30 luglio

 

prima pagina

Rientrati dall’Iraq e ricoverati 7 parà

Sono in cura nel reparto oncologico di un ospedale toscano. Avevano effettuato bonifiche

 

roma. Sette paracadutisti sono rientrati in anticipo dalla missione in Iraq, accusando forti malori e nausea. Ricoverati d’urgenza presso il reparto oncologico di un ospedale toscano sono affidati alle cure del professor Franco Nobile, oncologo e presidente della legatumori senese. «Sto effettuando dei controlli», ammette a Metro. Sulla vicenda ieri l’onorevole Edouard Ballaman (Lega Nord) ha presentato una interrogazione al ministro della Difesa. I militari avrebbero partecipato ad un’azione di bonifica di armi inesplose.            p/2

 

 

Sette parà ammalati dopo la missione in Iraq

Forti malori e nausea.

E, secondo fonti militari,

parziale perdita di capelli.

Per 7 parà la missione in Iraq è  finita in anticipo.

Sono stati ricoverati in un ospedale toscano e di loro si sta occupando il professor Franco Nobile, oncologo e presidente della Legatumori senese. A darne notizia è stato il maresciallo Domenico Leggiero, dell’Osservatorio per la tutela dei militari, che aveva ricevuto la segnalazione di sette militari rientrati in anticipo: «Sono parà  - dice a Metro il professor Nobile, autore del libro “La prevenzione oncologica nei reduci dai Balcani”, in cui sosteneva la non pericolosità dell’uranio impoverito - ma su tutta la vicenda c’è la massima segretezza». Di cosa sono ammalati i ragazzi? «Conosce la mia specializzazione? Ne tragga le conseguenze», risponde il professore sottolineando che sui parà sta svolgendo «solo dei controlli». Novità inoltre sul fronte giudiziario per la vicenda uranio impoverito: il gip di Cagliari ha rigettato l’istanza di archiviazione relativa alla morte di Salvatore Vacca, la prima vittima della Sindrome dei Balcani. «L’ipotesi di reato è omicidio colposo - spiega l’avvocato della famiglia Vacca, Angelo Tartaglia - il pm ha 180 giorni per documentare la sua tesi mentre il tribunale ha accettato le nostre perizie che si basano sulla ricerca della dottoressa Gatti di Modena, che ha trovato nei corpi dei ragazzi ammalati nanomolecole di metalli pesanti, dovute allo scoppio di proiettili di uranio impoverito».            Stefania Divertito

 

 

 

31 luglio

 

Parà della Col Moschin tra i soldati malati

Tra i soldati rientrati in anticipo dalla missione in Iraq perché ammalati e affidati alle cure dell’oncologo Franco Nobile ci sono almeno 4 parà del

reggimento Col Moschin.

A sostenerlo è una fonte interna all’esercito e la conferma arriva dal portavoce del Capo di Stato Maggiore dell’Arma dei carabinieri: «Quei paracadutisti non sono carabinieri ma dell’esercito», dice a Metro. Alla direzione della sanità generale confermano che delle «pratiche sono state aperte in relazione a questa vicenda ma non possiamo entrare nel merito per questioni di privacy». Il reggimento Col Moschin è formato da personale scelto altamente specializzato. Tra i sintomi riscontrati: nausee, forti malori e parziali perdite di capelli. In quale parte dell’Iraq erano in missione? Che tipo di sito hanno visitato? Sono entrati in contatto con sostanze tossiche? Risposte coperte dalla massima riservatezza.            Stefania Divertito