IL MANIFESTO
del 01 Giugno 2005
EX PILOTA
«Inesperti e senza scorta»
Il maresciallo Leggiero sui voli notturni in Iraq
A. MAN.,
«Perché quell'elicottero volava senza scorta?
Non sappiamo ancora se si sia trattato di un incidente o delle
conseguenze di un qualunque atto ostile, si parla di tempesta
di sabbia ma non si può escludere che il pilota abbia dovuto
evitare qualche pericolo. Comunque c'è già un dato che balza
agli occhi: l'elicottero italiano in volo notturno era senza
scorta». Il maresciallo Domenico Leggiero, ex delegato del Cocer,
presidente dell'Osservatorio militare, ha da poco lasciato l'Aviazione
dell'esercito (Aves). Marco Cirillo, uno dei militari rimasti
uccisi, era un suo amico. Oggi Leggiero è consulente della commissione
parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito e sembra sempre
più lontano da Alleanza nazionale, il suo partito, che una volta
al governo l'ha lasciato solo proprio sull'uranio. Ha accumulato
oltre 1500 ore di volo comprese le missioni nei Balcani e in
altri teatri di crisi, pilotando ricognitori e elicotteri d'attacco
tra i quali l'AB 206 -! sempre Agusta Bell, come l'AB 412 che
si è schiantato ieri l'altro nel sud dell'Iraq, che però è un
elicottero «multiruolo» impiegato per i trasferimenti ma anche
per le ricognizioni come quella in cui è morto a gennaio il
maresciallo mitragliere Simone Cola.
Perché la scorta se i comandi militari definiscono la zona
«tranquilla»?
Attorno a Kuwait City ci sono aree addestrative per i velivoli
ma gli Stati Uniti continuano a considerarle zone a rischio.
Un volo di trasferimento deve avere un altro elicottero di scorta,
normalmente un A129 Mangusta. Ma per quanto ne sappiamo i 129,
mezzi d'attacco portati in Iraq solo dopo l'uccisione del maresciallo
Simone Cola, non hanno mai operato insieme agli AB 412. Sono
stati, come dire, soltanto cibo e foraggio per i giornalisti...
Il problema è sempre quello, si parte sempre dal presupposto
ipocrita che l'Italia non è in guerra ma in missione di pace,
quindi non si predispone una scorta per i voli notturni di trasferimento
e collegamento. O per le ricognizioni come quella costata la
vita a Cola. L'Aviazione dell'esercito ha pagato un altissimo
tributo di sangue alla manfrina americana sulla democratizzazione
dell'Iraq.
Appartenevano all'Aves anche i quattro piloti che rifiutarono
di volare su elicotteri (diversi dall'AB412) perché poco sicuri
nel volo notturno in Iraq, e hanno poi respinto efficacemente
le accuse di diserzione. Ora si dice che i piloti caduti lunedì
fossero preparatissimi, ma si dice anche che alcuni dei più
esperti rimangono a casa...
Erano senz'altro preparati e con grande esperienza di volo.
Il capitano Marco Briganti era alla seconda missione in Iraq,
aveva dunque esperienza del posto, ma era abilitato da poco
al volo notturno tattico con visore Nvg sul nuovo velivolo.
L'altro pilota, il colonnello Giuseppe Lima, è abilitato Nvg
da gennaio e a marzo è andato in Iraq, sul terreno operativo.
Eventuali carenze sotto questo profilo o magari nella manutenzione
del velivolo, non sono certo imputabili a loro ma ai responsabili
di una missione che soffre oggettivamente per le scarse risorse
a disposizione.
|
|