Sabato 18 Ottobre 2003

 

 

 

 

 

 

L’INTERVISTA

 

Gasparri: e ora troviamo i soldi per i militari

 

 

 

«E’ una vera priorità, An presenterà emendamenti per chiedere stanziamenti già in Finanziaria»

 

 

 

di CLAUDIA TERRACINA


ROMA Ancora una volta è obbligatorio ricordare l’appello del governatore del Lazio, Francesco Storace, che, parafrasando Nanni Moretti, chiese a Fini «di dire qualcosa di destra». Il vicepremier ha risposto proponendo il voto agli immigrati e scatenando lo sconcerto di mezzo partito. Ora tocca a Maurizio Gasparri, che, come è noto, non ha condiviso l’iniziativa del presidente del suo partito, dare soddisfazione all’eterno rivale di corrente. «Voglio porre all’attenzione del governo le richieste economiche dei militari e delle forze dell’ordine, argomento sul quale An è compatta», annuncia il ministro delle Comunicazioni, rispolverando l’antica tradizione del partito di Fini, forse per ricompattarlo dopo le recenti polemiche. E fa anche sapere che non c’è tempo da perdere: «Già in questa Finanziaria - spiega - occorre trovare i fondi necessari per dare risposte migliori a questi servitori dello Stato».
Questa proposta è un segnale per An affinchè ritorni a guardare ai suoi ambienti più tradizionali, ministro Gasparri?
«No, io pongo un problema reale. Dopo un incontro con i responsabili sindacali del settore, mi sono reso conto che esiste ancora il problema di reperire i fondi per il contratto. Perciò, ho deciso di sollevare la questione e mi attendo risposte già nella prossima Finanziaria».
Insomma, batte cassa, ministro, in un momento non proprio florido per le finanze dello Stato, stando a quanto dicono chiaramente Tremonti e Berlusconi.
«So perfettamente che la Finanziaria ha risorse molto limitate. Tuttavia, visto che si parla di priorità del governo, ho creduto opportuno ricordare che garantire un miglior trattamento contrattuale ai militari e alle forze dell’ordine non è una questione rinviabile. Anzi, per me è e sarà una battaglia imprescindibile e il partito, ovviamente, è compatto sull’argomento».
E’ stato Berlusconi a parlare di priorità. An vuole aggiornare l’agenda del governo, riportando alla ribalta un problema dimenticato dal centrodestra?
«Dare la giusta soddisfazione a militari e forze dell’ordine non è un problema, semmai è un tema da tenere sempre presente, come fa An».
In concreto, quanti soldi serviranno per assicurare un buon trattamento economico?
«Non meno di 100 milioni di euro, ossia circa 200 miliardi di vecchie lire. Ma c’è anche da risolvere la questione del riallineamento delle carriere. Insomma, per essere più chiari, va riconosciuta la specificità del comparto sicurezza, dando spazio alle sue giuste richieste».
E’ un modo per suggerire ad An che è meglio occuparsi di militari, che di immigrati?
«Le due cose non sono in contraddizione. Si discute serenamente. Ma intanto il nostro gruppo al Senato proporrà una serie di emendamenti. E questo non deve suscitare scandalo. In undici anni di carriera parlamentare non ho mai visto licenziare una manovra di bilancio senza correzioni».
E gli alleati della maggioranza, secondo lei, appoggeranno queste richieste?
«Bè, credo che siano argomenti condivisi da molti. Penso, per esempio al ministro dell’Interno Pisanu».
Tornando al voto sugli immigrati, lei voterà la proposta di An in Parlamento?
«Dovrò vedere il testo definitivo del disegno di legge. Per ora apprezzo i paletti posti dal mio partito, anche se mi convince di più la proposta della Margherita per abbassare gli anni di residenza necessari per ottenere la cittadinanza italiana, passando da dieci a otto».