OSSERVATORIO MILITARE
FF.AA., FF.PP. e CIVILI
Via Ripa Mammea 8
00136 ROMA
www.osservatoriomilitare.it
tel. 064061731 fax. 0640802267

 

COMUNICAZIONI

 

Ci eravamo lasciati prima di Pasqua con l’impegno di parlare solo della vendita degli alloggi e così faremo anche se, il nuovo decreto con i nuovi alloggi saranno pubblicati a breve.

Mi preme ricordarvi che sulla prima pagina del sito www.osservatoriomilitare.it sono state pubblicate delle sentenze ottenute dal legale dell’Osservatorio Avv. Tartaglia che faranno molto discutere e che affronteremo nelle prossime comunicazioni perché saranno oggetto di analisi giornalistiche nei prossimi giorni.

Approfitto anche per diffidare coloro che utilizzano le sentenza così come pubblicate ed organizzano ricorsi senza la preparazione dovuta che, immancabilmente, terminano con l’insuccesso e lo sperpero di danaro.

Permettetemi una piccola precisazione in merito alla patetica polemica esplosa sul biglietto gratis anche per i militari nel Lazio: era il 2003 quando con una lettera del Presidente dell’Osservatorio, s’interessava il Presidente della Regione Lazio per estendere il beneficio già riconosciuto alle FFOO anche per i militari.

Dopo circa quindici giorni il Governatore rispose all’Osservatorio evidenziando le problematiche connesse (anche di carattere economico) che il provvedimento avrebbe causato.

L’impegno di spesa era tale da inserirlo in bilancio di previsione e, se non fosse stato possibile per il 2004 (attuazione 2005), nell’anno in corso (a prescindere da chi andrà a governare il Lazio) in bilancio di previsione risulta finanziato il provvedimento che sarà adottato nel 2006.

Non rispondiamo di altre affermazioni o voci fatte circolare da chi, non conoscendo a fondo il problema, ha voluto cavalcare la cosa a fini personali millantando grandi conoscenze politiche.

Torniamo agli alloggi:

· patrimonio attuale: 18765 circa;

· esigenza attuale: 40.000 circa;

· alloggi occupati sine titulo: 28% circa;

· alloggi liberi per non conveniente ripristino: 280 circa;

· utile per la Difesa derivante dagli affitti: -15% degli utili;

· personale in servizio che non ha mai potuto usufruire di un alloggio di servizio 71% circa.

E’ una situazione paradossale, non tanto per le incongruenza dei numeri ma sul fatto che gli alloggi tengono impegnato il 3% del personale in servizio che all’attività di militare si sostituisce l’attività di immobiliarista, recupero e restauro.

Una Forza Armata che si rispetti deve essere in condizione di garantire l’alloggio ove necessario a tutto il personale, su tutto il territorio nazionale e deve essere in condizione di spostare il personale in base alle esigenze di Forza Armata con una gestione snella e flessibile degli alloggi.

Per far questo la Difesa non può e non deve avere in carico nessun tipo di alloggio (eccetto quelli destinati a C.di esteri che insistono sul territorio nazionale).

La garanzia dell’alloggio deve essere ricercata in collaborazione con gli enti locali (che ricevono grossi vantaggi con gli insediamenti militari) e, ove possibile con agevolazioni ed incentivi alla costruzione.

Attualmente la polemica che prevale tra i militari si può sintetizzare in due semplicistiche affermazioni:

1. Non è giusto che alcuni acquistano perché tanti altri neanche hanno avuto la possibilità di avere l’alloggio di servizio.

2. si danno dei vantaggi ha chi non solo ha usufruito di un beneficio per un lungo periodo, ma non ha mai lasciato l’alloggio e magari è in pensione da Generale con tutto ciò che comporta.

I superficiali oppure i falsi idealisti non vogliono capire che nella drammatica veridicità di queste affermazioni vi è la prova della incapacità da parte dell’Amministrazione di gestire il patrimonio e della necessità di trovare altre soluzioni al problema abitativo evitando che la gestione dell’alloggio si trasformi per i vertici militari in esercizio del potere verso coloro che hanno la necessità di un alloggio.

Tanto si andrà verso il professionale (tanti Volontari con stipendi bassi e lontani dalle loro residenze abituali) e tanto sarà indispensabile levare la gestione degli alloggi alla Difesa.

Provate a pensare (non nascondiamoci dietro un dito) le immaginabili conseguenze di una promessa di alloggio di servizio a personale con scarse possibilità in zone ad altissimo costo abitativo.

Non a caso questo aspetto viene totalmente ignorato dalla rappresentanza attuale che fino all’ultimo (e continua a farlo) si sta battendo per evitare la vendita senza alcuna proposta alternativa ma solo per “ordini” ricevuti dai vertici.

Guarda caso, dalla Rappresentanza, provengono solo ipotesi di costruire che, a mio parere non risolverà il problema della mobilità.

Il COCER dello scorso mandato, in collaborazione con alcuni Ufficiali addetti dello SME fece la seguente proposta:

· ogni militare in servizio ha diritto all’utilizzo di un alloggio nel posto in cui presta servizio a meno che non occupi già un alloggio di proprietà diretta o di qualcuno del nucleo famigliare attuale o di provenienza;

· l’affitto che il militare deve corrispondere equivale a quello previsto per un alloggio demaniale tipo, rispondente alle esigenze del nucleo familiare;

· la differenza tra l’affitto reale da corrispondere e l’importo detratto direttamente in busta paga del militare viene corrisposto direttamente da l’ufficio casa dello Stato Maggiore d’appartenenza all’ente che ha messo a disposizione l’alloggio;

· in caso di trasferimento del personale, il militare deve liberare l’alloggio;

· nel caso di mancato sgombero dal mese successivo al trasferimento, l’Ufficio casa non corrisponderà più il completamento dell’affitto ponendo il militare in posizione di morosità e quindi soggetto a sfratto forzato;

· al termine della carriera, in virtù del patrimonio disponibile, il militare ha la possibilità di optare per l’acquisto dell’immobile che occupa oppure recuperare una somma pari al 5% degli affitti pagati fino a quel momento a condizione di acquistare un immobile che rappresenti prima abitazione.

Per cercare invece di tener conto del personale che non ha mai usufruito dell’alloggio di servizio ed assiste all’alienazione del patrimonio attuale e quindi subisce una obiettiva disparità di trattamento da parte dell’Amministrazione, la proposta era la seguente:

· il 15% del ricavato dall’alienazione del patrimonio della difesa (non solo alloggiativo), doveva essere distribuito tra il personale di grado inferiore a Ten. Col. omogeneizzato (perché percepisce retribuzioni di carattere funzionali al grado ed alle responsabilità accettate o respinte dall’interessato) calcolando l’importo da riconoscere in base ad un coefficiente proporzionato agli anni di servizio (senza utilizzare l’alloggio) ed alla distanza dal luogo di abituale residenza prima dell’arruolamento.

· Avrebbero avuto riconoscimento doppio coloro che avrebbero utilizzato il bonus per l’acquisto della prima casa sul posto di lavoro.

Certo erano, e restano, proposte condivisibili o discutibili, accettabili o da respingere, comunque una base di discussione e di confronto.

Attualmente, l’organismo che dovrebbe tutelare il personale si esprime con un netto rifiuto alla vendita ed una soluzione “imprenditoriale” che se da una parte consente di “creare posti di lavoro per il futuro” di certo non risolverà mai l’annoso problema della casa.

L’Osservatorio è in attesa del provvedimento che tra qualche giorno sarà pubblico e solo dopo un attento studio si esprimerà in un giudizio in merito alla validità dello stesso.

Ad oggi sono arrivate numerose richieste di ricorsi, procedimenti legali ed altro.

Non è possibile avviare azioni di carattere legale e/o amministrativo di ogni tipo senza conoscere il provvedimento in ogni dettaglio, se qualcuno vuole farlo a tutti i costi non si rivolga al Centro Studi, ci sono tantissime opportunità in tal senso da altre parti.

Roma 02 aprile ’05

L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero

"Nota di riservatezza: Il presente messaggio, corredato dei relativi allegati contiene informazioni da considerarsi strettamente riservate, ed è destinato esclusivamente al destinatario sopra indicato, il quale è l'unico autorizzato ad usarlo, copiarlo e, sotto la propria responsabilità, diffonderlo. Chiunque ricevesse questo messaggio per errore o comunque lo leggesse senza esserne legittimato è avvertito che trattenerlo, copiarlo, divulgarlo, distribuirlo a persone diverse dal destinatario è severamente proibito, ed è pregato di rinviarlo immediatamente al mittente distruggendo l'originale"

"Confidentiality Notice: This message, together with its annexes, contains information to be deemed strictly confidential and is destined only to the addressee (s) identified above who only may use, copy and, under his/their responsibility , further disseminate it. If anyone received this message by mistake or reads it without entitlement is forewarned that keeping, copying, disseminating or distributing this message to persons other than the addressee (s) is strictly forbidden and is asked to transmit it immediately to the sender and to erase the original message received."