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di PIETRO PIOVANI
ROMA Una delusione
dietro l’altra per i militari, che pure a inizio legislatura non
nascondevano di aspettarsi grandi cose da questo governo. L’ultima è
arrivata dal Consiglio dei ministri di martedì. Prima delle elezioni il
governo aveva assicurato che, subito dopo il voto, avrebbe approvato il
decreto tanto atteso sul “riallineamento delle carriere”. Invece niente.
Il “riallineamento”. Per i marescialli di Esercito,
Marina e Aeronautica gli avanzamenti di carriera sono più lenti che per i
loro colleghi di polizia e carabinieri. Perciò i loro stipendi crescono
meno. Per rimediare erano stati previsti nell’ultima Finanziaria 87
milioni di euro. I soldi ci sono quindi, manca solo il decreto che renda
esecutivo il riallineamento. Gli stipendi dei generali.
Nel provvedimento che il governo non ha approvato martedì doveva
esserci anche un altro punto, che non riguarda solo i militari ma tutto il
“comparto sicurezza”. Si tratta di questo. Il contratto di lavoro di forze
armate, Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza copre fino al grado di
tenente colonnello. Per i colonnelli e i generali il governo deve scrivere
un decreto che estenda anche a loro i benefici del contratto. Ebbene, per
il contratto del 2002-2003 il decreto non si è ancora fatto. Gli effetti
sono paradossali. Per esempio: l’ultimo contratto ha previsto che un
militare in missione può farsi rimborsare il taxi; un caporale può, un
generale no. Ci sono tenenti colonnelli vicini alla promozione che si
chiedono se il passaggio di grado in questo momento sia un affare.
I Cocer . Il ritardo del decreto non è che l’ultimo
episodio di una serie. I Cocer (rappresentanze sindacali delle forze
armate) ricordano il lungo elenco delle delusioni e discutono su come
rispondere. Dice il tenente colonnello Ermanno Peschiulli, del Cocer
Aeronautica: «Stiamo riflettendo se chiedere un intervento del capo dello
Stato. Oppure, visto che quando era all’opposizione Berlusconi ci ha
ricevuto e ora non ci riceve più, stiamo pensando di chiedere un incontro
con Prodi». |