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COMUNICAZIONI
Corre l’obbligo iniziare con le scuse per l’assenza di
comunicazioni nelle ultime settimane ma un intervento chirurgico più complicato
del previsto mi ha impedito di rispettare i soliti
termini.
E’ altrettanto doveroso ricordare la morte del Gen.
Giannattasio al quale, a prescindere dalle contrapposizioni di parte, va l’umana
pietà e le condoglianze al Partito in cui militava: Forza
Italia.
Grazie alle tante mail di solidarietà arrivate da amici
che hanno saputo del problema.
In effetti in queste ultime due settimane,
apparentemente, non è successo nulla di rilevante…….
apparentemente!
Nella realtà si stava assistendo ad un goffo tentativo
di colpire l’Osservatorio (non solo) per isolare definitivamente il mondo
militare dall’informazione e dall’opinione pubblica. L’atto Senato 2694,
approvato il 17 novembre scorso proprio dall’aula di Palazzo Madama, altro non
era che un ribadire di alcuni concetti già previsti dal codice militare,
riveduti, scorretti e modificati che, se approvati anche alla Camera, avrebbero
definitivamente chiuso le porte della giustizia al mondo militare. In sintesi,
questo provvedimento mirava a punire con la reclusione fino a 20 anni qualsiasi
divulgazione di notizia riferite ai militari e, tra queste, anche le notizie
riferite allo stato di salute dei militari (vedi caso uranio e relativa paura
della verità).
Un provvedimento questo che ha immediatamente sollevato
la reazione di tutti i garanti della democrazia: magistrati (quelli in servizio)
e giornalisti (compreso USIGRAI). Il risultato è stato un vergognoso dietro
front ed un annunciato ritiro del provvedimento dall’aula della Camera presso
cui era passato. Sul sito www.osservatoriomilitari.it,
troverete tutti gli atti del Senato e le relative posizioni dei politici che vi
aiuteranno nel farvi un’idea di quanto accaduto e di come si sono schierati i
Senatori interessati (decidete Voi chi segnare nel libro bianco o nel
nero).
Sull’argomento, sempre sul sito ed in prima pagina sarà
pubblicato uno scritto che l’Avvocato Tartaglia ha prodotto in merito al disegno
di legge che, anche se naufragato tra l’imbarazzo di alcuni, è importante
capirne il significato ed il pericolo che ancora rappresenta una categoria di
soggetti che avrebbe voluto rendere ancora più chiuso ed incensurabile il mondo
militare, laddove lo sforzo di sempre dell’Osservatorio è proprio quello di
impedire che il mondo militare rimanga un mondo a parte, chiuso in sé stesso e
che venga visto per ciò con sospetto o (ancora peggio) con indifferenza dalla
società civile.
Sono arrivate mail evidenziando il fatto che tanti
colleghi hanno già riscosso la legge 100 prevista per il personale che ha
operato nelle missioni internazionali. E’ opportuno precisare che i tempi del
TAR (Lazio) sono di circa 4 anni ed il fatto che alcuni colleghi hanno già
riscosso è dovuto ai tempi che sono trascorsi dalla loro presentazione (non sono
mai stati presentati ricorsi collettivi), se fate caso alle date del ricorso vi
accorgerete che sono stati depositati già da 4 anni (alcuni addirittura da 5) il
fatto che siano stati discussi e vinti dallo stesso legale dell’Osservatorio
(Avv. Tartaglia), non influisce in una possibile riduzione dei tempi (purtroppo
biblici) del TAR del Lazio. Non dimentichiamo neanche il fatto che, se la
sentenza definitiva viene pronunciata dopo sei anni, si ha il diritto di citare
l’Italia al Tribunale Internazionale ed ottenere il risarcimento del danno per
le lungaggini procedurali (danno quantificato e riconosciuto in circa
10.000€).
Non ci crederete ma il trascinamento del Pronto
Intervento aereo ancora non è stato risolta, a dispetto di tutte le leggi le
Amministrazioni si rifiutano di accettare le autocertificazioni e continuano a
richiedere documentazione amministrativa che, nella maggior parte dei casi è
introvabile. Alcuni colleghi sono riusciti a risolvere il problema producendo la
documentazione richiesta altri che, per vari motivi, hanno girovagato tra
reparti che, a volte, sono stati anche sciolti, sono ancora in attesa
dell’inserimento della voce nella busta paga e dei relativi arretrati. A questo
caos ha contribuito anche l’alto comando AVES che, a proposito di “bravi piloti
e cattivi militari”, ha emanato direttive che di chiarezza militare hanno
veramente poco. Di fatto hanno bloccato il pagamento del trascinamento e,
continuando di questo passo, “trascineranno” la gloriosa specialità dell’AVES
nell’ennesima figuraccia mediatica.
Pensando alle figuracce viene naturale pensare agli
arresti per mazzette percepite da militari per essere impiegati all’estero. Non
è il solo filone che porta a fare il collegamento diretto Ufficiali – mazzette,
anche i tanto amati ordini cavallereschi che vanno molto di moda nelle Forze
Armate stanno producendo i primi risultati, come avrete certamente appreso dagli
organi di stampa ci sono stati arresti tra Ufficiali dell’Esercito perché, con
un fantomatico Principe, vendevano titoli ed onorificenze per l’ordine dei
cavalieri di S. Gregorio. Anche qui siamo solo all’inizio e nei prossimi giorni
apprenderemo certamente altre notizie,….ovviamente dalla
stampa.
Volutamente non abbiamo più parlato di vendita di
alloggi demaniali, ancora una volta, leggi “scomode” per la Difesa, vengono
interpretate dalla stessa “palesemente contra legem”. Sono arrivate a tutti gli
assegnatari sine titulo di alloggi demaniali della Difesa le lettere con le
quali prende il via la misurazione per valutazione e successiva vendita di
alcuni alloggi. Già da ora è possibile ricorrere contro la composizione degli
elenchi, ovviamente la cosa non andrà ad influire sugli alloggi già inseriti.
Anche per questo argomento è possibile inviare mail sia alla sezione legale
(eventuale ricorso) oppure al comparto difesa se si vogliono informazioni in
merito. A prescindere da tutto siamo comunque in attesa della risposta dalla
alla Corte dei Conti per il supposto danno all’Erario prodotto dalla Difesa e
rilevato dall’Osservatorio.
All’Osservatorio è pervenuta anche una direttiva del
Ministero della Difesa dello scorso settembre dal titolo “Recupero degli alloggi
di servizio occupati da utenti “senza titolo”, in pratica nella direttiva si
dice che siccome bisogna vendere qualche alloggio, è opportuno “sfrattare”
subito i senza titolo per assegnare l’alloggio ed impedirne la vendita. La
questione alloggi è molto complessa e la prossima settimana la affronteremo in
una unica comunicazione con la speranza di non scatenare ancora una volta pseudo
organizzazioni che, con la scusa di curare gli interessi del personale che
abitano alloggi demaniali (con “diritto”), hanno prodotto confusione e notevoli
danni.
Ultimo argomento la R.I.A., previo approfondito studio
della questione anche l’Osservatorio ha ritenuto la problematica degna di tutela
e seriamente affrontabile dal punto di vista giudiziario. E’ anche vero che vi è
una prima pronuncia favorevole a riguardo, ma è altrettanto vero che, ribadendo
il concetto della inefficacia dei ricorsi collettivi, le azioni sono state fatte
in modo soggettivo e singolo, coloro che decidono di fare ricorso per la R.I.A e
sono iscritti all’Osservatorio, non devono fare altro che inviare una mail alla
sezione legale con la copia del versamento di adesione ed ottenere
l’agevolazione prevista per gli aderenti all’Osservatorio.
Avrete sicuramente notato che il sito non è stato chiuso
alla consultazione, in effetti nella riunione del direttivo dell’Osservatorio, è
stato deciso che, almeno per il momento saranno riservate solo alcune sezioni
(sentenze integrali ed una parte della
documentazione) questo perché, in considerazione dei contatti e della
certezza che ogni frequentatore del sito Osservatorio sa che non esiste
un’azione di lucro ma solo una necessità di coperture di spesa (il 50% solo ed
esclusivamente per le spese dei ragazzi malati) riconosce che i vantaggi ad
iscriversi non sono pochi (convenzione con il legale, negozi, agenzie ed altro),
varierà anche l’aspetto del sito ma, solo con il prossimo
anno.
Certo di aver fatto cosa gradita, vi saluto e vi do
appuntamento alla prossima volta.
Roma 29 novembre ’04
L’OSSERVATORIO
Comparto Difesa
Dct.
Domenico LEGGIERO
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