«Per esempio in Aeronautica -
spiega il generale Ferracuti - abbiamo 19 mila marescialli più del necessario e
14 mila sergenti in meno». Cosi si concludeva una articolo del Corriere
della Sera del 31 marzo 2004 intitolato “Forze armate, la
rivoluzione incompleta”.
Come ebbi
già modo di scrivere il 29 aprile u.s., in riferimento al 9°
concorso sergenti dell’A.M. “disertato” dagli aspiranti, il
miserabile fallimento dei propositi di riordino si era compiuto.
Il d.l.
196/95, così come modificato dalla legge 82/2001, era infatti collassato su se
stesso tanto che il dato dei “14.000 sergenti in meno” lamentato dal Capo di
SMA, confrontato con le poche decine di V.S.P. che in A.M. avevano deciso di
partecipare al concorso di transito nel ruolo dei sergenti, parlava da
solo!
Che i ruoli
non direttivi delle FF.AA., pertanto, erano precipitati nel baratro del
“disordino” risultava altresì dimostrato dalla legge finanziaria 2004 che predisponeva degli appositi
stanziamenti sia per il riallineamento del ruolo dei marescialli che per il
riordino di tutti i rimanenti ruoli non direttivi delle Forze Armate e Forze di
Polizia.
Ciò
premesso, se si considera che il provvedimento di riallineamento ha come
percettori i sottufficiali del ruolo dei marescialli, è facile intuire che il
riordino deve diventare il nostro obiettivo.
Esso deve
catalizzare tutte le nostre energie!!!
Proprio per
questo, non sono d’accordo con:
1)
chi dice che dovranno passare altri 10 anni per vedere sanata la “nostra”
condizione in quanto la realizzazione del c.d. “riordino” avverrà in tempi molto
più brevi (la finanziaria parla del 2004!!!!);
2)
chi dice che la Rappresentanza non sta facendo nulla, in quanto tutti gli
atti prodotti dimostrano una sensibilità alla problematica, anche se
devo ammettere che ancora esiste qualche delegato che considera la problematica
958, e più in generale le problematiche dei sergenti, una “zavorra” per il ruolo
dei marescialli”;
3)
chi dice che i vari disegni di legge presentati sulla “958” sono solo degli
spot elettorali in quanto, comunque, hanno il pregio di creare opinione e
portare fuori dalle “mura militari” una vicenda che altrimenti sarebbe nota,
forse, solo a parte dei diretti interessati;
4)
chi dice che l’unica strada percorribile è quella del ricorso al
TAR in quanto, come ho scritto tempo fa, qualsiasi
forma di azione venisse proposta non troverebbe nessun conforto
giurisprudenziale e sarebbe evidente la sua completa infondatezza, anche alla
luce dell'ordinanza della Corte Costituzionale n° 296/2000.
Credo che
adesso sia chiaro il mio pensiero.
Bisogna
puntare tutto sul riordino coinvolgendo, ovviamente, pure lo Stato Maggiore
Difesa. In quest’ottica, bene ha fatto il Cocer a “punzecchiare” con la delibera n° 21 proprio il 1° Reparto dello SMD.
E adesso non
ci resta che attendere….
Alfio Messina