Caso Uranio Impoverito: “Occuperà, a breve, le prime pagine di tutti i giornali”. Intervista a Padre Jean Marie Benjamin Postato il Wednesday, 21 May @ 13:05:07 di Bruna Iacopino
  "Occuperà le prime pagine dei giornali". Questo è quanto ci dice Padre Jean Marie Benjamin, fra i primi ad aver posto la questione, di fronte all’attenzione internazionale. Padre Benjamin aveva fatto presente il rischio, in sede parlamentare, ancor prima che esplodesse ufficialmente in Italia e venisse costituita la commissione Mandelli. (segue)   Lei è a conoscenza del fatto che ieri mattina, su Rai tre, alle ore 7, 35, è andato in onda un dossier che riapre il caso “uranio impoverito”, legato alla questione Iraq. Cosa ne pensa? C’è una chiara volontà di disinformazione, visto l'orario della messa in onda?  E’ già significativo il fatto che lo abbiano passato, indipendentemente dall’orario di messa in onda. La stampa, sia nazionale che internazionale, è sempre stata molto restia di fronte all’argomento. Comunque, sempre meglio le 7 anziché le 3 di mattina. Già diverse volte ho contattato la redazione di “Striscia la notizia”. Ho parlato direttamente con Antonio Ricci, il quale si è detto disponibile a rendere note alcune cose, nei limiti a lui consentiti. Mi ha chiesto ulteriori informazioni, al che ho risposto che presto, l’argomento, avrebbe occupato le prime pagine di tutti i giornali.  Per quanto riguarda la sua domanda, non so se c’è una volontà politica dietro la scelta delle 7, 35. Questo bisognerebbe chiederlo al direttore della rete. Lei aveva già da tempo posto la questione a livello internazionale, come un problema urgente. Chi le ha dato ascolto? Si sta muovendo qualcosa? La scorsa settimana mi sono recato in Iraq. Ho avuto uno scambio epistolare con il Presidente dell’UNEP. Recentemente è stato pubblicato un rapporto relativo allo stato di inquinamento in Iraq. La situazione è preoccupante. Il sud del paese è altamente contaminato. Il Ministro della Sanità iracheno mi ha affidato dei dossier in merito, che io ho passato direttamente all’ONU; spetterà a loro giudicare se si tratti di semplice propaganda irachena.  Difatti verrà costituita una prossima commissione di indagine, da parte dell’ONU, che dovrà verificare la situazione. Per quanto riguarda l’Italia, quasi un anno e mezzo fa, ero stato invitato a “Porta a porta”, insieme al Ministro della difesa, Martino, il quale, in privato, mi assicurò che sarebbe stata riaperta la “Commissione Mandelli”. Quello che finora è stato reso noto è ancora ben poco. L’UNEP stesso ha tenuto segreti buona parte di questi rapporti. Ci sono, dunque, molte verità che debbono essere ancora rivelate, verità che riguardano soprattutto quest’ultima guerra? A fine mese pubblicherò un libretto, che consegnerò ad ogni singolo parlamentare ONU. In esso chiarirò molte questioni relative al caso Iraq, nonché la mia posizione personale in merito. Mi sono state mosse delle accuse, soprattutto in seguito agli incontri da me avuti con Tarek Aziz. Parlo della situazione attuale in Iraq, ma anche delle possibili nefaste conseguenze di questa guerra. Ho avuto modo di vivere il tutto da vicino. Qui da noi c’era un ragazzo iracheno, stava studiando in Italia; alla notizia dei primi bombardamenti su Baghdad, era partito per raggiungere la famiglia. Ci siamo sentiti per telefono e mi ha detto come andavano le cose realmente: aveva già perso tre fratelli, sotto le bombe americane; Baghdad- secondo il suo racconto- era stata in qualche modo, risparmiata, ma il resto del paese, villaggi interi, rasi completamente al suolo. Fra le tante cose che nessuno sa è la verità sui missili Tomahawk: in essi è contenuto uranio 238, plutonio, e cadmio, vietato dalle convenzioni internazionali. Sul paese sono state sganciate circa 15.000 bombe, e loro continuano a dirci bugie su bugie. L’Iraq, ormai, è diventata una zona franca, in cui il terrorismo islamico potrà spadroneggiare con estrema libertà. Non c’era alcuna relazione tra l’Iraq e Al Qaeda, e questo ormai è chiaro. E le armi chimiche? Dove sono? Non sono state ancora trovate. E Bin Laden? A piede libero. E il Mullah Omar? In giro per il mondo con la sua moto. Ho più paura adesso che prima dell’ 11 settembre. Gli USA hanno dato il via ad una serie di reazioni incontrollabili, ma soprattutto inevitabili.       
Uranio impoverito, un muro di omertà per non fare emergere interessi particolari Postato il Wednesday, 21 May @ 12:47:05

  di Stefano Corradino
Malformazioni, tumori, decessi... Se non basta la guerra a decimare le popolazioni ci pensano le contaminazioni radioattive. In Bosnia, in Afghanistan e nell'ultima guerra in Iraq sono state usate dosi massicce di proiettili all'uranio impoverito. E ci si rifiuta di aprire una commissione d'ichiesta parlamentare. Ne abbiamo parlato con Roberto Morrione, direttore di Rainews (l'emittente che mandato in onda l'inchiesta esclusiva) e Lorenzo Forcieri, vicepresidente della Commissione Difesa. (seguono le interviste)   Intervista a ROBERTO MORRIONE  Quando avete iniziato ad interessarvi alla vicenda delle contaminazioni da uranio impoverito? Abbiamo cominciato a raccogliere materiale più di un anno fa, allorchè facemmo una prima inchiesta coordinata da Sigfrido Ranucci da cui emergevano inedite testimonianze soprattutto italiane. Ranucci, con un lavoro di giornalismo investigativo di notevole qualità si procurò in esclusiva il video che documentava alcune operazioni di bonifica del terreno in Bosnia nell'ambito della guerra. E per la raccolta delle prime drammatiche testimonianze, prezioso è stato il supporto dell'Osservatorio delle forze armate.  E così alla prima inchiesta ne è seguita un'altra. L'interessamento alla vicenda si è esteso, e siamo riusciti ad avere nuovo materiale e nuove testimonianze esclusive. Di conseguenza abbiamo promosso una seconda inchiesta che poi si è dipanata anche in Francia dopo la richiesta della magistratura di acquisire il video. Con che spirito avere affrontato questa inchiesta? Da vecchio capo cronista del Tg1 (in un'altra stagione) ho una certa mano con questo tipo di giornalismo. Penso che fondamentali siano l'assoluto rigore e la verifica delle fonti, sentire le istituzioni quando vengono chiamate in causa e andare fino in fondo nell'inchiesta.  Avete trovato resistenze? Resistenze no, ma non si può dire certo che della questione se ne sia parlato adeguatamente. L'inchiesta è stata quasi completamente oscurata dall'informazione italiana, giornalistica e televisiva... Si è agito in una sorta di "reticolo sotterraneo" perché in realtà sul piano ufficiale, c'è stata una cortina di silenzio pesantissima. E' una questione che tocca qualche interesse economico... Non solo. Si intravedono sullo sfondo grandi interessi di natura strategica, militare, economica che meriterebbero ulteriori approfondimenti.  Oltretutto non è un "fatto vecchio". L'uranio impoverito sarebbe stato usato anche nell'ultima guerra del Golfo mentre ci prepariamo ad inviare i militari nell'area. Ma gli americani affermano di averne usato meno... Non è il parere dell'osservatorio per i diritti e la tutela delle forze armate. Loro sostengono che sia stato usato in maniera massiccia anche nella guerra in Iraq.  Un bel rischio... Ieri i familiari delle vittime (notizia Ansa) hanno chiesto giustizia e verità dopo le inchieste di Rainews. Credo sia doveroso che l'informazione e il servizio pubblico in particolare se ne occupino.  Magari individuando una fascia oraria diversa e non quella scelta ieri (Rai3 - ore 7,36). A quell'ora, l'inchiesta, chi la vede?   Intervista a LORENZO FORCIERI  Lei è il vicepresidente della Commissione Difesa. Qual è stato il grado di attenzione generale a questa vicenda? Seguo questa questione da tempo. E oggi più che mai verifico il muro di gomma "inspiegabile" che ostacola la verità. Le conseguenze derivate dell'esposizione all'uranio impoverito o ad altri materiali patogeni è di una pericolosità enorme.  E le forze politiche non hanno avvertito l'allarme? Inizialmente sì. C'era anche un accordo con la Lega e con qualcuno di Alleanza Nazionale. Già nella passata legislatura. E si erano fatte conferenze stampa congiunte. Poi tutto si è arenato. Perchè? Non lo so. Ma lo immagino.  Ci sono degli interessi in gioco che è meglio non stuzzicare?  E' probabile. Ma questo atteggiamento non fa altro che sollevare ulteriori dubbi e creare inquietudini. Proprio in un momento in cui serve la massima trasparenza e sicurezza.  E oggi ci troviamo a dover mandare altri 3000 militari nel Golfo dove sono stati sicuramente usati dagli americani proiettili all'uranio impoverito la cosa miglio anche per capire effettivamente i pericoli. Il problema a questo punto non è solo di individuare le responsabilità ma evitare che ciò si ripeta. Affinchè i militari possano avere tutte le garanzie quando si recano in quell'area. Come vicepresidente della Comissione Difesa hai chiesto l'istituzione di una specifica Commissione di Inchiesta. Che non si è fatta. Si fanno commissioni d'inchiesta, praticamente su tutto e una volta che ci si trova di fronte a una vicenda in cui è messa a repentaglio la salute di militari e civili non se ne parla nemmeno. Cosa fare quindi? Ieri mi sono rivolto al presidente del Senato per chiedergli, visto che la Commissione Difesa non vuole occuparsene se almeno la Commissione Sanità sia disposta a prendere a cuore la vicenda.