Legge 4 marzo 2009 n° 15

Anche in risposta ad una pressate richiesta sociale di sviluppare meccanismi meritocratici nella p.a. e strumenti di
reazione alla scarsa qualità dei servizi, la legge 15/2009 (c.d. legge Brunetta) ha attribuito una ampia delega al governo
per riformare, anche mediante modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, vari aspetti della disciplina del
rapporto di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, con particolare attenzione all’implementazione dei
sistemi interni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture amministrative.
Attorno a tali obiettivi generali il legislatore ha aggregato indicazioni per intervenire prioritariamente su una serie di
fronti: 1) garantire la trasparenza dell’organizzazione del lavoro nelle p.a. e l’ottimizzazione della produttività del
lavoro pubblico; 2) avviare nuove linee di riforma della dirigenza pubblica (ridefinizione dei criteri di conferimento,
mutamento o revoca degli incarichi dirigenziali, revisione della disciplina delle incompatibilità e della mobilità,
previsione che l’accesso alla prima fascia dirigenziale di procedure selettive pubbliche concorsuali, ecc.); 3)
razionalizzare l’assetto della contrattazione collettiva (anche attraverso la riduzione del numero dei comparti e delle aree
di contrattazione e il rafforzamento dell’ARAN); 4) introdurre una sorta di class action nel settore pubblico (ma solo per
il ripristino del servizio e degli standard di qualità); 5) disporre nuove regole che ridiano efficacia alla responsabilità
disciplinare (prosecuzione del procedimento disciplinare anche in pendenza del procedimento penale, definizione delle
ipotesi di licenziamento disciplinare; procedure e modalità per il collocamento a disposizione ed il licenziamento del
personale che abbia arrecato grave danno al normale funzionamento degli uffici per inefficienza o incompetenza
professionale, ecc.); 6) introdurre strumenti che assicurino una più efficace organizzazione delle procedure concorsuali
su base territoriale (con nuovo rilevo nei bandi, laddove possibile, del luogo di residenza dei concorrenti).

Legge 4 marzo 2009 n° 15

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