CONSIGLIO INTERMEDIO DI RAPPRESENTANZA

Comando Squadra Aerea

INCONTRO CO.I.R. – CO.BA.R. confluenti

         GHEDI 29/09/2004 – 01/10/2004

 


Nei giorni in titolo presso l’aeroporto militare di Ghedi (BS), previa autorizzazione del Comandante Generale la Squadra Aerea, si sono riuniti i delegati del Consiglio Intermedio di Rappresentanza del Comando Squadra Aerea ed i rispettivi delegati Co.Ba.R. confluenti in rappresentanza dei circa 35000 militari appartenenti al citato Alto Comando dell’Aeronautica Militare.

L’assemblea, così come costituita, ha espresso in maniera inequivocabile, l’intendimento di istituzionalizzare la necessità di dialogo tra una rappresentanza democratica dei militari e le rispettive Autorità.

In tal senso, pur apprezzando gli sforzi finalizzati ad adeguare un anacronistico strumento rappresentativo, delineato dagli artt. 18 e segg. della legge 11/07/1978 n. 382, ritiene che gli impegni in tal senso non siano consoni alle attuali aspettative del personale militare rappresentato e soprattutto del mutato contesto sociale.

In particolare si è ritenuto che l’attuale proposta di riforma dell’istituto della R.M., così come descritta nella bozza del testo unificato n.932, n.1718, n.1822, n.1958, n.2063, n.2193 e successivi emendamenti, sia del tutto inadeguata a soddisfare le esigenze che hanno animato gli intenti di riforma.

L’evidente necessità di dare concreto sviluppo ai precetti di cui all’art. 52 comma 3 della carta Costituzionale, impone che il processo decisionale dell’Autorità militare, nelle materie non attinenti “all’operatività” delle FF.AA., si impronti allo spirito di partecipazione democratica dei militari ad ogni titolo rappresentati.

In tale prospettiva, non appare più perseguibile la direzione che ricerca l’alveo della rappresentatività militare all’interno della stessa F.A., poiché è sicuramente improponibile armonizzare la funzionalità di tale istituto con l’assetto gerarchico, normativo e disciplinare espressione della vita militare.

Sull’argomento l’assemblea ha espresso il proprio intendimento circa la necessità di soddisfare l’attesa esigenza di rappresentatività dei militari, attraverso l’adozione di strumenti di delega anche estranei all’organizzazione delle FF.AA. medesime.

La formulazione dell’art. 8 della Legge 11/07/1978 n. 382, non appare più rispondente al processo di professionaliz-zazione che ha investito la trasformazione del nuovo modello di difesa, ancorché ispirato ad un più alto obiettivo di integrazione in una F.A. Europea.

In tal senso, la progressiva trasformazione dello strumento militare in professionale, comporta la necessità di sostituire l’originario concetto di negazione incondizionata dei diritti, con una superiore e dignitosa concezione di esercizio professionale dei diritti da parte dei militari.

Alla negazione assoluta sancita dal citato precetto normativo dovrebbe, pertanto, essere sostituita un’apertura finalizzata all’esercizio professionale dei diritti.

Anche in occasione della concertazione economica 2004-2005 del personale militare non dirigente, si è evidenziata l’impossibilità di partecipazione democratica dell’attuale R.M. alle decisioni che investono i militari, evidenziando il diniego ad un costruttivo processo di dialogo con le Autorità militari e politiche.

Sulla scorta di tali constatazioni l’assemblea conviene che l’ormai consolidata indisponibilità delle Autorità politiche ad assumere qualsivoglia futuro impegno di confronto sulle tematiche già rappresentate dal Co.Ce.R. A.M., dovrà necessariamente significare la mancata sottoscrizione del succitato contratto economico.

Tale ultima eventualità potrà altresì essere interpretata quale ulteriore espressione della necessità di novazione della metodologia di rappresentatività collettiva dei militari.