OSSERVATORIO MILITARE
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COMUNICATO STAMPA

COLLABORAZIONI C.I.A.: FINTI SCANDALI E PROTOCOLLI REALI.

Con incredulità ed amarezza assistiamo a presunti scoop e scandali internazionali che invece altro non sono che banali e semplici rivelazioni di un modus operandi consolidato e collaudato negli ultimi 60 anni.
Non ci appassionano le spy story ma far passare dei protocolli d’intesa e “collaborazioni” reciproche per la sicurezza del Paese come degli scandali ci sembra davvero una cosa esagerata. Sin dal dopoguerra la C.I.A. si avvale della “collaborazione” di uomini dello Stato al fine di garantire (e garantirsi) il controllo di tutto il quadro strategico nazionale ed europeo. Non credo che nessun italiano abbia mai potuto pensare che, dal dopoguerra in poi, gli Stati Uniti d’America, dopo aver pagato un prezzo altissimo in vite umane per liberare l’Italia dai nazifascisti, si sarebbero completamente disinteressati alla vita socio politica economica dell’Italia. La strategia “concordata” con un protocollo mai scritto ma tacitamente condiviso da Italia ed USA, verte in modo particolare, su due aspetti fondamentali: il controllo e l’informazione. Per quanto riguarda il controllo nessuno può essere più adatto delle figure che garantiscono la sicurezza nazionale; per quanto riguarda l’informazione da dare ai cittadini sulla “bontà” dell’opera politica internazionale svolta dalla grande potenza servono personaggi dell’informazione in grado di “condizionare” e “controllare” le informazioni che vengono date. In quest’ottica, con l’avvicinarsi di ogni scadenza elettorale, a prescindere da chi governa e chi è all’opposizione, assistiamo impassibili a cambi di direttori di testate, ad apparizioni di pseudo esperti d’armamenti che ci “spiegano” sull’efficienza, l’efficacia e la necessità di adottare certe strategie e certe armi insomma,l’attività spionistica e controspionistica che, se effettuata da Stati nemici e/o “canaglia” rappresentano un pericolo ma che se fatta Stati “amici” è definita collaborazione.
Smettiamola di essere ipocriti ed affrontiamo serenamente la realtà delle cose, possiamo cambiare Governi o politiche estere, l’importante è non cambiare gli uomini e, semmai ci potrà essere un “pericolo” che ciò possa avvenire, un’altra riforma elettorale è già dietro l’angolo.


Roma, 18 maggio ’06


L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero