MINISTERO DIFESA: INADEMPIENTE A SENTENZE INTERVENGA LA CORTE DEI CONTI

Sarebbero centinaia di migliaia di euro i maggiori costi a cui il Ministero della Difesa viene condannato per inadempienza alle sentenze passate in giudicato oppure eseguite dagli interessati. Ovviamente è sempre la collettività a dover farsi carico di queste spese evitabili se solo i dirigenti oppure, nella maggior parte dei casi, i Generali si attenessero al loro dovere. E’ il caso delle sentenze di condanna per uranio impoverito che piovono come macigni sull’amministrazione della difesa ed evidenziano, oltre alle responsabilità dirette per militari morti e malati, anche l’inefficienza ed in certi casi l’arroganza con cui l’Amministrazione si pone davanti a decisioni del potere giudiziario. Si ha la sensazione di una guerra tra poteri dello Stato le cui spese vengono  sostenute dai cittadini e dai poveretti che in alcuni casi hanno dato la vita per la Patria. Ovviamente neanche i Generali possono esimersi dal rispettare la legge, il punto è capire fino a dove riescono a comprendere perchè un Generale che riveste una tra le più alte cariche di responsabilità, alla domanda di fornire il nome e cognome del responsabile amministrativo ha risposto con incomprensibile superficialità e arroganza (speriamo) che “il responsabile del procedimento è l’Amministrazione che deve pagare” facendo emergere una preoccupante ignoranza. Unica ed ultima speranza è un esposto alla Corte dei Conti al fine di quantificare i danni causati da questi vertici e sperare che le conseguenze di tali atti non ricadano sui cittadini ma sui diretti interessati che, in alcuni casi, percepiscono stipendi faraonici solo per firme “d’ordine”. Una richiesta d’incontro è stata trasmessa al Ministro Pinotti al fine di illustrare i contenuti dell’esposto da presentare alla Corte dei Conti e le risposte a dir poco fantasiose che arrivano dai vertici della Difesa in merito ad inosservanza di sentenze, attuazione di regolamenti, decisioni in merito ad aspetti di carattere sociale che poco hanno a che vedere con lo status di militare. L’augurio è che la sensibilità del Ministro e la voglia di cambiamento dimostrata da questo Governo, prendano il sopravvento e riescano a ricondurre in uno stato di “controllo” anche il Ministero della Difesa da sempre scevro da ogni direttiva del Governo di turno.

ROMA 15 luglio 2015
OSSERVATORIO MILITARE
DOMENICO LEGGIERO

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