OSSERVATORIO
DIRITTI-TUTELA FF.AA. FF.PP. E CIVILI
DIREZIONE NAZIONALE
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C.A.P. 00136 Roma
www.osservatoriomilitare.it


COMUNICAZIONI DI SERVIZIO

  • L'Osservatorio non organizza ricorsi collettivi, offre tutela personale e gli interessati possono inviare direttamente una mail all'indirizzo che trovano sul sito www.osservatoriomilitari.it .
  • L'Osservatorio precisa che mai ha dato incarico a chicchessia di avanzare, pubblicizzare ed organizzare riunioni allo scopo di promuovere azioni legali di carattere collettivo.
  • Le penalizzazioni indebitamente applicate al personale in pensione da '92, l'accesso alla pensione per coloro che nel '97 avevano maturato il diritto, il riconoscimento della legge 100 al rientro delle missioni internazionali, la maggiorazione delle indennità, gli arruolamenti a seguito di alcune tipologie di non idoneità a visita, la nuova possibile interpretazione della legge 104 ed altro, sono frutto di giurisprudenza acquisita dal legale dell'Osservatorio a seguito degli elementi forniti dai gruppi di lavoro operanti su ogni singolo argomento e dei sostenitori dell'Osservatorio che hanno creduto nell'operato del Centro Studi, pertanto, l'Osservatorio non risponde delle numerose segnalazioni pervenute in merito ad azioni di carattere collettivo che, su questi temi, si stanno sviluppando sul territorio.



COMUNICAZIONI SETTIMANALI

ARTICOLI: 5, 10,76, 80 e 86 ADDIO, MILITARI VIA IL BAVAGLIO!
Era impossibile non iniziare con questa novità che, a mio parere, rappresenta un passaggio storico del mondo militare alla vigilia di un nuovo teatro operativo.
La scomparsa degli articoli 5, 10, 76, 80 ed 86 dal Codice Militare di Guerra (alcuni articoli applicati anche in Patria in alcuni contesti operativi) significa, per i militari, ottenere quella libertà di parola che, in momenti storici come quello che stiamo vivendo, potrebbe rappresentare uno strumento di tutela di primaria importanza.
Non solo!
Con la definitiva scomparsa del reato d'opinione, questa condizione ci consentirà di valutare con molta più obiettività il comportamento stesso anche della Rappresentanza che, ritengo, con queste condizioni, ha l'opportunità di esprimersi anche sotto gli aspetti che potevano essere limitati dalla competenza riconosciuta alla rappresentanza stessa dalla 382/78.
Ritengo ora che si possa chiedere del perché, a distanza di un anno dal contratto firmato dall'ottavo mandato ancora non viene totalmente applicato, perché il famigerato trascinamento del pronto intervento, interpretato alla perfezione da Carabinieri, Polizia ed altri, resta bloccato solo per una richiesta di “chiarimenti” fatta dal COCER che, ancora oggi non trova risposta, altre ed altre ancora le domande che potrebbero farsi, ma, ne sono certo, tantissime saranno fatte direttamente dal COCER visto che, oramai, può anche parlare!
L'Osservatorio, intanto, sta valutando se esporre alla Corte dei Conti la possibilità di peculato da parte dell'Amministrazione sulla mancata alienazione degli immobili.
Nonostante la necessità di fondi per finanziare le missioni estere, retribuire i colleghi in Afghanistan (almeno come vengono retribuiti in Libano, Malta ecc.) , ancora non si procede all'alienazione degli alloggi vetusti della Difesa.
L'approvazione del 3564-A (proroga delle missioni internazionali), seppure rappresenta un piccolo passo avanti nelle retribuzioni (restituisce 300 € mensili agli alpini) si basa ancora su vecchi principi che, se non erro, avrebbero dovuto essere cambiati in fatto di interventi internazionali.
La politica dei militari nei teatri operativi è politica estera e, come tale, deve essere pianificata, finanziata e resa stabile nei programmi politici di un Governo.
Il comunicato stampa dell'Osservatorio, in visione sul sito www.osservatoriomilitare.it di qualche giorno fa che tanto ha fatto parlare i media, è ovviamente basato su dati di fatto e, le polizze assicurative, sottoscritte dai militari in partenza per l'Afghanistan, saranno pubblicate a breve sul sito (per evitare che chiunque possa dire “non mi risulta”). Tutelare la pace internazionale è dovere di un Paese Civile, come lo è garantire famiglie ed operatori di pace che, senza ripensamenti, si avviano ad un destino ricco di ombre, povero di speranze.
Un saluto ed un “in bocca al lupo ragazzi” ai colleghi che stanno partendo ed ai parà che si preparano a partire entro maggio, sappiate che l'Osservatorio “osserverà” ogni evento e sarà il principale canale di collegamento tra Voi e l'unica garanzia che abbiamo: l'opinione pubblica!
L'incremento delle adesioni registrato negli ultimi giorni e gli oltre 20.000 contatti sul server del sito, ci danno la forza e lo spirito per continuare ad insistere per raggiungere l'obiettivo di Forze Armate Professionali che, da come si sta capendo, è affidato in larga parte a noi stessi ed a tutte le strutture interne ed esterne all'Amministrazione (anche quelle Associative).
Se è vero che la grande maggioranza dell'aspetto economico destinato alla difesa va sempre nelle solite tasche, è anche vero che, a questo punto, solo restando uniti si possono ottenere risultati e l'altissima professionalità della base e dei vertici potrà sicuramente colmare l'indifferenza istituzionale patita dal settore.
In questo contesto, nessuno si sta ponendo il problema che i militari, nella battaglia tra “Guerra e Pace” sono direttamente ed inconsciamente collocati e definiti guerrafondai. Sappiamo che non è così e qualcuno, prima o poi, dovrà sentirsi in dovere di precisare questo concetto.
I militari, in quanto tali, sono preposti al mantenimento della pace, di quella pace che altri urlano a suon di molotov oppure bloccando convogli ferroviari.
Ma su questo argomento ritorneremo la prossima settimana, è opportuno ora ricapitolare alcuni punti di programma dell'Osservatorio per i prossimi giorni:
  1. punto di situazione sulle penalizzazioni illegittimamente applicate ai colleghi in pensione dal '92;
  2. mancata collocazione in congedo per il personale delle FF.AA e delle FF.PP. che ne avevano i requisiti nel '97;
  3. mancata applicazione del contratto (i fondi ci sono) e per alcune voci contrattuali, i criteri d'attuazione sono stati già individuati dai Comandi Generali di Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia;
  4. assunzione di tutta la documentazione prodotta in fase d'attuazione contrattuale interpretata dall'attuale Rappresentanza;
  5. fino ad oggi, nonostante che, anche sulla stampa siano comparsi articoli che puntavano il dito sul vecchio mandato in fatto di principi contrattuali, non è pervenuta alcuna richiesta di convocazione per chiedere ed avere chiarimenti diretti sul contratto precedentemente avallato (questo aspetto desta molte preoccupazione sulla buona fede di alcune affermazioni a mezzo stampa);
  6. mancata attuazione di una legge dello Stato 410 del 23/11/01 da parte della Difesa con relativo esposto alla Corte dei Conti per supposto peculato;
  7. Istituto Chimico Farmaceutico di Firenze che, sulla carta, dovrebbe rappresentare un punto di forza per la produzione e la fabbricazione di medicinali e prodotti indispensabili per le Forze in Patria e dislocate all'estero;
  8. verificare le risorse fino ad ora devolute all'Agenzia Industria Difesa e quante di queste hanno prodotto gli effetti sperati.
La prossima settimana, invece, rappresenterà un passaggio importante per il caso dei reduci dai Balcani i cui famigliari, con il coordinamento dell'Osservatorio stanno valutando la possibilità di alcune azioni tese a sensibilizzare i massimi organi istituzionali preposti.

Roma 23 febbraio 03

                                                                                         OSSERVATORIO FF.AA.
                                                                                            Domenico LEGGIERO