Corriere.it
 
Aumentano le sigarette e gli alcolici. Il canone Rai per il 2004 cresce di 2,5 euro a quota 99,6
Via libera alla Finanziaria da 16 miliardi
Sì definitivo del Senato. Nuovo Fisco per le imprese, bonus per il secondo figlio

        ROMA - Via libera definitivo del Parlamento alla manovra di finanza pubblica 2004. Ieri sera l’Aula del Senato ha approvato la Legge Finanziaria, che, insieme al decretone che l’ha preceduta e già in vigore, è chiamata a ridurre il deficit pubblico del 2004 al 2,2% del prodotto interno lordo. E sarà, forse, l’ultima Finanziaria tradizionale: le difficoltà del passaggio parlamentare, raramente così accidentato, e denso di voti di fiducia (cinque) hanno convinto il governo e i presidenti delle Camere ad affrontare una riforma sostanziale delle procedure. Rispetto al testo presentato dal governo il 30 settembre le modifiche apportate alla Camera e al Senato sono state sostanziali, anche se i saldi della manovra, alla fine, restano invariati: 16 miliardi di tagli e maggiori entrate, di cui 5 girati al finanziamento dello sviluppo, per una correzione netta dei conti tendenziali pari a 11 miliardi di euro. Difficile attribuire una connotazione a questa legge di bilancio. Non a caso il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, l’ha più volte definita una Finanziaria «di galleggiamento».
Gli interventi a sostegno dell’economia sono indirizzati alla ricerca, l’innovazione, l’agricoltura, la tutela della produzione italiana, la famiglia e la sicurezza. Dal 2004 partirà la nuova tecno-Tremonti con agevolazioni fiscali alle imprese che investono in ricerca. Vengono finanziate le assunzioni di 1.700 ricercatori universitari e ci saranno sgravi tributari per i ricercatori residenti all’estero che tornano in Italia. Prevista la creazione di un Istituto Italiano di Tecnologia a Genova.
La difesa del Made in Italy prevede fondi (in parte decurtati lungo il percorso) per la promozione e la tutela, il rafforzamento dei controlli alle dogane sulla contraffazione. Confermati, per le imprese agricole, l’aliquota Irap ridotta e il regime speciale Iva. Per le imprese editrici ci saranno sgravi per l’acquisto della carta. Per tutte le imprese, va ricordato, dal 2004 scatta la nuova Ires, l’imposta sui redditi, con la riduzione di un punto dell’aliquota, e viene sancita la non prescrivibilità dei crediti fiscali. Misura che si applica anche ai redditi personali.
Per le famiglie arrivano il bonus per i secondi figli, agevolazioni per l’acquisto di pc, decoder e connessioni Internet a larga banda, fondi per i micro asili nido e contributi per l’iscrizione alle scuole paritarie, la proroga degli sgravi sulle ristrutturazioni edilizie. Sul piano sociale la Finanziaria inaugura la de-tax a fini etici, e prevede sconti per l’acquisto di autoambulanze e mezzi antincendi da parte delle Onlus. Oltre 600 milioni vengono destinati ai contratti delle forze dell’ordine e al ministero dell’Interno per la sicurezza.
Due terzi dei 16 miliardi della manovra provengono da interventi una tantum, tra i quali il nuovo condono edilizio (3,1 miliardi di gettito), l’estensione delle sanatorie fiscali ai redditi 2002, nuove cartolarizzazioni immobiliari e dismissioni di immobili pubblici per oltre 5 miliardi. Scatta un aumento del prezzo delle sigarette (20 centesimi in media) e degli alcolici. Tagli anche sulle pensioni d’oro, le pensioni per i lavoratori dell’amianto, sui fondi per la Cassa integrazione, sui bilanci degli enti locali.
Ieri, inoltre, il ministero delle Comunicazioni ha annunciato che dal 2004 il canone Rai aumenta di 2,5 euro a 99,6 euro.

Mario Sensini






Si definitivo alla Finanziaria
        ROMA - Via libera definitivo alla Finanziaria per il 2004. Il disegno di legge è stato approvato ieri in serata dal Senato. Dopo cinque voti di fiducia, di cui due  sul decreto legge che ha anticipato per buona parte i contenuti dell'intera manovra da 16 miliardi di euro, si chiude così il travagliato iter della Finanziaria. Disco verde, quindi, ai condoni estesi al 2002, alle correzioni al concordato preventivo e alle modifiche sulla golden share, solo per citare alcune tra le novità del testo. Ancora polemiche sull'iter del provvedimento: per il presidente del Senato, Marcello Pera, «la riforma della Finanziaria potrà essere affrontata insieme alle riforme costituzionali».


La Finanziaria conquista l'ultimo sì

        ROMA - Il Senato ha approvato ieri sera la Finanziaria 2004 nel testo trasmesso mercoledì scorso dalla Camera. Il testo affronta ora senza modifiche la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Con il voto di Palazzo Madama si chiude, dunque, una travagliata vicenda politico-parlamentare che, stando alle parole del presidente della Camera, Pierferdinando Casini, ha creato non pochi malumori e insoddisfazioni. Cinque voti di fiducia, due sul maxidecreto che ha anticipato per buona parte i contenuti dell'intera manovra da 16 miliardi di euro, tre sulla Finanziaria chiesti su altrettanti maxiemendamenti del Governo che, di fatto, hanno riscritto per oltre un terzo il testo inviato in prima lettura dal Senato. Una scelta che Casini ha apertamente criticato la scorsa settimana, accusando di fatto il Governo di aver varato "surrettiziamente" una riforma del bilancio. E ieri il presidente del Senato, Marcello Pera ha rilanciato: «La sessione costituente sulle riforme che inizieremo a gennaio potrà essere la sede per porre mano anche alla riforma della legge Finanziaria». La discussione ieri non ha riservato sorprese. Prima il via a tutti gli articoli del Bilancio. Poi il voto sulla Finanziaria, sullo stesso Bilancio e, dunque, sul complesso della manovra, dopo che erano stati respinti tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione. I voti a favore sono stati 160, i contrari 91, con un astenuto. «I saldi sono migliorati moderatamente, ma significativamente», ha commentato il sottosegretario all'Economia, Giuseppe Vegas. Se c'è stata una «modesta riduzione degli stanziamenti per gli enti locali», questa può essere compensata «con tagli alle spese, senza compromettere i servizi ai cittadini». Dunque, gli enti locali «non hanno motivo per lamentarsi». Vegas conviene con la tesi, che appare ormai generalmente condivisa, di metter mano a una nuova riforma delle procedure di bilancio. Si potrebbe partire proprio dal disegno di legge in discussione al Senato. E in ogni caso, «per evitare che la Finanziaria resti un contenitore delle norme più diverse, occorrerebbe prevedere in Parlamento corsie più rapide per i provvedimenti legislativi più importanti». Di tutt'altro avviso l'opposizione. «Sembra una Finanziaria di fine legislatura, piena di interventi settoriali, con mance per tutti», ha sostenuto il capogruppo dei Verdi, Natale Ripamonti, mentre il presidente dei senatori Ds, Enrico Morando, ha rilevato come la manovra, dopo l'esame della Camera, sia ora «scoperta per 2.308 miliardi». Dure le critiche del centrosinistra anche ai condoni, alle quali ha replicato lo stesso Vegas: il condono fiscale «non ha prodotto evasione, al contrario ha allargato la base imponibile». Con la manovra correttiva, il Governo punta a ridurre il deficit 2004 al 2,2% del Pil, contro il 2,5% atteso per quest'anno. Per due terzi, la manovra è composta da nuove una tantum, per un terzo da misure strutturali. Con il decreto, è stata assicurata una correzione di 14 miliardi, di cui 13,6 di nuove entrate e 600 milioni di minori spese, mentre la Finanziaria vera e propria comporta una correzione di 2 miliardi. Alcune delle misure del decreto legge sono già operative. Tra queste, il bonus di 1.000 euro per i nuovi nati a partire dal secondo, il condono edilizio per gli abusi commessi fino al 31 marzo 2003 e nel limite massimo di 3.000 metri cubi, la trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in Spa, la stretta previdenziale sui lavoratori esposti all'amianto, la Tecno Tremonti e la «de-tax». Quanto alla Finanziaria, si segnala la proroga ai redditi 2002 dei condoni (i relativi versamenti vanno effettuati entro il prossimo 16 marzo 2004). Poi i maggiori stanziamenti per la sicurezza (845 milioni), finanziati in buona parte con l'aumento di 20 centesimi delle sigarette. Via libera anche alla proroga dello sconto Irpef sulle ristrutturazioni di immobili, che passa dal 36 al 41 per cento. Poi il contributo del 3% sulle pensioni che eccedano i 170mila euro, gli incentivi all'edilizia agevolata e le nuove norme sulla golden share.

DINO PESOLE