Qualche giorno fa il Responsabile del Comparto Difesa Dct. Domenico Leggiero ha ricevuto una lettera dal Presidente del COIR dell'ISPERFC al quale ha risposto. di seguito troverete la lettera del Generale e la risposta del Dct. Leggiero.

| Dct. Domenico Leggiero
N.H. Il Gen. di Div. Domenico ROSSI Caro Generale, Ovviamente mai cadrò nella facile e comprensibile polemica che si potrebbe aprire rispondendo punto su punto alle Sue eleganti considerazioni. Mi limiterò comunque a precisare che i riferimenti nelle mie comunicazioni non erano certo alla persona ma agli eventi piuttosto inquietanti che si stanno verificando con la Rappresentanza della quale, visto anche i miei trascorsi, sono grande estimatore. Diverso sarebbe stato se avessi analizzato (anche dal punto di vista economico) la situazione dell’attuale rappresentanza e le conseguenze di una proroga (e questo non può essere smentito) cercata e voluta dal “Suo” mandato. Vede caro Generale, l’opera dell’Osservatorio sarebbe limitata e sminuita se avesse per oggetto l’atteggiamento ed il comportamento dei Rappresentanti, l’azione dell’Osservatorio va ben oltre e, nella sua opera, potrebbe fare “lesa maestà” e quindi esporsi a critiche (seppur rispettabilissime) come la Sua. Sicuramente sbaglio io, perché ricordo una Rappresentanza difesa dalla base e non dai Vertici di cui (senza nulla togliere al Suo attuale mandato), Lei fa parte. Ricordo una rappresentanza abituata a confrontarsi con i Vertici e non appoggiare gli stessi in azioni di controllo e comando mentre per tutelare le famiglie dei caduti si fanno collette. Mi rendo conto però che le cose sono cambiate, come per incanto gli amici diventan nemici solo perché si sentono lesi di un potere assoluto dovuto a mai conquistato come dice Lei in “trincea”. Vede, Signor Generale Lei sicuramente conosce le trincee ma, mi creda, ne ha fatto di molto poca, la trincea, quella vera, è fatta per la truppa e Lei, la fase in cui era truppa l’ha fatta in Accademia, dietro i banchi ad imparare come si “governano” gli uomini in trincea. Mi creda, mi dispiace che Lei abbia potuto pensare quanto ha scritto ma, ancora una volta i latini insegnano: exusatio non petita accusatio manifesta. Non c’erano riferimenti personali, ma la rabbia ed il piglio con il quale ha scritto, l’appoggio chiesto ed ottenuto da alcuni delegati fanno pensare, con poche possibilità d’errore, che forse non avevo tutti i torti. Con la dovuta stima. Domenico Leggiero |