MISSIONE IN BOSNIA-ERZEGOVINA E NEL KOSOVO

  • Audizione del comandante del Contingente italiano della missione EUFOR-Althea in Bosnia-Erzegovina, colonnello Francesco Diella (Presso la caserma Tito Barracks di Sarajevo)
  • Audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul grado di radiazione da uranio impoverito e sulle relative conseguenze per la salute dei cittadini della Bosnia-Erzegovina (Presso la sede della Camera dei Rappresentanti della Bosnia-Erzegovina)
  • Audizione di rappresentanti del Centro clinico dell’Universita` di Sarajevo e dell’Ospedale di Bratunac (Presso la sede della Camera dei Rappresentanti della Bosnia-Erzegovina)

 

ÐURKOVIC´. Desidero innanzi tutto porgere il saluto della Commissione ai membri della Commissione parlamentare italiana, a Sua Eccellenza l’ambasciatore italiano Alesandro Fallavollita, a tutti i membri della delegazione italiana che oggi sono nostri ospiti. Sono Jelina Nurkovic´, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul grado di radiazione da uranio impoverito e sulle relative conseguenze per la salute dei cittadini della Bosnia-Erzegovina. Devo comunicare con grande rimpianto, nel presentare i membri della Commissione, che il mio primo vice presidente, il dottor Abdulah Nakasˆ, e` venuto a mancare e, anche se e` prevista per domani la commemorazione, vi chiederei di osservare un minuto di silenzio per il nostro collega e amico, che e` stato uno dei grandi protagonisti della nostra Commissione e ha dato un enorme sostegno al nostro lavoro. (Tutti i presenti si levano in piedi. Viene osservato un minuto di silenzio) ÐURKOVIC´. Sono qui presenti il secondo vice presidente della Commissione, dottor Ivo Lozancˇic´, il dottor Vinko Zoric´, la dottoressa Ljiljana Milicˇevic´, il dottor Mehmed Suljkanovic´ e il segretario della Commissione, dottor Zijad Hasic´. Assistono inoltre a questo incontro la dottoressa Slavica Jovanovic´ dell’Ospedale di Bratunac e i medici del Centro clinico dell’Universita` di Sarajevo: la dottoressa Nurija Bilalovic´, la dottoressa Nermina Obralic´, e la dottoressa Jasmina Berbic´-Fazlagic´. Il rapporto della nostra Commissione, che opera dal febbraio di quest’anno, e` stato completato. Il nostro compito era quello di identificare le zone in Bosnia-Erzegovina in cui le munizioni con l’uranio impoverito erano state usate e, se possibile, di stabilire il grado di pericolo presente in quelle aree e le conseguenze per la salute dei cittadini, in particolar modo i bambini, e naturalmente anche per la salute degli animali, per le piante e per le altre risorse naturali. Il nostro compito era, inoltre, di stabilire le misure che le istituzioni competenti della Bosnia-Erzegovina o le istituzioni internazionali dovevano prendere per sistemare la situazione in quest’area. Nel corso del nostro lavoro abbiamo avuto diversi incontri e due dibattiti pubblici. Nel primo erano presenti i rappresentanti delle istituzioni statali che dovrebbero lavorare sulla situazione e sulle conseguenze (il Ministero della difesa, tutte e due le Entita`, il Ministero della salute, l’Istituto per la protezione della salute e diversi Istituti scientifici che comunque si occupano della salute, i Centri di protezione civile) e abbiamo chiesto loro i rapporti sul loro lavoro in questo campo. Nel secondo dibattito pubblico sono intervenuti gli esperti di medicina, fisica ed altre scienze simili; anche a loro abbiamo chiesto di spiegarci quali sono le conseguenze delle emissioni dell’uranio impoverito sulla salute delle persone, degli animali e sull’ambiente in generale. I risultati sono stati i seguenti. Abbiamo cominciato a seguire la problematica dell’uranio impoverito molto tardi, almeno per quanto riguarda le istituzioni dello Stato, e pensiamo che non eravamo preparati ad affrontare le conseguenze dell’uso di questo tipo di munizioni. La popolazione delle aree colpite non sapeva nulla di quel tipo di munizioni: le persone andavano a vedere le conseguenze dei bombardamenti proprio la` dove le granate avevano colpito, senza protezione alcuna, e sembra che la popolazione che era piu` vicina ai luoghi bombardati abbia ricevuto una certa dose di radiazioni e che questa potrebbe essere la causa della morte di un certo numero di persone. Sto parlando in questo momento della zona di Hadzici. Pero` la medicina di quel momento e le istituzioni competenti non hanno seguito gli effetti del bombardamento e cosı` oggi e` molto piu` difficile trovare una connessione diretta tra la mortalita` e le radiazioni. Solo nel 2002 abbiamo ricevuto dalle Nazioni Unite il programma per la protezione dell’ambiente e solo allora abbiamo saputo quante aree in Bosnia-Erzegovina sono state colpite da questo tipo di munizioni. Non tutte le aree sono state decontaminate perche´ purtroppo non ci sono i mezzi; non ci sono nemmeno i mezzi tecnici per poter riparare tutti i danni. Purtroppo siamo un Paese povero e questo e` un lavoro con costi molto alti.  Anche i nostri ospedali sono poveri e non dispongono della tecnologia sufficiente per scoprire il cancro allo stadio precoce e proteggere cosı` la salute delle persone. Abbiamo un problema, ma abbiamo fatto poco per risolverlo. Purtroppo non ci sono state tante ricerche che colleghino l’uso dell’uranio impoverito e le conseguenze sulla salute delle persone, pero` abbiamo due rapporti, uno della dottoressa Slavica Jovanovic´, primario dell’ospedale di Bratunac, che e` stato pubblicato, con il titolo «Mortalita` dei rifugiati dal comune di Hadzici e dagli altri comuni della regione di Sarajevo nel periodo 1996-2000», e l’altro dell’istituto di ingegneria genetica di Sarajevo. Un gruppo di esperti della dottoressa Slavica Ibrulj ha detto che c’e` un collegamento tra le radiazioni e i cambiamenti nei cromosomi. In base a questi rapporti non possiamo dire che c’e` un collegamento. La ricerca e` ancora carente e si deve lavorare di piu` per disporre di un numero maggiore di dati che ci possano dare indizi sul collegamento diretto tra radiazioni e salute dei cittadini. La nostra proposta all’Assemblea era di creare un’Agenzia per la sicurezza nucleare. Abbiamo anche indicato il lavoro che questa entita` dovrebbe svolgere e proposto un set di normative sul settore della protezione dalle radiazioni. Quest’agenzia deve sapere come «pulire la casa», chi degli esperti deve ingaggiare, chi degli esperti deve lavorare su questo problema e come risolverlo. Sono molto contenta che la Commissione italiana sia oggi qui. Venite da un Paese che ha piu` risorse a disposizione per le ricerche. Vorrei conoscere i risultati del vostro lavoro e, se possibile, avere anche delle nuove informazioni dal punto di vista scientifico e dal punto di vista delle conseguenze. Do ora la parola ai membri della Commissione che desiderino intervenire. MILICˇ EVIC´. Signor Presidente, signori senatori, vorrei salutarvi a nome dell’Assemblea parlamentare di cui faccio parte. E` veramente un piacere avervi qui, anche se sono triste a causa del motivo per cui ci riuniamo oggi. Sono colpevole perche´ questa Commissione e` stata creata in BosniaErzegovina. Vorrei congratularmi con voi perche` l’avete istituita prima di noi. Il Consiglio d’Europa a Strasburgo ha saputo dell’esistenza della vostra Commissione. Uno dei motivi per cui volevamo incontrarvi e` scambiare informazioni. Voi in Italia avete le conseguenze, mentre noi abbiamo sia la causa sia le conseguenze. Non sono un’esperta di medicina, ma giro molto in una zona che, fino a poco tempo fa, era considerata sana. Sto parlando dell’Erzegovina. Non sono in grado di identificare quello che c’e` nell’aria o sul terreno, ma personalmente ho trovato tantissimi bambini sotto l’eta` di cinque anni malati di leucemia, bambini che vivono in campagna, all’aperto, che mangiano «le cose sane della natura». L’unica cosa che collega questi bambini e` l’aver giocato fuori, all’aperto e non negli asili nido, dieci anni dopo la guerra. Mentre contavamo i morti, mentre raccoglie- Senato della Repubblica XIV Legislatura – 34 – Commissione parlamentare d’inchiesta 1º Resoconto Sten. (28 novembre 2005) vamo quello che era rimasto dei proiettili, e` successo che abbiamo tanti ammalati che non possono essere considerati colpevoli e della cui malattia non conosciamo neanche la causa. Come la Presidente ha gia` detto, siamo impegnati a fondo per cercare di sanare quel che si puo` sanare, di proporre all’Assemblea di interrompere questa catena. Purtroppo non abbiamo seguito questo problema. Forse uno dei rapporti interessanti e` quello dell’Assemblea della Republika Srpska di quattro anni fa. Il problema e` che gli ospedali e gli ambulatori in Bosnia non sono stati organizzati. Se questi dati fossero ben organizzati, temo che le conseguenze risulterebbero molto piu` catastrofiche. FALLAVOLLITA. Prima di entrare nel vivo dell’incontro, se il Presidente Franco me lo consente, vorrei ringraziare la presidente Ðurkovic´ per aver dato una risposta positiva e cosı` costruttiva alla nostra richiesta di incontro. Vorrei anche esprimere le nostre piu` sentite condoglianze per la scomparsa del dottor Abdulah Nakasˆ, membro di questa Commissione e uno dei chirurghi piu` coraggiosi durante e dopo la guerra nella difesa della popolazione di Sarajevo. Terrei inoltre a sottolineare che questo incontro si iscrive nel quadro di eccellenti relazioni tra le istituzioni parlamentari dei nostri due Paesi. Ci sono stati numerosi scambi di visite. Recentemente una delegazione di funzionari del Parlamento bosniaco si e` recata presso il Parlamento italiano. Un ulteriore segnale dell’amicizia tra le due istituzioni credo sia anche il fatto che i parlamentari della Bosnia abbiamo votato a favore dell’elezione del presidente della Camera, onorevole Casini, come Presidente dell’Unione interparlamentare. Anche se l’oggetto delle indagini delle rispettive Commissioni e` diverso, nel senso che da parte italiana si indaga sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito i militari italiani, mentre da parte bosniaca sulle conseguenze dell’uso dell’uranio impoverito sulla popolazione, credo che la materia sia la stessa, importante e delicata.

resoconto stenografico

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