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Accordo tra Francia, Italia, Spagna, Olanda e Portogallo. Carabinieri al comando |
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Gendarmi di tutta Europa unitevi |
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I. B. |
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Liberazione 18 settembre 2004 Gendarmi di tutta Europa unitevi. L'idea era nell'aria da un pezzo, ma ieri ci hanno messo la firma i ministri degli Esteri di Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Olanda. A Noordwijk, nei Paesi Bassi, Antonio Martino e colleghi hanno battezzato ufficialmente la dichiarazione di intenti del progetto Eurogenfor, se si preferisce Fge (all'italiana, Forza di gendarmeria europea) oppure "battle group", in soldoni la creazione di una forza mista di gendarmeria europea. O meglio, composta dai cinque Paesi dell'Ue che contemplano l'esistenza delle unità di ordinamento militare o paramilitare specializzate nella sicurezza. Ovvero i carabinieri, ovvero la gendarmérie in Francia o la guardia civili in Spagna. Circa 3mila unità, sede a Vicenza, il marchio dei carabinieri italiani è anche nel comando, che dovrebbe essere affidato al tenente colonnello Barbano. I compiti di questa nuova creazione non dovrebbero essere di sicurezza interna (c'è già la controversa Europol), bensì tipiche operazioni di intervento rapido a cavallo tra l'azione militare pura e il mantenimento di sicurezza e ordine pubblico, modello sperimentato nei Balcani. «La Fge è dispiegabile in tempi rapidi per condurre operazioni in sostegno della lotta contro il crimine e la protezione di missioni civili - si legge in una nota della Difesa - può essere allocata non solo nell'Unione Europea, ma anche nell'Onu, nell'Osce e nella Nato». L'idea era stata lanciata a Roma nel 2003 dal ministro della Difesa di Parigi Michèle Aliot-Marie, per una forza che dovrebbe essere costituita da circa 3.000 uomini, di cui circa 900 pronti all'intervento rapido (un mese) e i carabinieri pescheranno nel serbatoio dei circa 4.000 militari dell'Arma in riserva per operazioni internazionali. E non tutte, a giudicare dallo stallo dell'idea difesa europea testimoniato dagli schieramenti (diversi) dell'Ue in Iraq. Sottratta al controllo delle istituzioni politiche dell'Ue, la Fge nasce senza dibattiti al Parlamento europeo né ispirazione della Commissione grazie alla cooperazione rafforzata, che permette a Paesi membri iniziative bilaterali (o multilaterali) autonome purché nello spirito dei trattati e sperimentata in passato con varie forme di collaborazione tra carabinieri e colleghi europei. Sinistro, su tutti, il ricordo dell'addestramento di alcuni reparti dell'Arma nella caserma della gendarmérie di Bordeaux, prima del G8 di Genova. |
La firma del documento è avvenuta nel contesto dei lavori della riunione informale dei ministri della Difesa della Unione Europea (UE), ai quali i ministri Martino e Alliot-Marie (Francia) hanno successivamente illustrato l'iniziativa.
Il contributo italiano a Eurogendfor, che vedrà la partecipazione di forze di polizia a ordinamento militare, sarà costituito da personale dell'Arma dei carabinieri, che ha contribuito alla elaborazione del progetto grazie alle esperienze acquisite nel corso delle attività all'estero svolte dalle sue MSU (Multinational Specialized Unit).
L'Italia metterà a disposizione a Vicenza la sede del Comando e fornirà il contributo più rilevante in termini di personale.
Il progetto di costituzione di una gendarmeria europea è stato lanciato a ottobre 2003 in occasione della riunione informale di Roma dei ministri della Difesa della Unione Europea nel corso della presidenza italiana della UE.
Eurogendfor potrà essere impiegata, in linea con quanto finora avvenuto per le MSU dell'Arma dei carabinieri, nell'ambito dell'intero spettro delle operazioni di pace con compiti di polizia militare, di coordinamento e cooperazione con unità di polizia locali o internazionali, di collaborazione con agenzie civili internazionali.
La forza, che sarà messa a disposizione della Unione Europea ma che potrà anche operare in favore dell'ONU, della NATO, della OSCE o di altri organismi e coalizioni internazionali, potrà comprendere anche contingenti di polizia militare di altri paesi.
Fonte: Ministero della Difesa
| Con una firma che
verrà apposta a margine di una riunione informale dei ministri della
difesa dell'Ue in Olanda, nasce domani un nuovo corpo che vede l'Italia in
prima fila: la «Gendarmeria europea», una forza di polizia militare creata
prendendo a modello i Carabinieri e i "gendarmes" francesi. Scopo della nuova forza - il cui Stato maggiore, secondo quanto si è appreso, avrà sede a Vicenza - è quello di intervenire nell'ambito di future missioni di pace dell'Ue per svolgere compiti di polizia che i semplici militari, senza specifica preparazione, non sono in grado di assolvere. Si pensa ai Balcani, ma la presidenza di turno, affidata all'Olanda, parla apertamente di situazioni di crisi «comparabili» a quella irachena (per ora comunque si esclude un impiego della Gendarmeria in Iraq). Gli uomini saranno forniti dagli unici cinque Paesi dell'Ue che hanno un qualche forma di polizia militarizzata: oltre a Italia e Francia, anche Spagna, Olanda e Portogallo. E proprio i ministri della difesa di questi Paesi, per l'Italia il ministro Antonio Martino, firmeranno a «dichiarazione di intenti» che darà vita alla Gendarmeria Ue, forte di 800-900 uomini pronti con un preavviso di un mese con una riserva di altri 2.300 militari che portano il potenziale oltre quota 3.000. Il Corpo, ha affermato il ministro della difesa olandese, Henk Kamp, sarà pronto per l'anno prossimo ma già entro dicembre dovrebbe essere creato lo stato maggiore nel capoluogo veneto: non si tratterà di una caserma ma di un quartier generale da cui sarà guidata la mobilitazione delle forze di stanza nei rispettivi Paesi. Già in marzo, Martino aveva preannunciato che la Gendarmeria europea sarebbe stata guidata dai Carabinieri con quartier generale in Italia. La firma viene apposta a margine di un incontro informale dei ministri della difesa convocato a Noordwijk, una ventosa località di mare nei pressi dell'Aja in cui si discuterà nel concreto su altri aspetti cruciali della politica di difesa europea: tra l'altro, come utilizzare al meglio e in maniera congiunta i mezzi finanziari destinati agli armamenti (l'Ue spende meno della metà degli Usa realizzando però, secondo stime, solo un decimo della potenza americana). Il ministro Kemp oggi ha lamentato carenze nell'intelligence e nel trasporto di truppe e mezzi, un limite che potrebbero risultare grave qualora l'Ue si dovesse impegnare in più operazioni contemporaneamente. Queste dovrebbero essere condotte attraverso anche «Battle groups», unità interforze di impiego ultra-rapido (entro 15 giorni) composte da 1.500-2.000 uomini di cui i ministri tornano a discutere nel dettaglio domani. Kemp ha confermato che Francia e Gran Bretagna avranno «sicuramente» un proprio «battle group» mentre la Germania «potrebbe averne uno». L'obiettivo è quello di crearne a sufficienza nel 2007 puntando al numero di nove con una «capacità iniziale» disponibile già l'anno prossimo. |
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Giovedi’ 19 gennaio 2006
Manifestazione contro l’inaugurazione della Gendarmeria
Europea
Vicenza Piazzale Stazione FS ore 10.00
Il 19 gennaio Vicenza sarà protagonista dell’ennesima tappa dello
sviluppo della guerra globale permanente e della progressiva militarizzazione
del territorio berico.
Sarà il giorno dell’inaugurazione del comando centrale
della Gendarmeria Europea (Eurogendfor), nuova forza intranazionale istituita
dall’Unione Europea allo scopo di condurre "missioni di polizia in operazioni di
crisi".
Questa nuova forza militare Europea avrà quindi il preciso compito di
agire nei contesti sanguinosi delle cosidette "guerre umanitarie" e sarà il
nuovo strumento per esportare la "democrazia occidentale" e la "libertà
duratura" nelle varie regioni del globo.
Questa Gendarmeria sarà composta
solamente dalle forze di polizia militarizzata di alcuni paesi Europei, quindi
non le semplici forze di polizia ma i reparti militari con compiti e
addestramenti di guerra.
A coinvolgere le proprie forze nella Gendarmeria
Europea sin dalle prime fasi sono poi solamente 5 Paesi (Italia, Francia,
Spagna, Portogallo e Olanda) e a farne parte sono alcuni tra i reparti di
polizia militarizzata più noti per la loro brutalità: dalla Gendarmeriè Francese
protagonista recentemente della repressione delle proteste nelle banlieus, alla
Guardia Cìvil Spagnola, fino ai Carabinieri nostrani, quelli di Genova, della
Val di Susa, che hanno ucciso Carlo Giuliani e "annichilito"
iracheni.
Costruire una forza Europea di polizia militarizzata fa parte della
volontà dei governi europei di essere sempre più presenti sui vari scenari della
guerra globale e del business per il controllo delle risorse e della
ricostruzione.
Ma la Gendarmeria Europea non ha solo compiti
"internazionali"; si addestrerà ogni anno a Saint Astier in Francia:148 ettari
di terreno collinoso dov’è ricostruita, come in un set cinematografico, una vera
e propria città. Fra negozi, piazze e stradine - in un contesto simile a quello
di un qualsiasi centro occidentale - vengono sperimentate tecniche di guerriglia
urbana, viene affinato l’uso di lacrimogeni, ci si prepara a reagire all’uso di
bombe a mano. Secondo una tecnica organizzativa consolidata, gli agenti da
addestrare simulano di essere manifestanti, con tanto di fazzoletti al collo e
caschi in testa. Tutti agenti, di diverse nazioni, per settimane gli uni contro
gli altri, ad apprendere l’arte della guerriglia.
All’interno della Caserma
"Chinotto" di Vicenza il quartier generale della Gendarmeria Europea andrà ad
aggiungersi al Centro di Eccelenza per le Stability Police Units (COESPU),
l’isitituto finalizzato all’addestramento di istruttori di polizia con status
militare provenienti in prevalenza da Paesi in via di sviluppo. Questo vuol dire
che nei prossimi cinque anni al centro del COESPU si addestreranno 3.000
ufficiali e sottufficiali provenienti ad esempio da Camerun, Giordania, Senegal,
che ritorneranno ai loro Paesi a costituire le forze di polizia locali del tipo
"carabinieri/gendarmerie".
A comando di questa "scuola" c’è il generale di
brigata dei carabinieri Leonardo Leso, lo stesso che a Genova durante il G8 era
comandante del quartier generale alla Fiera, dove stavano i mezzi dei plotoni di
P.zza Alimonda, lo stesso che si è reso protagonista delle torture in Somalia,
lo stesso che era comandante del Reggimento Carabinieri Paracadutisti
"Tuscania", lo stesso che vanta una lunga esperienza nelle missioni in Bosnia e
in Kossovo.
Non possiamo accettare che tutto questo passi sotto silenzio, a
tutto questo noi vogliamo urlare il nostro più totale dissenso e la volontà e
determinazione di opporci alla trasformazione della nostra città in un centro
strategico-gestionale e di adddestramento per l’esportazione dell’orrore della
guerra globale.
Infatti la Gendarmeria Europea e il Coespu si andranno ad
aggiungere a Camp Ederle, la base Usa da cui partono i parà per l’Afghanistan e
l’Iraq, al deposito di armi più o meno legali di Lerino, ai missili nucleari
nascosti per anni nei colli Berici fino alla recente concessione di gran parte
dell’aereoporto civile Dal Molin all’esercito americano con l’arrivo di altri
2500 militari e la costruzione di un altro villaggio americano.
Resisteremo a
chi ci vorrebbe"embedded", silenziosi e conniventi con chi organizza nuovi
miliziani per proseguire le aggressioni e le speculazioni nelle varie parti del
mondo.
Giovedi 19 Gennaio sarà la giornata di contestazione
dell’inaugurazione della Gendarmeria Europea perchè non vogliamo delle milizie
europee pronte ad esportare la guerra globale spacciandola per "operazioni di
pace e di polizia militare internazionale" e perchè vogliamo che Vicenza diventi
una città libera, aperta e solidale e non un territorio di servitù militare.
Nuovo Capannone Sociale,
Associazione Ya Basta!
Vicenza,
Coordinamento Studentesco Vicenza,
Coordinamento Liberazone
Altovicentino
Cantieri Monteciorock
Da un accordo tra Italia,
Francia, Spagna, Portogallo e Olanda
Nasce la gendarmeria
europea
Sarà comandata dai
carabinieri e avrà la base a Vicenza
Il
presidente di turno Ue: "E' una pietra miliare"
A margine del
vertice informale dei ministri della Difesa dell'Ue che si è tenuto a Noordwijk
in Olanda il 17 settembre, cinque paesi membri, Italia, Francia, Spagna,
Portogallo e Olanda, hanno siglato un accordo che segna la nascita della
gendarmeria europea. Un primo nucleo di polizia militare, battezzato
"Eurogendfor", a cui potranno aderire in seguito tutti gli altri paesi, nella
logica delle "cooperazioni rafforzate".
Saranno 800-900 i gendarmi europei
attivi dal 2005, che progressivamente saliranno a 3.100, con quartier generale a
Vicenza, nella caserma Chinotto, attuale scuola allievi brigadieri dell'Arma, e
verranno impiegati nella "gestione delle crisi". Nasce così una forza di
reazione rapida in grado di intervenire in un tempo massimo di 30 giorni in zone
dove è impegnato militarmente l'imperialismo europeo. La gendarmeria sarà alle
dirette dipendenze dell'Ue, ma potrà rispondere a chiamate dell'Onu, della Nato
o dell'Osce a seconda del cappello imperialista dell'intervento. Per il ministro
della Difesa olandese Henk Kamp, presidente di turno del vertice, l'accordo a
cinque è "una pietra miliare" nello sviluppo delle strutture di sicurezza
Ue.
Nonostante la gendarmeria l'abbiano inventata i francesi e nel 2003 era
stato proprio il ministro francese Michelle Alliot-Marie a proporne una a
carattere europeo, ad avere partita vinta su tutta la linea è stata l'Italia.
Oltre alla sede, il comando spetterà ai carabinieri. Questo anche perché il
modello di struttura prescelto è stato la Msu, Multinational Specialized Unit,
che è ormai da anni il fiore all'occhiello imperialista e guerrafondaio dei
carabinieri italiani. Sono costoro gli specialisti dell'"ordine pubblico" nelle
"situazioni di crisi". Le Msu sono attualmente tre: una in Bosnia, una in Kosovo
e una in Iraq, a Nassiriya. Tutte comandate dai carabinieri ma a seconda dei
casi formate anche da rumeni, portoghesi, estoni, ungheresi, sloveni e
austriaci.
"L'istituzione di questa nuova forza è molto importante per
l'Italia - ha affermato l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, comandante dello Stato
maggiore della Difesa - per due motivi. Il primo ci riguarda direttamente.
L'intesa testimonia che le Forze armate del nostro Paese sono protagoniste in
ambito europeo, ma nello stesso tempo permette loro di crescere confrontandosi
con i vari partner del continente; tutto ciò si colloca appieno nel progetto di
riforma delle Forze armate. Il secondo motivo è che non a caso è stata scelta
Vicenza come quartier generale della forza. Ciò sta a testimoniare quanto grande
sia la stima a livello europeo, ma non solo, nei confronti delle Forze armate
italiane".
Il ministro della Difesa Martino, gongolante, ha dichiarato che la
nuova forza europea servirà ad assistere le missioni in tutte le loro fasi di
svolgimento, sia in quella iniziale, più propriamente militare, sia in quella
"intermedia" del "mantenimento della sicurezza", sia nella "fase finale del
trasferimento dei poteri alle autorità civili locali". "è un passo avanti
importante - ha proseguito Martino -. L'Europa della difesa ha dimostrato di
fare sul serio. Di un contingente come questo oggi si ha bisogno in tutte le
missioni internazionali. è un successo che dà corpo concretamente all'idea di
una difesa comune".
Ma in Olanda i ministri della Difesa dell'Ue hanno fatto
un altro passo avanti sul terreno del potenziamento militare della superpotenza
europea. I quattro maggiori paesi Ue, Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia,
hanno infatto perorato la causa dei "Battle-group", le unità di intervento
rapido interforze, precisando la loro intenzione di allestire il maggior numero
di queste unità che sono composte da 1.500 uomini in grado di essere impiegati
fuori continente in tempi rapidissimi. Martino ha anche firmato con i suoi
colleghi di Ungheria e Slovenia una lettera d'intenti per la creazione di una
"Battle-group" a tre con questi paesi e ha annunciato che si sta "studiando a
fondo la costituzione di un gruppo di reazione rapida esclusivamente nazionale".
Per quanto riguarda un terzo gruppo anfibio, gli imperialisti italiani stanno
lavorando con Spagna, Portogallo e Grecia. Il ministro della Difesa tedesco
Peter Struck, a nome della presidenza del vertice, ha affermato che anche
Francia, Germania e Gran Bretagna realizzeranno tre "Battle-group" ciascuno e
questo consentirà di raggiungere e probabilmente di superare l'obiettivo, nove
unità d'intervento rapido interforze, che era stato fissato per il
2007.
L'imperialismo europeo, insomma, va alla carica, per non essere secondo
agli Usa nella difesa dell'espansione dei suoi monopoli in tutto il mondo.
29
settembre 2004
«Di un contingente come questo si ha bisogno in tutte le missioni internazionali. La risposta al terrorismo non è più la Difesa ma l'organizzazione della sicurezza». Sono parole del Ministro della Difesa Antonio Martino, pronunciate all'annuncio della costituzione di Eurogendfor (Egf), Forza di sicurezza europea, modellata sui gendarmes francesi e sulle Msu dei Carabinieri italiani. L'annuncio è stato dato a conclusione della riunione dei Ministri della Difesa europei, tenutasi nel settembre scorso a Noordwijk, vicino l'Aja.
Questa Forza, con quartiere generale a
Vicenza, nella Caserma "Chinotto", già sede del Comando Reggimento Allievi
Brigadieri, sarà operativa nei prossimi mesi. Ne fanno parte Italia,
Francia, Spagna, Olanda e Portogallo, cioè i Paesi che hanno Forze di
Polizia a status militare. Altri Stati, come la Germania, non partecipano
alla Forza di Gendarmeria Europea in quanto non hanno Corpi di Polizia
militari. «La Forza servirà ad assistere le n
ostre missioni in tutte le loro fasi di svolgimento», spiega il Ministro
Martino, «sia in quella iniziale, più propriamente militare, sia in
quella intermedia, sia nella fase finale del trasferimento dei poteri
alle autorità civili».
La Forza potrà disporre di ottocento uomini entro trenta giorni dall'inizio dell'esigenza, e di altri duemilatrecento come secondo approntamento di riserva. Una Forza «abbastanza consistente», ha commentato il Comandante Generale dei Carabinieri Luciano Gottardo, soddisfatto per il riconoscimento internazionale all'Arma; e un «successo concreto del Governo italiano» per il Ministro Martino, in quanto questa nuova Forza europea rappresenta un primo passo verso «l'idea di una Difesa comune» dei Paesi della Ue, al cui vertice militare è stato designato un italiano, ex Capo di Stato Maggiore della Difesa. Dal 9 aprile 2004, infatti, ha assunto l'incarico di Presidente del Comitato Militare dell'Unione Europea a Bruxelles il generale Rolando Mosca Moschini.
L'Italia fornirà all'Egf il maggior contributo di uomini, cioè di Carabinieri. La Forza è in particolare formata da una componente operativa, da una specializzata nella lotta contro il crimine e da una di supporto logistico. Il coordinamento politico-militare spetta a un Alto Comitato Interministeriale, composto dai rappresentanti dei Ministri responsabili dei cinque Paesi partecipanti.
La Egf potrà essere impiegata nelle aree di crisi per impedire il sorgere di conflitti, per supportare le operazioni militari o per assicurare la transizione all'amministrazione civile. Avrà quindi il compito di esercitare azione di coordinamento, comando, controllo e pianificazione delle unità dispiegate nelle aree di conflitto dai cinque Paesi per fronteggiare le necessità connesse alle operazioni di sostegno della pace.
Il comando della Eurogendfor sarà assegnato a rotazione a ciascuno dei cinque Paesi che ne concorrono al mantenimento. Il primo Comandante sarà il général de brigade Gérard Deanaz della Gendarmeria francese.
Assieme al Quartier Generale della Gendarmeria Europea, Vicenza ospiterà un'altra importante Istituzione internazionale: il Center of Excellence for the Stability Police Units (CoESPU). I Paesi del G8, nel meeting di Sea Island del giugno 2004, hanno infatti avallato un apposito progetto italiano per la costituzione di un Centro capace di diffondere la dottrina e l'esperienza delle "Carabinieri/Gendarmerie like forces", unità di cui è stata riconosciuta la duttilità di impiego. I Carabinieri, infatti, così come la Gendarmeria francese o simili forze di polizia militare, possono schierarsi o fungere da supporto in interventi standard e, allo stesso tempo, attuare le operazioni di polizia che spesso risultano urgenti e necessarie per riportare l'ordine e ripristinare lo stato di diritto in zone colpite da gravi crisi belliche e/o politiche.
Il CoESPU di Vicenza, diretto dal generale dei Carabinieri Pietro Pistolese, ha il compito di addestrare gli "istruttori per l'attività di stabilizzazione", ossia di formare ufficiali di Polizia di Paesi esteri, dalle provenienze più disparate. Questo personale verrà messo in grado, al termine dei corsi previsti, di rientrare in patria ed indottrinare a sua volta i membri delle unità nazionali per affrontare al meglio le più eventuali e disparate crisi internazionali, costituendo ed inviando, su richiesta dell'Onu, le Unità di Polizia così preparate.
Il CoESPU si proporrà anche come serbatoio di pensiero per lo sviluppo di dottrine, ricerche e studi specifici, tenendo in considerazione anche le esperienze maturate da tutte le missioni di pace condotte nelle aree di crisi dalle Forze nazionali ed estere, in particolare dalle
Msu, nonché i contributi dottrinari di altri Istituti di ricerca, come lo Staff College delle Nazioni Unite e il George Marshall Center.
Allo scopo, il CoESPU organizzerà corsi di diritto internazionale umanitario, diritto penale, cooperazione civile-militare, contrasto alla criminalità organizzata, sicurezza delle prigioni, vigilanza delle frontiere, arresti ad alto rischio eccetera. La coesistenza di Egf e CoESPU, due Organizzazioni di così ampio respiro e rilevanza internazionale, farà probabilmente della Caserma "Chinotto" di Vicenza uno dei più importanti Centri per la Pace nel mondo.
Visita del generale Pistolese al
sindaco
Si è parlato di polizia europea, ieri mattina, a Palazzo
Trissino. Il sindaco Enrico Hüllweck, infatti, ha ricevuto la visita del
generale di divisione Pietro Pistolese, coordinatore del nucleo iniziale di
formazione di quello che sarà il Centro di Eccellenza per le Stability Police
Units (COESPU).
Il generale ha illustrato al sindaco le trasformazioni che
riguarderanno;attuale Reggimento Allievi della Caserma Chinotto;. La finalità
del Centro sarà quella di sviluppare la capacità dei paesi maggiormente attivi
nelle missioni di peace keeping; a condurre operazioni di supporto alla pace
(PSO) attraverso l'impiego delle proprie forze di polizia, in particolare di
quelle a status militare conformi al modello dei Carabinieri.
L'Arma dei
Carabinieri, Forza di Polizia a competenza generale e, allo stesso tempo, Forza
Armata, ha infatti maturato nell'ultimo decennio un significativo bagaglio di
esperienza nel campo delle PSO acquisendo una indiscussa leadership a livello
internazionale grazie all'istituzione delle Unità Specializzate Multinazionali
(MSU). Queste ultime, nate dall'esigenza specifica creatasi nel teatro balcanico
di colmare quello che è stato comunemente definito il "security gap"tra le
capacità delle forze puramente militari e quelle delle unità di polizia civile,
hanno riscosso unanimi consensi imponendosi quale nuova funzione operativa
nell'ambito dello strumento militare.
La peculiarità di quelle che ormai
vengono definite Carabinieri/Gendarmerie-like Forces consiste nella capacità
intrinseca di queste componenti specializzate di poter essere schierate
contestualmente alle altre componenti operative dello strumento militare,
assolvendo da subito l'intero spettro dei compiti di polizia. Uno strumento
duttile e flessibile che colma e riavvicina le due facciate, concettualmente
distanti, ma "sul campo" contigui se non addirittura sovrapposti, degli aspetti
militari e civili della gestione delle crisi.
La nuova struttura di Vicenza,
che sarà operativa dal gennaio 2005, ha trovato la sua ragione d'essere nel
perdurare dei conflitti internazionali, taluni ormai divenuti endemici in
determinate aree del mondo, e nella necessità di accelerare i processi di
pacificazione e di stabilizzazione, nonché di sviluppo sociale ed economico
delle aree interessate. Per conseguire tale obiettivo si ritiene assai proficuo
un maggiore coinvolgimento dei paesi in via di sviluppo che, favoriti anche
dall'attivismo di organizzazioni regionali, sono riusciti ad allacciare non solo
relazioni politiche con l'occidente, ma pure a ricucire relazioni interstatali
rese difficili dalla situazione generale.
In questo contesto, in ambito G8 -
da ultimo nel vertice di Sea Island (giugno 2004); i paesi partners hanno
concordato di addestrare e, ove necessario, equipaggiare il personale delle
Nazioni e delle Organizzazioni regionali e sub-regionali interessate, con
particolare riguardo a quello appartenente a forze di polizia assimilabili ai
Carabinieri ed alle Gendarmerie.
Al tal ultimo riguardo, i partners del G8
hanno quindi convenuto di sostenere l'iniziativa italiana di creare un Centro di
Eccellenza per Stability Police Units (COESPU) che si ripromette di addestrare,
nei prossimi 5/6 anni, un considerevole numero di funzionari e quadri direttivi
delle forze di polizia impiegabili in operazioni internazionali.
Il Centro di
Eccellenza si proporrà, a livello internazionale, quale centro di alti studi e
polo dottrinale promuovendo lo sviluppo di dottrine e procedure operative per
l'impiego, in PSO (operazioni di supporto alla pace), delle forze assimilabili
ai Carabinieri.
Nella stessa sede troverà collocazione anche il Quartier
Generale della Gendarmeria Europea
Verdi
Veneto
Vicenza, inaugurazione della Gendarmeria
Europea: Verdi, PdCI e Prc "No alla
militarizzazione della nostra città
lunedì 16 gennaio ...