La decisione sullo status del militare, precedente al nuovo inserimento nei ruoli civili, spetta all’amministrazione militare

La decisione sullo status del militare, precedente al nuovo inserimento nei ruoli civili, spetta all’amministrazione militare

Il rifiuto per il passaggio di un dipendente militare del Corpo della Guardia di finanza a quello civile del Ministero delle finanze, per inidoneità al servizio militare accertata dalla commissione ospedaliera, sarebbe giustificato da una asserita pendenza di un giudizio penale.
Tuttavia deve ritenersi fondata e assorbente la doglianza di violazione dell’art. 1, comma 5, L. n. 266 del 1999 che vincola ogni determinazione in ordine al transito nel ruolo del personale civile del ministero citato alla valutazione dell’unico presupposto dell’inidoneità al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti da causa di servizio.
Il presupposto per applicare la norma è, perciò, quello che sussista un rapporto in atto con l’amministrazione militare nonché il previo accertamento di carattere tecnico discrezionale della commissione chiamata a valutare l’idoneità fisica o psichica dell’interessato.
Dalla lettera della legge si evince (“il personale non idoneo al servizio militare transita nelle qualifiche funzionali”) che il Ministero al quale viene richiesto il transito da parte del militare non possiede discrezionalità nella valutazione dell’istanza ove ricorrano i presupposti di legge.
Ogni decisione sullo status del militare precedente al nuovo inserimento nei ruoli civili, è di esclusiva pertinenza dell’amministrazione della Guardia di finanza (così Tar Lazio, sez. II, 8 novembre 2006, n. 12139).

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