OSSERVATORIO
DIRITTI-TUTELA FF.AA. FF.PP. E CIVILI
DIREZIONE NAZIONALE
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COMUNICATO STAMPA

MISSIONI INTERNAZIONALI NULLA E' CAMBIATO!
ANCORA TROPPOSECCA L'ARIA NEL MONDO DIFESA.

Ancora una volta, in Parlamento, quando si parla di questioni militari, molti Deputati ribadiscono le denunce dell'Osservatorio. Purtroppo, ancora una volta, l'analisi corretta del mondo militare arriva dall'Opposizione, a questo punto non importa di quale colore politico. Gli argomenti e le analisi esposte ieri alla Camera durante la discussione del DDL 3564-A, per l'invio dei nostri militari sui teatri internazionali, si sovrappongono in modo perfetto, agli argomenti e le analisi fatte negli ultimi cinque anni. Nulla è cambiato ed i nostri ragazzi, ancora una volta, sono costretti ad arrangiarsi e stipulare polizze vita per garantire un minimo di certezza nel futuro per le famiglie che restano in Italia. Senza conoscere i reali risvolti del codice militare di guerra, senza valutare la provenienza e la legittimità delle regole d'ingaggio, ci si avventura in un nuovo teatro operativo in cui la professionalità ed il senso di responsabilità di ogni militare dovranno tamponare le numerose lacune di una missione ad altissimo rischio. Il tutto lasciando depositi di munizioni ed obiettivi sensibili, alla vigilanza privata completando così un teorema che solo in Italia, con l'annosa ignoranza in fatto di difesa, si poteva verificare: la difesa paga per difendersi! Persistono le decurtazioni delle indennità di missione che, tanto per cambiare, sono tanto maggiori quanto minore è il rischio della missione. In Afganistan (altissimo rischio) 2.100 €, Malta (rischio nullo) 5.000€, un assurdo umiliante per il personale. Oggi vogliamo conoscere la ratio di queste scelte ed additare all'opinione pubblica i responsabili. Da anni l'Osservatorio evidenzia queste contraddizioni, da anni l'opposizione le ripete in Parlamento, ritenendo in questo modo di aver adempiuto al proprio dovere rappresentativo, senza tuttavia preoccuparsi dell'assoluta mancanza di risposte. Occorre che l'intero arco parlamentare, dopo aver preso coscienza del proprio ruolo, si renda conto che per essere rappresentativi e quindi adempiere al proprio mandato, bisogna adottare un unico linguaggio, dando maggiore attenzione alle analisi che provengono direttamente da organizzazioni di settore scevre da interessi, libere dai gangli dei sistemi e dalle logiche del potere.
Roma 18 febbraio 2003.

                                                                                           OSSERVATORIO FF.AA.
                                                                                                 Domenico LEGGIERO
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