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OSSERVATORIO MILITARE |
SOLO POCHI GIORNI PER “RIPRISTINARE” IL SILENZIO.
Ci lasciammo con la promessa di
parlare della sentenza del Tribunale di Padova, del valore della stessa sul
“diritto di critica” ed altro. La morte del collega Cola ha però
fatto cambiare il programma e non possiamo esimerci, come Osservatorio e come
responsabile del Comparto Difesa, di evidenziare i tanti dubbi e le poche
certezze che il dramma puntualmente scatena in ambito politico e sulla stampa
nazionale.
Il commento alla sentenza di Padova lo faremo la prossima settimana che vedrà
la pubblicazione (in contemporanea con la rivista “Area”) di alcune
considerazioni fatte direttamente dal legale di riferimento dell’Osservatorio
Avv. Tartaglia, in merito alla modifica del codice militare ed alcune considerazioni
in merito alla tutela del personale.
Non a caso siamo a parlare di Simone Cola a distanza di qualche giorno, perché
qualche giorno è bastato per “addomesticare” l’attenzione
pubblica sul caso. Nella drammaticità dell’evento è però
d’obbligo analizzare le reazioni ed i comportamenti dei responsabili
(militari e politici) e d’altri organismi che, seppur preposti alla
così detta “tutela” si sono ritrovati (per la verità
in pochi) a gettare acqua sul fuoco come se difendessero i boia e non le vittime.
Non posso neanche non evidenziare la voce, seppure flebile, del solo rappresentante
degno di tale nome che ha avuto il coraggio di mettere sul tavolo almeno uno
dei veri motivi che hanno contribuito al verificarsi della tragedia.
Sul sito www.osservatoriomilitare.it troverete un’ampia rassegna stampa
degli interventi in merito, è opportuno ricordare anche che abbiamo
omesso di pubblicare articoli (anche con opinioni Osservatorio) di giornali
che sono ormai da considerare poco credibili. Sono state dette tantissime
cose in merito alla morte di Cola, alcune giuste (per la verità poche)
altre sbagliate, solo con l’intento di deviare l’attenzione dal
problema reale ed individuare nel “fato” un raccapricciante capro
espiatorio all’intera vicenda. Che una serie di circostanze negative
(difficili da verificarsi) si siano dannatamente e drammaticamente verificate
causando l’evento mortale è fuori di dubbio, ma è altrettanto
fuori di dubbio che se non ci fossero state condizioni di grave precarietà
che implicano un uso limitato delle potenzialità dei nostri mezzi la
tragedia avrebbe avuto poche possibilità di verificarsi.
Improponibili accostamenti (solo strumentali) all’episodio verificatosi
lo scorso anno con un equipaggio di CH-47, ed un sapiente pilotaggio del dibattito
verso un banale mangusta si o mangusta no, hanno caratterizzato il dibattito
del dopo incidente.
Come ben sapete però, l’Osservatorio è abituato a centrare
il problema senza se e senza ma: qual è il vero motivo per cui i mangusta
non sono stati impiegati? Perché la richiesta d’impiego dei mangusta
non è mai arrivata sul tavolo del Ministro? Ci sono problemi che rendono
di difficile utilizzo il mangusta dopo l’esperienza Somala? E, soprattutto,
la Forza Armata è stata in grado di reintregare i mezzi e renderli
pienamente efficienti ed operativi ai rientri degli stessi dalle zone d’impiego?
Piloti, specialisti e tecnici elettronici, sono sufficienti (e motivati) nel
rispondere alle esigenze tecniche dei mezzi che sono direttamente proporzionate
alla quantità (e qualità) d’impiego sostenute nei teatri
operativi? Ci sarebbero tante altre domande da porci e chiedere delle risposte
ma credo che non arriveranno mai d’altronde, il motto “buoni piloti
cattivi soldati” è stato coniato proprio dai vertici dell’Aviazione
dell’Esercito, gli stessi vertici che non hanno emanato direttive per
provvedere al pagamento di voci stipendiali…. anche su questo dobbiamo
mantenere il silenzio, cari colleghi del cocer?
Siamo ad un punto drammatico che se non analizziamo in tutta la sua complessità
ci potrà portare ad una pericolosa fase di stallo totale sia in termini
di tutela che d’utilizzo in sicurezza d’uomini e mezzi.
La morte di Simone Cola, il caso della presunta violenza in Brigata, la sentenza
al Tribunale di Padova, il mancato pagamento di spettanze contrattuali, la
modifica del codice militare ed altro ancora, argomenti scottanti che restano
orfani di una doverosa azione di rappresentanza.
Il silenzio dei colpevoli, parafrasando un noto e famoso film, di quei colpevoli
che, appiattendosi sulle stesse posizioni degli organi di comando hanno svenduto
la dignità degli uomini. In tutto questo spicca un nuovo salto nel
passato con una preoccupante “ripresa” di un’attività
di sinergia tra delegati ed organi di stampa organizzatori d’azioni
di massa normalmente proiettate nel nulla di fatto per i colleghi e di un
forte utile per gli organizzatori.
Ricordate la maggiorazione del 18% e delle indennità operative? Le
numerose sentenze favorevoli ottenute dal legale dell’Osservatorio?
Azioni legali di massa organizzate in sinergie tra vari organismi ufficiali
e non, hanno prodotto un numero tale di vertenze che hanno costretto gli organi
giudicanti al cambio d’orientamento in merito alla questione.
Niente di nuovo all’orizzonte! Frenesia dettata da interessi personali
induce ad atteggiamenti ed azioni che non porteranno a niente e domani (speriamo
un domani lontano) quando un altro Simone Cola rimarrà vittima dell’indifferenza
e dell’ipocrisia, un nuovo dibattito, nuove giornalate e vecchi appelli
alla cultura del silenzio fatta da una rappresentanza ormai inutile ed addirittura
pericolosa per i militari.
Non leggete rassegnazione in queste considerazioni ma solo analisi fredda
e lontana da ogni misera strumentalizzazione politica. Se qualcuno pensa,
anche lontanamente, che l’Osservatorio possa rassegnarsi a questa situazione
si sbaglia, ci vogliono ancora tante proroghe di mandati per “assicurarsi”
gli stessi uomini controllabili e gestibili, tanti comitati “signum”
e tanti pagamenti di parcelle ai tanto preparati Avvocati dello Stato ma forse,
non serve neanche questo, forse basterà ufficializzare il tacito “contratto”
stipulato con i “cultori” del silenzio che, da 4 anni ormai continuano
a farsi chiamare Rappresentanti cocer!
Roma 30 gennaio ’05
L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct. Domenico Leggiero
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