![]() |
Intervista
aDomenico Leggiero, l'autore di questo libro; un libro di fatti, di documentazione,
di storie di malattie e di morti... URANIO - Storia di un'Italia impoverita - l'intervista Roberto Del Bianco 15 dicembre 2005 |
Il libro nasce dall'esperienza personale. Fin dall'inizio nacque per una serie di combinazioni, frutto di documentazione, di fatti, di testimonianze, che ci indussero ad effettuare ricerche. Alla fine di queste, ci trovavamo con storie che via via si rinnovavano con nuovi elementi. Infatti il libro sembra quasi interrotto perché a un certo punto ci siamo chiesti, posti il problema, se finire la storia o proseguirla. I ragazzi continuavano a morire, mentre il libro stava andando in stampa ne sono morti altri due (ne avete parlato anche sul vostro sito). La storia purtroppo si ripete. Sono storie tutte significative e tutte documentate, anche dalla commissione di inchiesta che ormai dura da maggio...
Quindi si tratta anche di un libro documentale?
E' un libro documentale e di storia; la natura del libro è questa, non
è un racconto e basta ma è un racconto e una raccolta di documenti
e di prove.
Sugli effetti dell'uranio impoverito c'è una certezza non assoluta; che
poi possano esserci altre cause anche qui è evidente, ma che bisogna
fare qualcosa per fermare assolutamente quello che sta succedendo, è
un dato di fatto.
Leggevo tempo fa altre ipotesi, che non fosse l'uranio ma ad esempio
le polveri sottili...
Ma le polveri sottili sono un prodotto dell'uranio; anche l'informazione che
si fa su queste cose molto spesso porta lontano dalla verità. In effetti
l'uranio nella sua radioattività è pericoloso ma non è
letale; l'effetto dell'esplosione dell'uranio diventa letale perché produce
una quantità di nanopolveri e di sostanze che sviluppano la patologia
neoplastica.
Ovviamente ci può essere anche una predisposizione genetica, non è
detto che tutti la contraggano, ma è un po' come il fumo, non è
detto che chi fuma si ammali di cancro, ma è certo che una elevata percentuale
di fumatori lo contragga.
Chi adottò all'inizio l'uso dell'uranio impoverito per le sue
caratteristiche di alto peso specifico, aveva tenuto conto della sua radioattività
quindi del suo danno?
L'utilizzo dell'uranio impoverito è una questione di efficacia perché
è un materiale più pesante e con capacità più dirompente,
però c'è, come dire, una "malafede" perché comunque
se avessero dovuto costruire proiettili all'uranio impoverito puro sarebbero
stati troppo costosi.
Perché utilizzano l'uranio impoverito? Perché utilizzano materiali
di scarto dalla lavorazione dell'uranio arricchito per le centrali atomiche:
in un chilo di uranio, 950 grammi avanzano e sono uranio impoverito. Non solo,
non è solo uranio impoverito puro ma è uranio impoverito con dentro
infinitesimali percentuali di plutonio che, sebbene in minima quantità,
è quella sostanza che al momento dell'impatto con l'obiettivo produce
un attacco microatomico e quindi gli effetti che abbiamo detto.
Quali sono i suoi rapporti, sia con la gerarchia che con i commilitoni,
riguardo queste vicende?
Con i commilitoni, ottimi. Nessun tipo di problema. Con le gerarchie...il discorso
cambia. E' giusto distinguere quella gerarchia "sana", con un rapporto
di collaborazione, di confronto e di dialogo; però come gerarchia "sana",
proprio perché sana, non arriva quasi mai ai vertici massimi; e invece,
con la parte con cui mi trovo, diciamo, meno in sintonia, che poi è la
parte ai vertici in assoluto, i rapporti non sono inquadrabili in questo senso.
Quando è stato stampato il libro?
Il libro è stato stampato a settembre, è andato in stampa i primi
di ottobre; la data della presentazione è stata fissata proprio oggi
(ieri, n.d.r.) e sarà in regione toscana a Firenze il 3 febbraio.
E' quindi un caso che questo libro capiti proprio sotto le feste di
Natale? Nel senso che non c'è stato un calcolo per vendere proprio in
questo periodo?
No, affatto, anzi, non siamo riusciti a presentarlo ora proprio perché
siamo a ridosso del Natale; per cui, si troverà nelle librerie ma poi,
non è un libro da dono di Natale, è un libro di storia contemporanea,
definiamolo così... No, assolutamente no. Poi, parte del ricavato del
libro va ai ragazzi (n.d.r. ai parenti delle vittime dell'uranio impoverito),
noi non prendiamo assolutamente nulla.
Ci sono delle alternative all'uso dell'uranio impoverito in questi proiettili?
Sì, la pace...
... altri materiali non radioattivi...
Io credo che i problemi rientrano quando gli sceriffi del mondo decidono di
rientrare nella realtà. Questo è ovvio e va ricordato. Uno dei
problemi più grossi secondo me è la presunzione di qualcuno di
essere i portatori del verbo. In effetti così non è, non è
altro che un portatore di interessi del sistema americano. Quando questi individui
non avranno più il sostegno della stragrande maggioranza degli Americani,
rientreremo in uno standard più o meno accettabile.
Quindi c'è in fondo anche una speranza che il mondo della guerra
possa bene o male asservirsi al mondo della politica?
Sicuramente sì.
"Uranio" è un libro di fatti, di documentazione, di storie di malattie e di morti - le storie dei nostri soldati tornati dal loro servizio sui fronti delle "guerre umanitarie" dei giorni nostri. Ma nel contempo il libro ci racconta il perché di queste morti, anche attraverso i documenti della commissione d'inchiesta finalmente attivata. E', secondo le parole dell'autore, "un libro di storia contemporanea".
Leggi l'intera recensione su "NoBrain"!