nella sentenza – conseguenti esborsi a carico del’erario per oneri processuali  e maggiori somme per interessi”.

La causa in questione riguarda un militare napoletano. G.F. era stato in missione in Iraq, Somalia, Bosnia ed Albania, impegnato in diverse operazioni di pace.

Contro la decisione del ministero di non riconoscergli la causa di servizio, attraverso il legale dell’Osservatorio militare, l’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la Toscana e ha vinto. Ma non solo. Leggendo le carte si leggono anche “velate” accuse alla Commissione di valutazione relativamente ad operazioni di copia e incolla di atti e documenti per far valere la linea del ministero: il mancato riconoscimento del nesso di casualità tra le missione all’estero e le malattie tumorali causate dall’uranio impoverito.

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