INFERNO IRAQ / VIDEO CHOC
Quattro italiani ostaggi dei ribelli:
 'Via le truppe, Berlusconi si scusi'


Roma, 13 aprile 2004 - Per ora la Farnesina può confermare solo che quattro cittadini italiani sono "scomparsi" in Iraq, ma restano pochi dubbi ormai che i quattro uomini mostrati da un video di Al-Jazeera siano effettivamente stati rapiti, e che siano loro i quattro italiani al servizio della società Usa DST che mancano all'appello da ieri. Nel video trasmesso da Al Jazeera, i quattro italiani rapiti parlano confermando la loro nazionalità: "Sono italiano" afferma uno di loro. Dalle conferme in voce e con i passaporti mostrati si ricavano i nomi di almeno tre dei quattro giovani: si chiamano Salvatore Stefio, Umbertino Umberto, Fabrizio Quattrocchi. Il quarto nome è Maurizo ma il cognome, pur ripetuto, non è chiaro; potrebbe essere Agliani.
La stessa Dts Security ha informato il Ministero degli Esteri della scomparsa dei 4 cittadini italiani. Il Ministero comunica di essersi immediatamente attivato per individuarli con tutti i mezzi.
Nella registrazione mandata in onda dal canale satellitare arabo i presunti sequestratori chiedono il ritiro del contingente italiano dall'Iraq e le scuse del premier Silvio Berlusconi per i commenti fatti sull'islam, ritenuti offensivi.
Chiedono inoltre la liberazione di tutti i detenuti iracheni, in particolare quelli religiosi, e sottolineano che i negoziati per il rilascio degli ostaggi cominceranno solo quando il governo italiano avrà soddisfatto queste richieste.
Le quattro guardie di sicurezza private sarebbero state rapite nei pressi di Fallujah. Mancano all'appello da ieri, ma per ora non viene specificato se la notizia della scomparsa corrisponda alla data del sequestro. Nella registrazione diffusa da Al-Jazeera si vedono quattro uomini seduti a terra; sono giovani, indossano delle t-shirt bianche. Alle loro spalle uomini armati. A rivendicare il rapimento è una sedicente "Brigata Verde del Profeta", che farebbe parte delle "Brigate Mujaheddin", lo stesso gruppo che ha rapito e minacciato di morte tre cittadini giapponesi.
La Dts Security opera nel settore della sicurezza, producendo e installando sistemi elettronici d'allarme. Il sito dell'azione spiega che "si specializza nella prevenzione delle intrusioni, nella riduzione di furti, atti vandalici, assalti, sabotaggi e possibili rapimenti". La Dts offre supporto logistico completo riguardo "a tutti in nostri prodotti, in tutti i campi, inclusi la progettazione, il project management, la supervisione dell'installazione in sito, addestramento, documentazione, assistenza, e riparazioni". Basata "da oltre 20 anni" a Newington in Virginia, vicino Washington, l'azienda dichiara di avere una vocazione "veramente internazionale, avendo fornito impianti di sicurezza in Oman, Corea, Giappone, Uzbekistan, Jamaica e Arabia Saudita, ed essendo pronta ad "espandersi in nuovi mercati". Il sito non cita alcuna commessa in atto in Iraq. Non è ancora chiariti se i quattro italiani fossero in Iraq ino per la Dts come tecnici o come agenti di scorta.