“….L’OSSERVATORIO OPERA IN PERFETTA TRASPARENZA….”

Questi ed altri inconfutabili valutazioni positive nei confronti dell’Osservatorio e dei suoi responsabili nel decreto n° 1868/03 R.G.N.R. e n° 704/04 R. G.I.P. del Tribunale Militare di Napoli del 07 febbraio 2005 che troverete pubblicata sul sito www.osservatoriomilitare.it.

Il responsabile del comparto difesa dell’Osservatorio, fu chiamato alla difesa di un collega della Brigata “Garibaldi” nell’ambito di un procedimento disciplinare.

Il C.te e responsabile del procedimento, a seguito di eventi a latere del procedimento e di irregolarità dello stesso evidenziate dal difensore, produsse denuncia alla Magistratura Militare evidenziato presunti reati da ascrivere non solo al difensore ma anche ad alcuni militari che avevano “osato” rivolgersi all’Osservatorio per difendere i propri diritti.

Non voglio dilungarmi sui fatti che potete conoscere leggendo la sentenza pubblicata integralmente sul sito ma ritengo utile evidenziare i principi contenuti nella stessa che, oltre a segnare una svolta nel diritto militare ci danno la possibilità di iniziare un discorso serio e coerente con l’Amministrazione che, guarda caso, se si tratta di attaccare un sottoposto e difendere il ruolo del Capo è presente ed attenta ma scompare in modo preoccupante quando vengono rilevati ed evidenziati in modo inequivocabile atteggiamenti e comportamenti di Ufficiali che in effetti non possiedono le caratteristiche previste per garantire il perfetto funzionamento della struttura.

E’ normale che, anche di questa mancanza, dovrà farsi carico la Magistratura unico baluardo, insieme all’opinione pubblica e l’Osservatorio a difesa dei militari.

La Rappresentanza, neanche a dirlo, totalmente assente oppure presa da “interessanti” missioni all’estero e/o edulcorati comunicati ai Capi di Stato Maggiore di turno che poco di buono lasciano agli onori della cronaca.

Non importa, abbiamo il dovere di andare avanti e capitalizzare al massimo quanto dice la Magistratura, sperare che la grande parte sana degli Stati Maggiori, prendano il sopravvento ed accompagnino in modo equo la profonda trasformazione che vivono le nostre Forze Armate.

Tornando in modo specifico alla sentenza, dopo il diritto a proclamare l’astensione dal rancio da parte di un Rappresentante del COCER (Tribunale Militare di Torino), ora vi è il riconoscimento del diritto alla critica aspra ed il rispetto del difensore nel procedimento disciplinare.

Ovviamente i precedenti che vedono coinvolti il Comandante in questione, un po’ sminuiscono l’importanza della sentenza (non è nuovo a “sparate” senza criterio), ma devono far riflettere l’Amministrazione sia sui criteri d’avanzamento adottati per gli Ufficiali, sia per il notevole valore della classe dei Sottufficiali molto spesso sottovalutata in virtù di grado acquisito e non di valore effettivo.

Questa volta non voglio dilungarmi molto perché reputo importantissimo il contenuto della sentenza che spero visionate subito, il commento giuridico dell’importanza e della portata della sentenza ritengo opportuno debba essere fatto dal Legale dell’Osservatorio che ha ottenuto la sentenza.

A presto per una importante comunicazione in merito al caso uranio, alle ulteriori sentenze sui pensionamenti e ad aperture di inchieste “penali” di Procure ordinarie in merito al caso uranio impoverito.

Roma 16 luglio ’05

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