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OSSERVATORIO MILITARE |
COMUNICAZIONI
Come promesso la scorsa settimana, le comunicazioni
settimanali saranno interamente dedicate alla vendita del patrimonio abitativo
della Difesa.
La cartolarizzazione dei beni dello Stato, si può dire
che nasce proprio dall’esigenza di vendere gli alloggi della Difesa. Dopo circa
10 anni dalla prima bozza di legge, tutti gli Enti hanno proceduto alla vendita
eccetto la Difesa.
Non c’è nulla di cui meravigliarsi ed ora vediamo il
perché.
Esigenza abitativa della Difesa 40.000 alloggi
circa;
patrimonio attuale 17.800 alloggi circa di questo ben il
30% è occupato da personale che non ha titolo (nella migliore delle ipotesi in
servizio ed in alloggio da oltre 7 anni), ci sono tantissimi casi di pensionati
da oltre 10 anni, vedove di Generali che occupano ville da mille e una notte
nonostante pensioni pesantissime.
Oltre il 50% del patrimonio abitativo della Difesa ha
una vetustà di 20 anni con relativi costi di manutenzione nettamente superiori
alle quote affittuarie versate dai conduttori. Altro aspetto da non
sottovalutare è il fatto che in tanti che continuano ad occupare gli alloggi,
hanno pagato affitti irrisori fino al 1994, da quella data la Difesa aumentò gli
affitti portandoli poco sotto l’ex equo canone con la scusa di istituire il
fondo casa (mai istituito) per poter soddisfare alle esigenze
abitative.
Questo lo scarno resoconto numerico, in effetti le
ragioni della mancata vendita sono anche altre e vanno ricercate in vari motivi,
tra questi il grande potere che hanno i comandanti locali nel destinare le
assegnazioni e/o promettere alloggi in virtù del comportamento del militare; i
numerosi scandali che hanno coinvolto i gestori degli alloggi (quasi sempre
chiusi con un nulla di fatto); le assegnazioni dei lavori di mantenimento degli
alloggi stessi ed altro ancora.
A tutto questo si aggiunge un aspetto importantissimo di
cui in pochi parlano, una domanda alla quale, volutamente, non si da una
risposta per creare confusione e pseudo comitati che raccolgono firme contro la
vendita: e tutto il personale che nella propria carriera non ha mai usufruito
dell’alloggio di servizio?
Le Forze Armate cambiano, la necessità della mobilità
del personale, il continuo cambio di organico e distribuzione delle Forze sul
territorio, la professionalizzazione del personale militare, impongono una nuova
gestione del patrimonio, una flessibilità nuova rispondente alle reali
esigenze.
Per questo motivo la Difesa deve trovare forme
alternative per garantire il diritto alla casa al personale in servizio e
garantirsi la possibilità di attuare la mobilità senza penalizzazione per il
personale che dovrà avere il diritto all’alloggio
riconosciuto.
Lo strumento Difesa che va ad insediarsi nelle città, e
quindi nel sistema economico locale, non porta solo problemi ma anche tanta
ricchezza per le realtà locali.
Proprio una sinergia con gli enti locali potrebbe far
fare alla Difesa quel salto di qualità gestionale che gli consentirebbe di
assicurare l’alloggio al personale.
Ancora un altro vantaggio, questa volta per la
collettività, è quello che la Difesa si avvii pian piano a “gestire” solo
questioni di difesa e non di genio civile: minori sprechi per la manutenzione,
recupero di personale attualmente impegnato non nel servizio militare ma nella
gestione immobiliare, gestione diretta del pagamento affitti (attraverso la
busta paga) che, in presenza di un trasferimento, s’interromperebbe avviando
l’immediato sfratto forzato del personale che andrebbe immediatamente in mora
per mancato pagamento.
Il punto sostanziale è che i vertici non vogliono
rinunciare ad una grande fetta di potere che gli consente di gestire meglio il
personale e farsi, perché no, qualche bel favore da poter porre in scadenza a
tempo debito.
La Difesa è talmente forte che, nonostante il necessario
bisogno di danaro fresco per la finanziaria, ha avuto il potere di “distrarre”
l’attenzione da quelle decine di milioni di euro che avrebbero potuto affluire
nelle casse dello Stato in brevissimo tempo ed avrebbero reso felici migliaia di
militari che vedevano nella vendita degli alloggi l’unica opportunità per
acquistare casa.
L’altra faccia della medaglia vede quel personale che
con tantissimi sacrifici è riuscito comunque ad acquistare casa e mai ha avuto
la possibilità di ottenere l’alloggio demaniale.
Sarebbe stato logico e legittimo, valutare la
possibilità di riconoscere un indennizzo finanziato proprio da una parte degli
utili ricavati dalla vendita.
Attenzione anche qui andrebbero fatti dei distinguo, chi
ha avuto la fortuna di essere stato sempre impiegato nella città natale, chi non
ha mai accettato trasferimenti proprio per aver acquistato casa ecc, tanti
aspetti da esaminare, valutare ed affrontare nell’interesse di
tutti.
Il problema casa è particolarmente spinoso, l’unica cosa
certa è che da quando si è iniziato a parlare seriamente di vendita, la Difesa
ha messo in campo l’artiglieria pesante per impedirne la realizzazione: ha
addirittura costituito comitati che, mascherandosi dietro un diritto alla casa,
hanno fatto solo gli interessi dei vertici e dei politici che mai hanno voluto
vendere gli alloggi. Non facciamoci neanche illudere dalle sirene incantatrici
di politicanti che dicono una cosa e ne fanno immediatamente un’altra per non
inimicarsi i vertici militari, sono dei miseri incantatori che saranno
smascherati dalla storia e dai fatti.
Entro il 30 novembre i tecnici dell’agenzia del
territorio di Firenze hanno consegnato i rilievi fatti negli alloggi demaniali
inseriti in elenco per la vendita della Direzione Genio Militare di Firenze.
Tanti sono stati i rilievi ma tanti sono stati anche gli alloggi che non sono
stati inseriti in elenco.
Per questi vi è la possibilità di ricorrere senza
mettere in pericolo chi ha visto il proprio alloggio in lista e senza temere
reazioni punitive dei militari.
Intanto la disinformazione raggiunge livelli
impressionanti, dalla Difesa si sentono le peggio storie e sono stati mobilitati
tutti affinché venga smentita ogni voce di vendita e venga scoraggiato il
personale a pretendere i propri diritti.
·
Un esposto alla Corte dei
Conti ha aperto un fascicolo che presto darà i primi risultati, impedire
l’attuazione di una legge dello Stato e provocare un ingente danno economico al
Paese è un reato anche se commesso dai militari.
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Una cattiva gestione di un
bene pubblico è reato anche se commesso dai militari.
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I militari non sono proprietari degli alloggi ma li
gestiscono per conto del Tesoro.
·
Se può sembrare ingiusto
riconoscere il diritto ad acquistare l’alloggio a personale in pensione da anni
è, al momento, l’unica soluzione per cambiare tutto e ripartire con
professionalità anche sul diritto alla casa.
·
E’ compito della magistratura
intervenire e verificare se, quali e quanti illeciti sono stati fatti con la
gestione degli alloggi demaniali.
Con l’attuale applicazione della legge per la vendita
degli alloggi, vengono penalizzati proprio i Volontari ed i giovani
Sottufficiali che occupano da poco l’alloggio, questi potrebbero vedersi
sfuggire l’unica occasione per acquistarne uno. Segnalateci ogni “anomalia” di
cui siete a conoscenza e non meravigliatevi di niente, a Firenze, addirittura,
un militare ha saputo che il suo alloggio è stato già venduto (non si sa da chi
e per conto di chi), accadono delle stranezze che poco alla volta vengono
denunciate e portate all’attenzione pubblica.
Il compito dell’Osservatorio è anche questo, sin da
domenica 5 dicembre, sul tg5 sarete informati sulla continua violazione dei
diritti più elementari che l’Amministrazione non è più in condizione di
garantire: pensioni non pagate, cause di servizio dimenticate, riconoscimenti
economici mai assegnati, situazioni sugli ospedali militari, abusi delle CMO e
“convenzioni” con specialisti esterni, documentazione richiesta e mai concessa
ecc.
E’ interesse dell’Osservatorio avere delle Forze Armate
degne di questo Paese e se per ottenere questo è necessario indicare qualche
potente mascalzone, l’Osservatorio lo farà senza se e senza ma, lo abbiamo fatto
per tante questioni importantissime e lo faremo anche per la vendita degli
alloggi.
Potete inviare le segnalazioni anche anonime agli
indirizzi che trovate sul sito www.osservatoriomilitare.it ,
oppure inviare una mail a oss.militare@virgilio.it oppure, se
necessitate di ricorrere per un mancato inserimento del vostro alloggio in lista
vendita oppure altre notizie di carattere legali, potete inviare una mail alla
sezione legale oppure direttamente a tartaglia.fiore@inwind.it . vi
terremo costantemente informati su quanto accadrà e sull’evolversi della
situazione.
Vorrei precisare un ultimo concetto: nella maggioranza
dei casi chi lotta per la giustizia nell’ambiente militare viene indicato come
eversivo o delinquente, viene perseguitato e puntato con ogni mezzo per
rendergli la vita quanto più difficile possibile. Molto spesso però chi porta
all’attenzione certi problemi lo fa perché ha trovato un muro interno e l’unica
garanzia è l’opinione pubblica che, pian piano capisce che, probabilmente i veri
problemi delle Forze Armate, stanno in una categoria di persone che hanno
approfittato del loro potere e sono rimasti prigionieri della loro mentalità. Le
Forze Armate sono oggi composte da uomini e donne di bassa e media forza con un
range d’intelligenza decisamente superiore ed una professionalità maturata sin
dalla società civile che le ha formate per il mondo del lavoro. Insomma ragazzi
sani per un Paese che cresce ed ha voglia di far bene iniziando, perché no,
proprio dalle forze Armate.
Arrivederci alla prossima
settimana.
Roma 06 dicembre ’04
L’OSSERVATORIO
Comparto
Difesa
Dct. Domenico LEGGIERO
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